sabato 14 aprile 2012

DYLAN THOMAS - SETTE POESIE




Dylan Thomas (Swansea, Galles, 1914 - New York 1953). 

OpereEighteen poems, 1934; Twenty-five poems, 1936; The world I breathe (Il mondo che respiro), 1939; The map of love (La mappa dell'amore), 1939; Portrait of the artist as a young dog (Ritratto dell'artista da cucciolo), 1940; Deaths and entrances (Morti e ingressi), 1946; Collected Poems (Poesie scelte), 1934-1952; The doctor and the devils (Il medico e i diavoli), 1953. 

Opere in edizione postumaUnder the milk wood (Sotto il bosco di latte), 1954; Selected letters (Lettere scelte), 1966; Vernon Watkins, 1957; Quite early one morning, 1954; Adventures in the skin trade, 1955.

« Nel novembre del 1953, quando fu ricoverato con urgenza al Roman Catholic Hospital, Dylan Thomas era in preda a un attacco di delirium tremens probabilmente scatenato dai diciotto whisky tracannati poco prima. Non si salvò e concluse così la sua esistenza da "poeta maledetto". L'ultimo, forse. 
Il suo straordinario carisma, unito a un talento creativo notevolissimo contribuì a creare un mito che già all'epoca ebbe uno straordinario impatto mediatico e che sopravvive fino ai giorni nostri.... » Dalla quarta di copertina del libro: DYLAN THOMAS, POESIE, a cura di Renzo S. Crivelli, traduzione e note di Ariodante Marianni, Einaudi, Torino, 2002Di questo libro fanno parte le traduzioni qui date.














3 commenti:

  1. Il nostro blog ospiterà presto altri testi di Dylan Thomas, poiché è opportuno fornire ai nostri lettori-visitatori, proprio qui, sulle "pagine" del blog, un quadro più ampio di ciò che è l'universo poetico di questo "enigmatico e sublime" Autore. Bisogna che il nostro quasi muto discorso (dov'è il testo poetico a parlare), iniziato con queste sette (e benedette) poesie, sia portato oltre, a contenere anche testi ormai famosi di D. Th. come, ad esempio, "I dreamed my genesis", "And death shall have no dominion", "The air you breath"... A presto dunque.
    A.C.

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  2. Grazie. La selezione che fai fatto è stata ben generosa, lo stesso si potrà dire della prossima, ne son certa.
    Meth

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  3. A mio modesto parere , Dylan Thomas svincola la poesia dalla tradizione della parola scontata.
    La parola diventa un gancio di realtà ed emotività tali da convergere assieme e fornire significati fuori dagli schemi.
    P.e.: ... Nella mia arte scontrosa o mestiere / in queste parole diverse,noto il procedere della medesima sensazione, tanto che "arte" e "mestiere"
    impegnano allo stesso modo e concludono, allo stesso modo , la logica definitiva di un dire che va oltre quello comune e distinto dei termini.Da qualche parte,leggo che Dylan Thomas è definito come uno dei poeti maledetti,forse proprio perchè attraverso l'immaginazione di una comunicazione affastellata d'iniziative linguistiche e moti geniali dell'anima,anche lui facilita il ruolo dell'espressione più libera e capace. Come dico sempre , i poeti maledetti benedicono l'esistenza dei meno coraggiosi.

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