Cuore d’Uomo
Il Cuore d’Uomo è monte di Fiume,
ciottolo, argine a pietre sconnesse.
È trama d’ordito di buoncostume,
che spesso tace in silenti rimesse.
È prova taciuta in limbo di brume
ché Cuore sa le perdute promesse.
Cuore d’Uomo di rosso è albume,
spuma fragile a mangiar si volesse,
eppur legante è d’ogni dolciume.
Liquore in cui s’annega, accadesse
di non sentir che un frantume
di sogni: tramonto su calesse.
Il Cuore d’Uomo è nudo, se assume
poi sembianza di sconfitte ammesse:
tornar di ventre in ventre implume,
di quando cantavano le prime messe,
di quando a ginocchio, color bitume,
parevan prime forze già cedesse.
Cuore d’Uomo sa, sente, sussume
ogni alito (pria Vento s’avvedesse)
e quando ferita poi presume…
Non chiede (domande non confesse).
Come è a quel gustare d’un agrume
le secche scorze d’odor dismesse.
Cuore d’Uomo, dardo a punta d’allume:
a sale ha lesioni, più impresse;
e per quanto ne celi nel costume
non puoi dir ‘ a
mia pelle son omesse ’
fuoco vivo pare più l’accendesse.
Il Cuore d’Uomo è forse quel barlume
che nel Silenzio di cose ammesse,
(di quando in bilico par si cadesse)
rimane solo sentore, d’acume:
esse Uomo val finché Donna esistesse.
