domenica 23 marzo 2014

LAURA MAIRA – « AD UN PASSO DAL VUOTO » – POESIE EDITE E INEDITE




Laura Maira è nata il 28 luglio 1979 a San Cataldo, in provincia di Caltanissetta, dove attualmente vive. Diplomata all’istituto Psico-pedagogico di Caltanissetta ha sempre avuto una spiccata predilezione verso la letteratura e i grandi poeti classici. Lacrime segrete (Gruppo Albatros Il Filo, 2012) è la sua prima silloge edita



« Tra tutti è certamente l’amore il grande e vero protagonista delle composizioni di Laura Maira, un amore che si fa luce a scoprire, illuminare, scovare gli aspetti più bui e le pieghe più nascoste dell’animo dell’autrice. Laura Maira infatti coglie le pulsioni che il sentimento amoroso le provoca per riflettere su se stessa, per compiere un viaggio all’interno dei suoi nervi scoperti, delle sue emozioni. Quello che abbiamo tra le mani è quindi una sorta di diario intimo, talvolta anche lungamente bagnato dalle lacrime, ma in ogni caso, forse proprio per questo, è proprio dalle lacrime, dalla perdita che inizia il suo viaggio interiore, maledicendo proprio quel dannato cuore che non smette di battere. » 


Dalla prefazione a Lacrime segrete, Gruppo Albatros Il Filo, 2012. ISBN 978-88-567-5995-2



Laura Maira, Lacrime segrete 
Gruppo Albatros Il Filo, 2012 
ISBN 978-88-567-5995-2 

xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
Qualche nota sulla poetica di Laura Maira

A proposito di queste poesie avevo premeditato un commento puntuale e approfondito, ma un certo numero di imprevedibili impegni personali hanno preso tutto il mio tempo. E così eccomi qui, in ritardo rispetto alla data di pubblicazione prevista e promessa, ma pur sempre con qualcosa da dire

Ogni vicenda poetica, ogni accadimento interno alla poesia e alla poetica di Laura Maira mi pare svolgersi-avvolgersi in, e rivolgersi verso, atmosfere particolarissime, evocandole, invocandole, convocandole entro un proprio mundus imaginalis, riverbero stilizzato – così io credo – di un’attualità quotidiana che si fa altra, giacché proietta la propria immagine idealizzata a distanze incolmabili rispetto a sé. E il tempo è sempre, in ogni luogo del testo, sospensione del singolo istante: una sorta di eternizzazione fiabesca e misteriosa dell’istante medesimo.  Ma quel che ho appena detto riguarda le mie sensazioni, non il mio pensiero speculativo né quello metafisico. Credo tuttavia di poter aggiungere che nella poesia di Laura Maira sia sempre presente un che di onirico, di favoloso, di imperscrutabile, e tuttavia capace di caratterizzare fortemente questa poesia, di rendere degna di grande attenzione la poetica della nostra Autrice. E, allo stesso modo, di renderne desiderabile la pur indistinta – inevitabilmente intima e segreta – meta finale.

Antonino Caponnetto









Rosso scarlatto 


Lo sbaglio racchiuso 
nelle sembianze d’un fiore sbocciato 
quell’errore malriuscito 
il tremendo destino celato nella comune forma 

oh sorte bizzarra! 

Nascondeva nell’apparenza l’inganno 
il tempo avrebbe svelato il suo gioco 
il risultato spietato d’un doppio viso 

Torture innocenti e peccato dentro al cuore diverso 
era preannunciato nel parto 
inevitabile come il rosso scarlatto della vergogna 

Invidia lenta e penetrante 
guardando oltre le soglie di case ordinate 
nel caos tutte le cose sono ombre confuse 
le rose suscitano rabbia 
solo una foglia ricorda il vento 

Quale tormento esempio di malasorte! 
Essere un mondo a parte
decaduto 
maledetto sin dal principio 
negato 


Pubbl. su Scrivere ( http://www.scrivere.info/ ) il g. 09/05/2013





Micidiale 


Sei Tu che mi muovi, 
sei Tu che scrivi 
sulle mie pagine di sangue, 
senza Te sono niente 

Sei Tu che profumi questi fogli 
di sogni ardenti, 
sei Tu che mi prendi 
e nella mente danzi 
a spirale, 
sento così forte il Tuo abbraccio 
micidiale 

Ora dimmi cos’altro posso fare 
per renderti onore, 
oh, io Ti voglio amare 
senza il minimo pudore 
con ogni palpito del mio dannato cuore! 

E se, per un breve istante
dovessi morire, 
risorgerei dalle Tue vene 
in un rapido divenire, 
Fuoco Eterno senza fine 

Sei Tu che mi fai godere 
il tormento che non uccide, 
Tu che mi fai aprire 
il sigillo di Porte chiuse a chiave 

Ora sento che vuoi entrare, 
sì, possiedimi con dedizione 
finché ogni mio singolo neurone 
griderà il Tuo sacro nome 
in questa lunga Notte senza Confine! 


Da ‘‘Lacrime segrete’’ (Op. cit.) 





La fine del dolore 


Non ci sarà la luna ad attendermi 
quando il cielo senza stelle 
avrà inghiottito anche l’ultime speranze 
nel profumo silente di questo giardino abbandonato 

Non ci sarà velluto ad avvolgermi 
quando le spine d’ogni rosa 
avranno trafitto il mio corpo 
nel buio di questo perduto anfratto 

Non ci saranno lucciole e fate 
nè altalene fiorite 
nè infantili sorrisi aspetteranno il sonno 
gli orologi non torneranno indietro 
il vestito resterà strappato 

Nei viali alberi neri 
intralceranno il passaggio 
nessuno turberà il sogno dei pini 
i ricordi dormiranno tra i rami 

I fiumi non potranno mormorare 
immobili senza fiatare 
senza nulla presagire 
non ci sarà che aspettare 
la fine del dolore 


Pubbl. su Scrivere ( http://www.scrivere.info/ ) il g. 15/02/2013 





Giardino segreto 


Andiamo mio Sposo ideale 
a passeggiare tra languidi roseti 
viali fioriti 
e sentieri di viole 
andiamo dove la pioggia è essenza che inebria 
e le gocce sono vino sul viso 

Andiamo mio amato 
dove i ricordi non sono spine 
ma tenere aiuole dipinte di rosso 
mano nella mano adesso 
insieme nel giardino segreto 

Abbiamo nascosto il riso in attesa 
dietro una scusa e macerie di vita 
abbiamo consolato la luna
facendoci amica la notte 
nella solitudine di parole astratte 
perse oltre infrangibili barriere 

Andiamo mio grande Amore 
dove nessuno ci potrà trovare 
e le nostre vesti saranno sole 
tra i capelli avremo diamanti 
e le fronde dei tigli s’inchineranno 
le docili siepi avranno un sussulto 
un fremito presso lo stagno dorato 

andiamo mio nobile Sposo! 


Pubbl. su Scrivere ( http://www.scrivere.info/ ) il g. 03/05/2013 





Dolce sonno 


Non destatemi dal dolce sonno 
mentre giaccio tra papavero e mirto bianco 
il mio giaciglio è degli eletti, dei nascosti 
la quiete d’un tiepido vento 
muove appena le fronde d’un olmo 
fringuelli sussurrano un canto 
e il grande silenzio non è turbato 
che dal discorso delicato d’un ruscello 

Non rapitemi dal mio mondo 
mentre libera nell’aria volteggio 
e ricamo margherite su nuvole amorose 
le mie corse si sono arrestate 
riposo tra le rose beatamente 
mi specchio alle sponde d’un lago d’argento 
nessun ricordo, nessun rimpianto 

Non rubatemi il sogno 
mentre d’oro io splendo 
vestita di piume di cigno 
sono Regina d’incanto nella calma rilucente 
leggera come foglie 
la luce è sfolgorante 
nel luogo delle meraviglie 

Non destatemi dal viaggio 
c’è ancora un po’ di tempo 


Pubbl. su Scrivere ( http://www.scrivere.info/ ) il g. 30/05/2013 





Chiusa a chiave 


Sotto la pioggia del destino 
la fiducia veniva meno - 
nessun riparo 
dal tradimento osceno 

E ombre senza perdono 
si allungavano sul muro 
dell’inganno 
fermando 
le lancette del Tempo 

Senza rimedio 
gocce di veleno 
cadevano dal cielo 
gelando 
per sempre il suolo 

Al buio tremando 
per il tragico presentimento 
si strozzava in gola il lamento 
tra le mani di un mostro 
in silenzio 

Cadevano i petali di un fiore 
in un inverno senza nome 
mentre la fanciulla mangiava sale 
e chiudeva bene la Porta 
a chiave 


Da ‘‘Lacrime segrete’’ (Op. cit) 





Bara bianca 


Dentro una bara bianca 
giace 
il mio corpo inerme 
muto per sempre 
nella notte stanca 
dalla mano fredda 

Sgomenta 
un fiore sulla bocca 
la veste ricamata 
la stanza vuota 
troppo silenzio 
nessuno accanto 

Potessi volare al vento 
unirmi al suo canto 
rubare del tempo 
ma sono al freddo 

Portami un giglio 
solo un lamento 
abbi cordoglio 
ho sul viso il segno 
di un pianto innocente 


Da ‘‘Lacrime segrete’’ (Op. cit.) 





All’ombra di un cipresso 


Nelle dune del deserto, 
nel profondo sottobosco, 
all’ombra scura di un cipresso, 
ti aspetto 

Dammi l’impulso, 
l’eccesso, 
dammi la forza di un gesto 
disperato 

Senti il mio fuoco, 
bacia il mio peccato, 
gettami nel vuoto 
dopo avermi consumato 

Nel Tramonto, 
nel Cristallo d’argento, 
congela il mio tempo, 
riparami dal vento 

Apri lo scrigno del sogno 
e distruggi il mio mondo. 
Nell’orrore 
nascondi il mio dolore 


Da ‘‘Lacrime segrete’’ (Op. cit.) 





Dannato Cuore 


Dannato Sole 
sbattendo le ciglia 
ti ho visto svanire 
lasciandomi nel deserto 
a un passo dall’abisso 

Dannato impulso 
di scrutare il tuo occhio 
comprendere Tutto 
guardarti allo Specchio 
dannato rosso 
di rabbia infernale 

Dannato cuore 
che non ha mai smesso d’amare 
tessere ragnatele 
ricordare il sangue sulle scale 
dannato pudore 
di morire 

Lasciami andare 
su un nuovo piano Astrale 
Lasciami sprofondare 
dove potrò pensare 
attraverso un Cristallo pentagonale 

Profumata d’assenzio 
verso le Sale dell’Oblio 
mi spoglio - 
dannata retta via 
dannato orgoglio 


Da ‘‘Lacrime segrete’’ (Op. cit.) 





Troppo spesso 


Troppo breve il tempo 
tra l’argento e il sogno della luna 
troppo fragile la mia sfera di cristallo 
trasparente come lacrima che scende 
giusto un istante 

Il fato mi confonde 
ho perso le mie perle 
lungo la strada di notte 
ho seguito le tue tracce 
fino al fitto del bosco 

Strana attesa, t’aspetto 
proprio in quel posto 
contando le stelle d’un cielo muto 
mentre il freddo disegna un contorno ghiacciato 
sul mio petto 

Troppo spesso non giunge il mattino 
tra un sospiro e un velo di nebbia 
troppa la sabbia tra le dita 
non resta che la mano vuota  

Sono arresa 
meditando la mia caduta 
contando i tuoi passi 
nascosta dietro specchi 
troppo perfetti i tuoi occhi 

Ti rivedo 
mentre muore l’ultimo suono 
sognando 
il tuo profumo 


Pubbl. su Scrivere ( http://www.scrivere.info/ ) il g. 02/02/2013 





Se non ritorni 


Non hanno più voce le cose 
tutto avvolto dalla nebbia 
un silenzio che appanna vetri e sogni 
una pioggia gelida e grave 
un lieve svanire delle case 
delle strade mute 
dei lampioni spenti 

Se non mi raggiungi 
se non mi senti 
se non ritorni 
non sono che sterili inverni 
inutili pianti 
non hanno colore i giorni 
nessun valore i segni sul mio volto 
non c’è tramonto né mare 
se non ti vedo arrivare

Non si svegliano i mattini 
assopiti su languidi cuscini 
sospiri immobili 
sospesi a mezz’aria 
nessuna memoria del tempo 
un incantesimo bianco 
tutto tace 
fredda luce 
morte apparente 

Se non sei presente 
se non mi parli 
se di me non sogni 
non hanno sapore le cose 
non fanno rumore 

stanno lì ad aspettare 


Pubbl. su Scrivere ( http://www.scrivere.info/ ) il g. 18/01/2013 





Su un tappeto di foglie 


Spalanca ancora la voragine del mio cuore 
e precipitami dentro 
ti attendo col respiro mozzato 
ad un passo dal vuoto 
mi protendo delirando 
oltre il confine del tempo 
oltre il fiume che mi sta trascinando 

Prenditi il giorno, la notte 
apri tutte le porte di questa casa deserta 
sii padrone della mia dimora sospesa 
sono la tua sposa con le rose color sangue 
contengo tutte le tue voglie, i tormenti 
le valigie, i ricordi 

Colpiscimi a morte 
urla il mio nome di notte 
bevimi con ossessione, come assenzio sublime 
tagliami i polsi 
sono fiori voraci gli abissi 
ti sento nei boschi smarriti 
oltre i pini e i cipressi segreti 

Vienimi ancora a cercare 
sono la sera, il mare 
guardami brillare nelle mie vesti nere 
scava la mia fossa con dolcezza
su un tappeto di foglie 
anima le spoglie della mia anima che langue 


Pubbl. su Scrivere ( http://www.scrivere.info/ ) il g. 10/01/2014












CONTATTI / CONTACTS
———————————————————
FacebookCaponnetto-Poesiaperta|Facebook  
______________________________________
______________________________________













3 commenti:

  1. Già tempo fa ho proposto a Laura di essere ospite coi suoi versi su questo blog. E l’ho fatto con gioia, perché da tempo ne seguivo i testi su “Scrivere”. Sono lietissimo che questo incontro con la sua Poesia si sia finalmente concretizzato, e ne resti qui una significativa e importante testimonianza. Credo che i nostri lettori-visitatori saranno lieti di incontrare i particolarissimi versi che abitano la scrittura della nostra Autrice. E non solo, ma anche i sentimenti umanissimi e tutti al femminile che hanno saputo generare luoghi, stilemi e codici semantici i quali, pur sembrando lontani dalla quotidianità, le offrono uno specchio che in molti casi ne accentua la drammatica terribilità o la limpida serenità o la gioia, quando c’è.
    Scusandomi ancora per il ritardo nella pubblicazione,

    A. C.

    RispondiElimina
  2. E' un'autrice sulla quale davvero vale la pena soffermarsi la Maira. Mi ha colpita. Per quanto il suo verso sia diretto e chiaro , scevro da quel non detto che pure a me piace in modo particolare , ne colgo gli umori tutt'altro che lievi, i toni cupi, grondanti un sentire che sanguina e che ingenera pathos. C'è irruenza in questi versi, c'è furor, e tutto questo a me pare bellissimo, tipicamente femminile e in quanto" il femminile" è oggi, come non mai, urlo violento, in cerca di ascolto, di rivalsa e di affermazione. L'autrice in tutti questi componimenti manifesta il suo amore innato per la natura, raccontandoci quanto la donna, o lei donna, conservi in sé tutte le caratteristiche di un fiore. La donna è il fiore che prorompe vita , fragilità, ma quest'ultima , riscattata da quella straordinaria bellezza che nessun altro elemento al mondo possiede e che costituisce così un punto di forza , un valore inconfutabile quasi un fattore aggressivo e dominante a suo vantaggio e in circostanze che vorrebbero vederla vinta o sconfitta- proprio nel classico topos dell'amore- e per un amore tra l'altro del tutto infelice. nunzia binetti

    RispondiElimina
  3. Mi pare di scorgere suia consapevolezza del verso, sia una ricerca continua, la volontà di individuare una strada. Direi che scrive bene e che trasmette passione con i suoi versi. Direi una poetessa da sguire e da leggere. Brava.

    RispondiElimina