venerdì 2 agosto 2013

Tomas Tranströmer - Sju dikter utdrag från «Sorgegondolen» / Sette poesie tratte da «La lugubre gondola»







Tomas Tranströmer (Stoccolma, 15 aprile 1931), scrittore, poeta e traduttore svedese, molto conosciuto e apprezzato in patria, vincitore del Nordic Council’s Literature Prize, dello Struga Poetry Evenings (del quale sono stati insigniti poeti del calibro del cileno Pablo Neruda e degli italiani Edoardo Sanguineti e Eugenio Montale) e del Neustadt International Prize for Literature nel 1990. Nel 2011 è stato insignito del Premio Nobel per la letteratura con la seguente motivazione: “perché attraverso le sue immagini condensate e traslucide, ci ha dato nuovo accesso alla realtà”.
Per ciò che riguarda i suoi studi, Tomas frequenta la Scuola Latina di Södra e si laurea in Psicologia presso l’Università di Stoccolma nel 1956. Nel 1954 aveva pubblicato una raccolta poetica intitolata 17 dikter (17 poesie), nella quale racchiudeva anche alcune opere realizzate all’età di tredici anni. Nel 1990 è stato colpito da un ictus, che tuttavia non gli ha impedito di continuare a scrivere: nel 1993, infatti, ha pubblicato Minnena ser mig (I ricordi mi guardano), la sua prima autobiografia, e nel 2004 Den stora gåtan, (Il grande enigma), la sua più celebre - a livello europeo - raccolta di versi, che è stata pubblicata nel Regno Unito con il titolo The Great Enigma (Il Grande Enigma).
Tranströmer è molto amico del poeta statunitense Robert Bly, con il quale ha tenuto per anni una fitta corrispondenza; Bly è stato anche traduttore in inglese di varie sue opere. Questa corrispondenza è stata raccolta nel libro Air Mail, opera che tratta le tematiche più varie non sempre “in modo tradizionale”, come gli è stato invece criticato.
Ha vinto diversi premi letterari, tra i quali in particolare il prestigioso macedone Struga Poetry Evenings, che è stato assegnato ad autori molto significativi della letteratura mondiale. Come scrittore in prosa, comunque, non ha mai avuto successo commerciale.
Nel 2011 gli è stato conferito il Premio Nobel per la letteratura; prima di lui l’ultima premiata era stata la poetessa polacca Wisława Szymborska, nel 1996.

Poetica

Tranströmer è stato talvolta accusato da altri poeti, specialmente negli anni settanta, di essere troppo legato alla tradizione letteraria svedese e di tralasciare i grandi mutamenti contemporanei, non parlandone in poesie e romanzi. La sua opera, in effetti, è posta da alcuni critici come all’incrocio tra il Modernismo, l’Espressionismo e il Surrealismo, tre correnti artistiche e letterarie di solito considerate come appartenenti al passato.
La sua poetica, in generale, è concentrata sulla ricerca dell’uomo nella vita di tutti i giorni, espressa anche in versi mistici e nella descrizione degli universali aspetti della mente e del suo immenso potere, indipendentemente da concetti etici come bene e male. Maria Cristina Lombardi, nell’introduzione a Poesia dal silenzio, sottolinea però anche l’oscillazione “monadica” verso “altri mondi e immagini cosmiche”.
Nelle brevissime composizioni di Den stora gåtan (Il Grande Mistero), del 2004, il poeta affronta in particolare una riflessione sul suo rapporto con Dio (È successo qualcosa. / La luna illuminava la stanza. / Dio ne era a conoscenza) in quella che, secondo Roberto Galaverni, è una “prossimità al silenzio”. 

Elenco delle opere

17 dikter (17 poemi, 1954).
Hemligheter på vägen (Segreti sulla strada, 1958).
Den halvfärdiga himlen (I semilavorati del cielo, 1962).
Klanger och spår (Canti e suoni, 1966).
Mörkerseende (Visione notturna, 1970).
Stigar (Percorsi, 1973).
Östersjöar (Lago dell’est, 1974).
Sanningsbarriären (Un muro di verità, 1978).
Det vilda torget (La piazza selvaggia, 1983).
För levande och döda (Per i vivi e per i morti, 1989).
Minnena ser mig (I ricordi mi guardano, 1993).
Sorgegondolen (La lugubre gondola, 1996).
Den stora gåtan (Il grande mistero, 2004).
Galleriet: Reflected in Vecka nr. II (Galleria: riflessi della settimana n° 2, 2007). 

Fonte principale: wikipedia






Nota per il lettore: 

Le poesie qui di seguito date in lingua originale e le loro traduzioni in italiano sono tratte dal libro: 
Tomas Tranströmer, LA LUGUBRE GONDOLA, traduzione e curatela di Gianna Chiesa Isnardi, BUR Classici Poesia, Milano, 2011.









La lugubre gondola

Nelle poesie di Tomas Tranströmer la forza espressiva della parola è portata all’estremo, a una nitida ed essenziale geometria. Alla lingua che si fa strumento di potere, che “marcia al passo dei carnefici”, il poeta svedese contrappone il silenzio antichissimo e sempre nuovo della natura e l’alternarsi di attesa e quiete che scandisce una partitura musicale. Questa raccolta, considerata il suo capolavoro, prende il nome da una composizione che Franz Liszt scrisse durante un soggiorno veneziano. Collocando nitide immagini poetiche sullo sfondo di una città che il mare sembra sempre pronto a sommergere, La lugubre gondola scivola quieta sulle acque del mistero, risvegliando un’idea del mondo nutrita dalla forza del dubbio, dalla precarietà come premessa di ogni possibile, dalla necessità di rinunciare a ciò che è troppo certo per essere anche vero. Dell´universo poetico di Tranströmer, dei suoi incroci tra musica, parola e silenzio, Gianna Chiesa Isnardi offre, nel lungo saggio che chiude il volume, una lettura rigorosa e appassionata.


Dal risvolto di copertina del libro succitato, fonte: http://bur.rcslibri.corriere.it/libro/5531_la_lugubre_gondola_transtromer.html









APRIL OCH TYSTNAD 


Våren ligger öde. 
Det sammtesmörka diket 
krälar vid min sida 
utan spegelbilder. 

Det enda som lyser 
är gula blommor. 

Jag bärs i min skugga 
som en fiol 
i sin svarta låda. 

Det enda jag vill säga 
glimmar utom räckhåll 
som silvret 
hos pantlånaren. 




APRILE E SILENZIO 



La primavera giace deserta. 

Il fossato di velluto scuro 
serpeggia al mio fianco 
senza riflessi. 

L’unica cosa che splende 
sono fiori gialli. 

Son trasportato dentro la mia ombra 
come un violino 
nella sua custodia nera. 

L’unica cosa che voglio dire 
scintilla irraggiungibile 
come l’argento 
al banco dei pegni. 




NATTBOKSBLAD 



Jag landsteg en majnatt 

i ett kyligt månsken 
där gräs och blommor var grå 
men doften grön. 

Jag gled uppför sluttningen 

i den färgblinda natten 
medan vita stenar 
signalerade till månen. 

En tidrymd 

några minuter lång 
femtioåtta år bred. 

Och bakom mig 

bortom de blyskimrande vattnen 
fanns den andra kusten 
och de som härskade. 

Människor med framtid 

i stället för ansikten. 




PAGINA DI LIBRO NOTTURNO 



Sono sbarcato in una notte di maggio 

in un gelido chiarore lunare 
in cui l’erba e i fiori erano grigi 
ma la fragranza verde. 

Son scivolato su per il pendio 

nella notte ignara dei colori 
mentre pietre bianche 
segnalavano la luna. 

Uno spazio di tempo 

lungo alcuni minuti 
largo cinquantott’anni. 

E dietro di me 

oltre le acque luccicanti come piombo 
c’era l’altra riva 
e quelli che dominavano. 

Uomini con il futuro 

al posto del viso. 




FRÅN JULI 90 



Det var en begravning 

och jag kände att den döde 
läste mina tankar 
bättre än jag själv. 

Orgeln teg, fåglarna sjöng. 

Gropen ute i solgasset. 
Min väns röst höll till 
på minuternas baksida. 

Jag körde hem genomskådad 

av sommardagens glans 
av regn och stillhet 
genomskådad av månen. 




DAL LUGLIO 90 



C’era un funerale 

e io sentivo che il morto 
leggeva i miei pensieri 
meglio di me. 

L’organo tacque, gli uccelli cantavano. 

La fossa fuori sotto i raggi del sole. 
La voce del mio amico rimase 
sul lato retrostante dei minuti. 

Guidavo verso casa attraversato 

dallo splendore del giorno d’estate 
dalla pioggia e dalla quiete 
attraversato dalla luna. 




TVÅ STÄDER 



På var sin sida om ett sund, två städer 

den ena mörklagd, ockuperad av fienden. 
I den andra brinner lamporna. 
Den lysande stranden hypnotiserar den mörka. 

Jag simmar ut i trance 

på de glittrande mörka vattnen. 
En dov tubastöt tränger in. 
Det är en väns röst, tag din grav och gå. 




DUE CITTÀ 



Ciascuna sul suo lato di uno stretto, due città 

l’una oscurata, occupata dal nemico. 
Nell’altra brillano le luci. 
La spiaggia luminosa ipnotizza quella scura. 

Io nuoto verso il largo in trance 

sulle acque scure luccicanti. 
Un sordo suono di tromba irrompe. 
È la voce di un amico, prendi la tua tomba e vai. 




LJUSET STRÖMMAR IN 



Utanför fönstret är vårens långa djur 

den genomskinliga draken av solsken 
rinner förbi som ett ändlöst 
förortståg – vi hann aldrig se huvudet. 

Strandvillorna flyttar sig i sidled 

de är stolta som krabbor. 
Solen får statyerna att blinka. 

Det rasande eldhavet ute i rymden 

transjorderas till en smekning. 
Nedräkningen har börjat. 




LA LUCE FLUISCE DENTRO 



Fuori dalla finestra c’è il lungo animale della primavera 

il drago trasparente dello splendore del sole 
corre via come un treno locale 
interminabile – non siamo mai riusciti a vederne la
testa. 

Le ville sulla spiaggia si spostano di lato 

sono disdegnose come granchi. 
Il sole fa sbattere le palpebre alle statue. 

Il furioso oceano di fuoco fuori nello spazio 

si fa terra e diviene carezza. 
Il conto alla rovescia è cominciato. 




FRÅN ÖN 1860





En dag när hon sköljde tvätt från bryggan 

steg fjärdens köld upp genom armarna 
och in i livet. 

Tårarna frös till glasögon. 

Ön lyfte sig själv i gräset 
och strömmings fanan vajade i djupet. 


II 


Och koppornas svärm hann upp honom 

slog ner på hans ansikte. 
Han ligger och stirrar i taket. 

Hur det roddes uppför tystnaden. 

Nuets, evigt rinnande fläck 
nuets evigt blödande punkt. 




DALL’ISOLA 1860 



I


Un giorno mentre sciacquava la biancheria su pontile 

il freddo della baia salì attraverso le braccia 
fin dentro alla vita. 

Occhiali di lacrime ghiacciate. 

L’isola si innalzava nell’erba 
e il vessillo dell’aringa sventolava nel profondo. 


II 


E lo sciame del vaiolo lo raggiunse 

si abbatté sul suo volto. 
È coricato e fissa il soffitto. 

Come si saliva, remando, il silenzio. 

La macchia del presente che scorre eternamente 
il punto eternamente sanguinante del presente.




















CONTATTI / CONTACTS
———————————————————
FacebookCaponnetto-Poesiaperta|Facebook  
______________________________________
______________________________________
















6 commenti:

  1. Il percorso poetico di Tomas Tranströmer è approdato nel 1996 in «Sorgegondolen» («La lugubre gondola») che a lungo è rimasta la sua ultima raccolta. Un'opera il cui mesto titolo è ripreso da quello di due composizioni di Franz Liszt.
    Titolo mesto, dunque. Riflessioni sulla vita e sulla morte di un poeta ormai anziano e segnato nel fisico da una malattia che lo ha colpito da ormai più di dieci anni. E la lettura di taluni componimenti inseriti in questa raccolta parrebbe sostenere questa ipotesi. Ma la lettura di «Sorgegondolen» non è così semplice, né – tanto meno – così rassegnata. Siamo piuttosto di fronte a una raccolta di componimenti nei quali non soltanto è evidenziata ancora una volta la forza e la continuità di un'ispirazione poetica i cui risultati si mantengono sin dall'opera del debutto su un altissimo livello di perfezione artistica (qui, se possibile, ulteriormente raffinata), ma anche, e oserei dire soprattutto, a un'opera nella quale tutte le tematiche centrali dell'arte di Tranströmer sono condotte, in una sorta di perfetto parallelismo, verso un mirabile intreccio. […]

    (Dall’ “introduzione di Gianna Chiesa Isnardi a “La lugubre Gondola” [op. cit])

    RispondiElimina
  2. Grazie Antonino. Sono L E T T E R A L M E N T E (e perdona il maiuscolo) folgorata. Ci sono dei versi che hanno iniziato a camminarmi addosso, e continuano a brulicare (perdona anche la metafora). Versi che liberano.
    Non lo conoscevo, questo autore,se non di nome (accidenti, quanto tempo ho perso!). Non lo conoscevo:finora. Grazie, quindi. Questa non è una delle tue meravigliose proposte, questa è una rivelazione, per me, è un'ispirazione.

    RispondiElimina
  3. Sono d'accordo con te, Antonino. Il calibro della poetica di Transtromer, che anch'io non conoscevo, è elevatissimo. Poche volte ci si trova al cospetto di versi come i suoi. E cosa importa se certa critica lo accusi di rifarsi alla tradizione svedese e di aver preso le distanze da quanto è innovativo ! Non è questo il problema. Il vero problema è comprendere ed ammettere che Transtromer ha tutti i connotati per essere definito grande poeta,da quel che ho appena letto di suo. Surrealismo, modernismo , espressionismo, gli apparterranno pure , ma in un mixer che incanta e mi incanta. Se poi penso al dubbio eterno che lo tormenta nel tentativo di disvelare il mistero della vita e della morte, se penso al suo altrettanto vano tentativo di approdare alla verità assoluta nella limpida consapevolezza di non poterla in nessun modo possedere , non posso fare altro che condividerlo visceralmente ed amarlo. Meraviglioso poeta,Tomas Transtromer!!! nunzia binetti

    RispondiElimina
  4. "Come si saliva, remando, il silenzio."
    il silenzio, come fatica, conquista, come 'lavoro' dell'uomo e dell'anima, qualcosa di necessario...Di questo autore ho letto Poesia dal silenzio, post premio Nobel, è sono stata contenta di questo approfondimento, proposto in un luogo d'alti intenti e ottime scelte, quale il tuo blog, carissimo Antonino! Il verso che ho ripreso dà la misura di quanto il silenzio possa rappresentare un'elevazione (si saliva) per e dell'uomo, nel mare-contro del rumore che ci perseguita fino a sovrastarci a volte...che aggiungere ancora, se non un grazie di cuore per questo risveglio? ah, si, un abbraccio ^_^

    Angela Greco

    RispondiElimina
  5. Non ti nascondo Antonino che questo approfondimento mi ci voleva, letto più volte per conto mio, ne avevo un'opinione non troppo favorevole, pur rimanendo affascinato dal tono " solenne " che hanno i suoi versi, capaci, loro, di apparire verità in un contesto che pare il campo di battaglia della menzogna. Felice di unire il mio sguardo al tuo e al vostro ( commenti veramente interessanti ) e così avere una panoramica certamente più vasta e più vicina agli intenti dell'Autore, grandissimo Autore. Grazie Antonino, splendido lavoro.
    romeo raja

    RispondiElimina
  6. Grazie Antonino per questa presentazionbe. Molti non conoscono questo grande poeta che pure ha ricevuto il Nobel. I suoi versi sono chiari, asciutti , profondi,apparentemente semplici. La grazia li contraddistingue e rendono solenne anche l'umile.
    Nuovamente, grazie.
    Narda

    RispondiElimina