giovedì 15 agosto 2013

ANGELA GRECO - CINQUE POESIE DAL LIBRO « A SENSI CONGIUNTI »








Angela Greco è nata il primo maggio 1976 a Massafra, nella provincia jonica,  dove attualmente vive e scrive. E’ un tecnico per condotti studi, occupata in poesia, con la famiglia e con il suo collettivo d’arte poesia e dintorni  “Il sasso nello stagno” (http://ilsassonellostagno.wordpress.com/

Nel 2008 la salentina Lupo Editore pubblica la raccolta di racconti Ritratto di ragazza allo specchio, che segna il suo esordio letterario; nel 2010 e 2011 le sue composizioni poetiche rientrano in antologie di autori vari a livello nazionale.

Nel 2012: per le Edizioni Smasher esce la sua prima silloge poetica, A sensi congiunti, un breve poemetto edito con una nota curata dal critico e scrittore veneziano Roberto Ranieri; viene segnalata la silloge inedita scritta con Cataldo A.Amoruso “Coro per voce sola” al Premio Firenzelibri della Maremmi Editore; per L’Officina delle Parole di Lecce rientra nel catalogo d’arte e poesia SalentoSilente (2012) ed è tra i poeti dell’evento leccese Silenziosi Inganni (2013).

Nel 2013: nei primi mesi firma la prefazione di “Questo è il mio martirio – tavole e testi di S.Angeli” (Lulù edizioni)  con l’operatore culturale ed artista Costantino Piazza, con il quale collabora attivamente, e de “La cromatica carne” di A.Taravella per Libro Aperto Edizioni; è tra gli autori selezionati per il contest Le Orme di Eros che inaugura la nuova collana Orme Rosse delle Ed.Smasher; per Terra d’ulivi di Elio Scarciglia, in giugno, è uscita la sua seconda silloge “Arabeschi incisi dal sole” e per Onirica Edizioni fa parte dell’antologia AA.VV Poetika 2013.

Ha scritto recensioni per alcuni testi poetici ed è stata membro di giuria in premi nazionali di poesia indetti nel territorio ionico; suoi versi sono presenti in rete in alcuni importanti collettivi di poesia.




Nota per il lettore: 
Come detto nel titolo del presente post, i cinque testi poetici che seguono sono tratti dal libro di Angela Greco « A sensi congiunti », Edizioni Smasher, Collana “ Orme di poeti , Barcellona P.G. (ME), 2012





Qualche parola su «A sensi congiunti» di Angela Greco

Questo poemetto di Angela Greco è nato come urgente e incontenibile necessità di dire, di dare nomi, di riempire di aggettivi la non ancora detta, vitalissima e sempre sorprendente potenza dell’eros, quest’ultima così intimamente connessa con l’anarchica libertà dei sensi, con lo lo stupore che viene dal totale abbandonarsi a tutto ciò che è sensuale. Ma come recita il titolo, si tratta di un vivere, di uno sperimentare e di un dire che può avvenire solo “A sensi congiunti”. Cioè nella reale simultaneità di un totale ritrovarsi con e nell’altro da sé, a un tempo e scambievolmente, amanti e amati. 
Anche se può sembrare curioso, voglio accennare a un fenomeno particolare nella realtà fisica, ed è questo, che se due sistemi “vibrano” con frequenze esattamente uguali, allora essi interferiscono “costruttivamente” e le reciproche ampiezze (le “altezze” di ciascuna “onda”) continuano a crescere e crescere e crescere, all’infinito… Ma ampiezze troppo grandi possono distruggere un sistema vibrante. Allo stesso modo il cuore può battere forte, ma non deve spezzarsi. E allora dire, cantare l’amore, la passione, l’eros, la sensualità non è solo dire, aggettivare, arricchire di metafore, rendere musicali parole e versi, è anche riconoscersi, per questo tramite, in tutto ciò che viviamo o da cui veniamo vissuti: la necessità di dire è, insieme al canto, alla poesia che ne scaturiscono, proprio il tramite che permette al cuore di non spezzarsi, è una sorta di “modulatore delle ampiezze di vibrazione”. 
Ma ora, al di là delle ragioni che hanno portato a questa che è la prima pubblicazione in versi di Angela Greco, credo sia il caso di guardare agli aspetti poetici del poemetto. Da questo punto di vista, dobbiamo fare un passo indietro verso il punto d’inizio nel far poesia della nostra Autrice. Non si può fare a meno di notare in questi versi d’esordio un già sperimentato e proficuo rapporto col far poesia, con una cifra stilistica visibilmente consapevole di sé. Il che implicitamente mostra un’affezione profonda, un costante esercizio, una padronanza della scrittura poetica ormai definitivamente entrata in una fase di fondamentale maturazione, nient’affatto scolastica, ma – a quel che io vedo – avvezza a inoltrarsi nei gangli di un linguaggio che ha il coraggio di affrontare i meandri del logos poetico alla ricerca di ciò che è il dantesco “significar per verba”. E c’è alla radice del versificare di Angela, del suo volgere in versi ciò che scuote ed emoziona i sensi, le membra, il cuore, un’eco chiarissima delle grandi voci poetiche della Magna Grecia. Tale eco proviene dalla radicata e radicale eredità che è ormai millenario patrimonio genetico nell’anima del nostro sud. Peraltro i versi di Angela sono, già in questo esordio, scorrevoli e chiari, a volte distesi fino al lirismo, ma attualissimi sempre. A questo proposito non mi stancherò mai di ripetere che la bellezza della semplicità non è una conquista facile. E se una tale difficile semplicità appare come cifra caratteristica della nostra Autrice perfino nei suoi versi d’esordio, questo implica indubbiamente un talento poetico. Sì, ma anche un lungo precedente cammino al fianco della poesia. Se oggi nella poetica di Angela Greco noi possiamo vedere i colori e udire i suoni tipici del sud, se nei suoi versi attuali leggiamo una grande e partecipe consapevolezza alle gioie e alle sofferenze umane, se in lei intuiamo l’anima coraggiosa, capace di immergersi in una contemporaneità a volte drammatica, è perché il germe di tutto questo è già presente, e non solo in nuce, nel poemetto “A sensi congiunti” e, di più, è presente di certo nelle esercitazioni poetiche giovanili di Angela Greco, esercitazioni di cui probabilmente non restano che delle testimonianze minime, delle minime tracce.
Antonino Caponnetto 
  





*** 

Accetto l’amicizia della notte

per incontrarti in un desiderio
padrone incontrastato che vaga
e scorre e scava impellente
lì solo dove restano i segni
che riducono in brandelli
il quotidiano ordine:
ti cerco nel bianco e nero
e nei tuoi riccioli scanzonati
nei colori accesi delle tue parole
che ridestano incontrollabili pulsioni
E incrocio al petto le braccia trattenendoti
inspirandoti e lasciandoti risuonare
nel territorio oscuro oltre questi versi. 




*** 


Quando t’incontrerò preparerò
una strada di more e nel letto petali rossi:
il rovo e la rosa gallica spunteranno le spine
e si porranno barriera al confine della città:
non graffieranno un solo lembo di rosea pelle
perché voglio essere io
la cicatrice più profonda. 




*** 


Nella penombra carica di elettricità
e tuoni che accennano al black-out
rimani sotto le lenzuola
finché il respiro sia con noi
il resto è solo grigio sotteso al nostro cielo. 

In questa estrema umanità che m’imprigiona
vorrei strappare il tuo lamento,
gemito di desiderio per la mia bocca,
mentre muoio sulle tue labbra
e per questa gelosia
confinare nel nulla chi hai accanto
soltanto per sentire che mi ami. 




*** 


è un conflitto d’argini e correnti contrarie
rami ed ore spezzati che corrono al mare
schiena inarcata ad accogliere l’esondare
oltre il legittimo tragitto e liquido coprire
terre d’arido quotidiano e foglie come d’attesa:
così s’ingrossa il fiume nel ventre grigioverde
ed una goccia basterà alla piena 




*** 


Non ha dubbi la margherita
sul breve infinito fermato sulle tue labbra
né su questa porzione di cielo affacciata ai tuoi occhi
di mare e visioni lontane questa rotta confusa
che ci ha portati altrove
dove amore è realtà insindacabile
come le tue mani sulla mia pelle
nuda d’altra verità che non sia tu
e poi il tuo sorriso
muto custode d’attimi e mattini
stretti nell’oscurità del non detto
protesi sull’ancora da dire
ed in perfetta luce vinti:
sta passando anche il giorno
ma non abbandonare mai
la certezza del sogno. 
















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6 commenti:

  1. (Dalla Nota di Roberto Ranieri al libro "A sensi congiunti" di Angela Greco)

    [...] Il dettato circolare sembra trovare reiterata accensione in un focus ritmico e timbrico circoscritto al singolo verso, in un quadro liberamente polimetrico; sicché il poemetto, più che rinviare a un continuum per accumulo, sembra piuttosto disegnare un dialogo fra inserti intercomunicanti, serrato e stingente, con la forza di chi sa trarre energia dalla limatura variata e inesausta di un unico blocco simbolico in affioramento; e letterariamente sceglie, a “sensi congiunti”, un corpo a corpo fittamente allegorico, che assorbe qua e là suggestioni e topoi novecenteschi di sapore surrealista (“tra fili di buio vengo/sul delta di pelle nera”; “rivederti è abbandono di remi e redini/sale da bere nell’azzurro mancato”) in un tessuto di inesausta tensione alla res, senza scorciatoie o devianze rispetto a una bussola corporea di rigenerazione semantica (“a rima dischiusa sul percorso/dalla bocca ai tuoi lombi e così sia/nella congiunzione di mani salde”). Un corpo a corpo che sulla pagina non dà tregua all’amato e impegna il lettore senza risparmio, pasta d’ali e transfert verso ineffabili, eppure umanissime divinità di garanzia.

    Roberto Ranieri

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  2. Devo riprendere fiato...dall'emozione di ri-trovarsi, dalla sorpresa di rileggere i miei passi seppur nuovi già passati, dalla gioia che - innegabile - mi farà sbagliare a cliccare questi tasti! La sensibile lettura di Nino mi rende felice, perché la percepisco come il più bello degli inviti a camminare su questa strada della Poesia, ad andare avanti, ad imparare a dire e ad esternare quell'attimo, quella scintilla di divino in quanto creativa, che si presenta a chi vuole essere IN poesia. E sono ancora più felice, perché non è facile incontrare un poeta, come Antonino Caponnetto (e lo dico per carattere, abituata come sono ad esternare senza dono di mediazione quello che penso e non per piaggeria)che, per pura condivisione d'intenti, sia capace di credere in chi muove i primi passi, senza altisonanze e presunzioni e di esternare senza remore il suo sentire. E questi incontri sono uno dei massimi doni che la Poesia mi ha fatto.
    Grazie di cuore.


    Angela Greco

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  3. L' amore come forza della natura, "...correnti contrarie/ rami ed ore spezzati che corrono al mare.../ terre d' arido quotidiano e foglie come d' attesa " , l' amore come dono e desiderio , l' amore intraducibile , "...territorio oscuro, oltre questi versi..." , l' amore corrisposto che è solo gioia , " ..il rovo e la rosa gallica spunteranno le spine". Una bellissima full immersion in una poesia d' amore dove "bellezza e semplicità " coesistono per emozionarci profondamente.

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  4. Piazza Costantino16 agosto 2013 07:05

    Una nota quella di Antonino Caponnetto che riesce ad entrare nell'intimo poetico dell'autrice. Una poesia , quella di Angela Greco, che non si avvale di classicismi (seppure facciano parte del suo profondo bagaglio conoscitivo) che danno sonorità e ritmi che ne valorizzano i contenuti, ma che è l'espressione emotiva di ciò che visceralmente sente. I suoi versi coinvolgono, con la stessa intensità sia il lettore, che chi conosce la persona in tutte le espressioni del suo dire e del suo essere nella vita di tutti i giorni. Traspare una coerenza tra il suo essere dentro e fuori, il suo desiderio di non essere ingabbiata nelle convenzioni, di non essere prigioniera di ipocrisie che deviano le azioni in relazione al sentire. Ovviamente la mia è una personale osservazione su ciò che è stato detto in questa occasione, ma che sono convinto, sarà sempre detto delle future composizioni, perchè penso siano solide fondamenta su cui si basa il suo personalissimo modo di proporre poesia.

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  5. Ho molto apprezzato i versi appena letti di Angela Greco. Certamente sono versi carichi di sensualità, ma a me pare che questa sensualità rientri in un atteggiamento di difesa del soggetto poetico nel quale persiste costantemente un timore: quello di dover subire l'abbandono da parte del soggetto amato. Capisco che questo concetto possa sembrare bizzarro o addirittura fuorviante, eppure è proprio in esso il fascino e il valore poetico della proposta della Greco. E' poesia d'amore, d'accordo! Ma animata da uno spirito nuovo, mai riscontrato prima in altri autori o in altre autrici. Quella della Greco è una sensualità che rovescia il carattere semantico dell'eros, il quale smette di rappresentarsi come fremito pulsivo per divenire epifania di una tenera fragilità tutta interna all'io poetante. Mi complimento con questa nuova e significativa penna. nunzia binetti

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  6. Mi permetto di esternare in un unico grande grazie la gioia derivante da tutte le parole che gli Amici hanno avuto per me! Grazie alle vostre letture e alle vostre sensazioni di lettori attenti, importanti per chi scrive anche oltre la scrittura stessa. In questi miei primi versi editi emerge il bagaglio conoscitivo sicuramente, ma anche molti aspetti del carattere della persona prima che poeta (concedetemi questa autodefinizione). Ed è così che si ritrova il mio modo semplice, "diretto" di parlare di una materia che sento molto mia, si ritrova la forza della terra in cui ho le radici, la Magna Grecia e il Sud, insieme con quell'umanissimo timore dell'abbandono da parte del soggetto amato di cui a meraviglia si legge nelle parole della stimata Nunzia Binetti, che in altre occasioni ho avuto modo di leggere, la quale ha scorto una sfaccettatura particolare esternandola in un dire che mi lusinga e incoraggia. Grazie!

    Angela Greco

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