domenica 7 luglio 2013

Daniela Cattani Rusich - Tre poesie come un dono






Daniela Cattani Rusich dice di sé: 

« Sono un sangue misto (greco, friulano, turco, slavo e armeno), un’apolide dell’anima. 
Insegnante, scrittrice, pubblicista, editor, performer, redattore del sito www.poetika.it e direttore creativo di Onirica edizioni, collaboro anche con altre case editrici. 
Amo leggere, scrivere, ballare, cantare, ridere, piangere, fare l’amore. La natura, gli animali, i bambini, la bellezza, l’arte in tutte le sue forme, le persone con l’anima negli occhi, le cose semplici, le cose complicate. La vita, sempre. 
Ho pubblicato due sillogi poetiche: “Rendimi l’anima” con Edigiò (terza al concorso nazionale “Poetando”) e “Segreta” con Onirica Edizioni (prefazione di Ivan Fedeli).
Ho partecipato al romanzo corale “Malta Femmina” per l’editrice Zona. A fine 2011 è uscito anche il mio primo romanzo breve, “C’è Nessuno”, sempre con Onirica edizioni. Molti miei testi sono presenti in antologie di autori vari edite da Giulio Perrone, Aletti, Albus, Liberodiscrivere edizioni.
Qualche primo posto in concorsi letterari (con “Segreta” a Un monte di poesia  2009 e con “Porrajmos - l’olocausto zingaro” al concorso internazionale Them Romanò), curo anche antologie e amo seguire progetti collettivi. 
Realizzo videopoesie e leggo spesso ad eventi e presentazioni ». 




Sulle tre poesie di Daniela Cattani Rusich pubblicate qui di seguito 

La pubblicazione di un post che contenga proprio “queste” tre poesie vuole essere una sorpresa nei confronti dell’Autrice. I tre testi costituiscono tre note di Daniela su Facebook. Lei stessa ha fatto in modo che io accedessi a tali note. Devo dire che ne sono stato felice, vista l’intima e intensa, profonda bellezza dei versi contenuti.
Ho riportato i tre testi così come compaiono nelle note, e non saprei dire se [half-light] faccia o no parte del libro “Segreta”, mentre ho verificato che ne fanno parte i due testi successivi. In particolare, riguardo a Mia viandante senza tempo, credo che nel libro sia riportata in esergo al testo la dedica: “(a mia figlia)”, che qui compare invece – in altra forma e con altre parole – in calce alla poesia. 
Riflettendoci su, non mi pare una questione di poco conto dare la propria opinione sul far poesia di Daniela. Direi che questo pone il lettore di fronte a un vero e proprio universo di letture possibili, tanto è ricca di contenuti vitali – di sentimenti, di sensazioni, di passioni, gioie e sofferenze – l’interiorità dell’Autrice, quanto ossimoricamente bella è l’architettura versuale e felici sono gli stilemi metrici che vanno a forgiare ogni singolo verso. Le strutture linguistico-espressive, il fitto tessuto metaforico, l’insieme delle similitudini hanno un respiro amplissimo, frutto di connessioni nient’affatto semplicistiche, i cui risultati afferiscono all’inatteso, al nuovo, al sorprendente, al bello.
Ma mi pare fondamentale aggiungere che – in un mondo in cui spesso si rinnega la sofferenza, scegliendo di fingere la vita pur di evitarne i dolori – la poesia di Daniela Cattani Rusich si pone nel cuore pulsante della vita stessa, non rinnegando mai né la gioia né la sofferenza, non fingendo affatto un’esistenza indolore. Per Daniela non c’è alcun sedativo nel far poesia, ma c’è anzi il coraggio di dire, e così di rivivere con maggior forza d’urto, le emozioni più intense, più sofferte, più segrete. Nel caso dell’ars poetica in Daniela, si tratta, e questo va detto e sottolineato, di un’arte, di una poesia del coraggio,  della consapevole e costante assunzione di responsabilità. In una parola, si è sempre trattato, per Daniela Cattani Rusich, di vivere. Di vivere anzitutto come donna, e allo stesso tempo, inevitabilmente (ma sia in questo che nell’altro lei è davvero straordinaria) come poeta.

Antonino Caponnetto





[half-light]


Forse perché il vento d’inverno
da molte solitudini il fianco sospinge
con unghie di ghiaccio conficcate nella carne
- tenera, che ormai l’ora si fa tarda -
soffiando da Nord, da Sud, da Oriente e da Occidente
tra gli spiragli di una tenebra inquieta
---
O forse perché inverno ci raggiunge sempre
da lontano, come una perla che rotola piano
lungo un pendio nervoso di sorrisi tirati
senza perdere il suo uncino, cadendo soavemente
sulle ferite aperte, sull’anima sanguigna,
che asciuga l’acqua al sale e non pretende quiete
---
Forse per questo nostro andare senza tregua
con i piedi feriti, da molti venti accompagnati
verso un altrove che non è, che non sappiamo,
per poi girarci indietro e scorgerne la resa
che sempre è stata a un passo dalla schiena
come un vestito stretto in vita, corto al braccio.
---
Forse è così che l’ombra arranca a un metro
e noi costanti a trascinarla come un giogo
come un dolore innato sulle spalle arcuate
o nelle borse sotto gli occhi come un trucco
[che non sveliamo mai, fino alla fine…]
---
Implorando in segreto la spina
e indossando la maschera bella.







MIA VIANDANTE SENZA TEMPO


E mi cammini a lato come ramo fiorito
che si arrampica piano, senza fare rumore...
Vivi, muori, rinasci e al largo del mio cuore
ancora sei presenza, volo raso di farfalla.

Frutto acerbo o lacrima d’estate
d’ogni passo il seme da sbocciare
- nella mia mente fulgido giardino -
alba d’eterno che non vedrà il giorno.

Eppure ho il tuo sorriso sulla pelle
come un destino ricamato a mano,
l’istinto a vivere - languida carezza -
unica arma che possiedo, in pace e in guerra.

Tu sei qui, mia viandante senza tempo
appesa al cielo - giglio addormentato -
sei il filo acceso che mi lega al sogno
in linea curva, verso l’orizzonte. 




[il filo reciso-ma-acceso aleggia infuocato nell’aria. Figliamia, AniimaAntea]







SEGRETA


Arrenditi fra le mie braccia fragili
scivola piano ai bordi del mio cuore;
io ti ho disperso ormai tra mille angoli
e nevica un silenzio che assassina...

Assolvimi per questo cielo inutile
- pieno di voli e abissi senza scampo-
ricorda che bellezza non perdona:
svicola serpe in fondo ai desideri.

E quel che è stato è cibo per i cani
- ruvido istinto che incatena ai limiti -
volgi lo sguardo, la tua strada è libera:
assolo e dissonanza ancora tiepidi...

Tutto mi tace intorno come l’ombra
del mondo che si allunga sulla via.
Gli occhi di un cieco tu li hai mai guardati?
Sono rivolti al sogno che non muta.

Conta solo il respiro, mentre il tempo
ignaro arresta il passo sulla soglia;
nevica adesso e ormai si è fatto tardi...
La parola, soltanto, gronda sangue. 

Segreta. 




[da “Segreta”, Onirica Edizioni ( prima classificata 
al concorso letterario Un monte di poesia 2009 )]





















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10 commenti:

  1. Grazie, Daniela, per avermi permesso di leggere le tre poesie qui pubblicate, senza le quali non ci sarebbe questo post, che spero ti faccia piacere. Credo che un dono sia sempre reciproco.

    Antonino

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  2. le bellissime poesie di Daniela!
    cb

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  3. Entrare in contatto anche solo virtuale o, ancora più in profondità attraverso la lettura delle sue poesie o della sua prosa, con Daniela è toccare con mano il cuore pulsante di una forza che costantemente inneggia al vivere, nel bene e nel male, ma a vivere. Fa parte, potrei azzardare senza timore di sbagliare, di quella rara compagine di gente che ha coraggio.E tanto. Sono felicissima di leggerla qui, come di leggerla e rilegerla sempre, sempre nuova e semprebella come raramente accade di un Autore. Grazie.

    Angela Greco

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  4. Antonino è troppo poeta e troppo amante della poesia per non aver vissuto questi miei testi come un dono. Ma il dono vero me l’ha fatto lui, sorprendendomi con una lettura profonda, sensibile, tanto puntuale da sembrare magica… una sorpresa del tutto inaspettata e, anche per questo, ancor più gradita.
    Un grazie sincero ed entusiasta a lui, per il suo essere poeta dell’anima e portavoce della parola poetica con una grazia e una “verità” interiori che poche volte ho riscontrato.

    Un abbraccio!

    *danj

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  5. Certe volte non sai dirti perchè una cosa ti piace e affascina così tanto, qui è spiegato molto bene da Antonino, certe volte le senti e basta, senti il tono e quello da solo ti fa percepire la grandezza delle cose, ecco, forse il migliore modo per dire delle poesie di Daniela è dire che sono " piene " di lei, del suo mondo, delle sue radici, che lascia senza risparmiarsi un attimo.
    Poesie che conosco molto bene ma che è sempre un piacere incrociare ancora una volta. Bellissima pagina. grazie.

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  6. Grazie di cuore, Romeo. Tu "senti", sì, a volte anche troppo. Lo so. E' per questo che sei speciale.

    *danj

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  7. Conosco bene la poesia di Daniela, che trovo bellissima, dolce e forte ad un tempo. Queste poesie sono l'esempio di come, senza nascondimenti ed attraverso la chiarezza delle immagini e dello stesso linguaggio, Daniela riesca a mettersi a nudo e a comunicare la ricchezza dei suoi spazi interiori,quelli più intimi.Sono poesie coinvolgenti, ricche di fascino ed anche molto malinconiche. Grazie Daniela e grazie Antonino per aver postato tanta bellezza .Nunzia Binetti

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  8. La prima volta che vidi la ballerina di Degas,scolpita in una immagine di fanciulla non proprio graziosa,
    ho capito veramente cosa fosse la bellezza nell'arte. Nulla di sofisticato,di difficile :
    la bellezza nell'arte è la semplicità delle cose nella loro naturalezza,nella loro pienezza espressiva.
    Dunque,anche quella bambina bruttina nel tutù liso era di una bellezza superba poichè faceva di un difetto,
    la piena capacità dell'artista a manifestare la pienezza dell'esistenza che preclude la perfezione umana ma permette di renderla manifesta attraverso un sentire che non esclude ma accoglie.
    Oggi,leggendo la poesia di Daniela Cattani Rusich,ho provato nuovamente la sensazione di andare oltre le cose,i sentimenti,gli eventi,il tempo.C'è qualcosa di più,c'è la poesia. Ovvero il respiro più ampio di ogni che
    in ogni altro che.Tesi e sintesi che si fondono in un'unica soluzione d'intenti : in questo caso,bellezza della parola.

    "Conta solo il respiro, mentre il tempo
    ignaro arresta il passo sulla soglia;
    nevica adesso e ormai si è fatto tardi...
    La parola, soltanto, gronda sangue."

    Questi versi ne sono la prova,l'istante."La parola soltanto",ma una parola che gronda anche sangue ,
    dunque vive e vivere non è perfezione,mentre l'arte dell'autenticità lo è.
    Ho sentito molto vicina quest'autrice e non accade spesso.Forse,perchè come lei ho sangue friulano e greco,
    forse perchè anch'io ho TUTTO CHE MI TACE ATTORNO.

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  9. un folletto la mia Daniela e poesia allo stato puro

    annamaria

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  10. Leggere Daniela è sempre da "accapponamento di pelle". Daniela, che sento dentro le sue parole non si limita alla bella e poetica narrazione di un sentimento, va oltre, riempiendolo di tutti gli aggregati che pretende la vera poesia. Io, ormai è noto, non vado a vedere o indagare sui significati, mi piace, invece, scavare ed assorbire dalle significanze, dalle emanazioni sensoriali e dalla musica subliminale prodotta dalla costruzione semantica e dal delicato incastro dei sintagmi. Quello che provo leggendo, è altamente gratificante perché leggo poesia vera, potente e delicata come è la stessa autrice che traduce in maniera elegante e geniale ogni parola in anima da donare ai lettori che, come me/noi, la amiamo!
    Un grande applauso per Daniala Cattani Rusich e un grazie al padrone di casa che sa sciegliere davvero bene le proposte.

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