lunedì 1 luglio 2013

Angela Greco - Due poesie e un frammento da: «Arabeschi incisi dal sole», Terra d’ulivi, Lecce, 2013






Angela Greco è nata il primo maggio 1976 a Massafra, nella provincia jonica, dove attualmente vive e scrive. È un tecnico per condotti studi, occupata in poesia e con la sua bimba, il marito, la casa e il suo collettivo d’arte poesia e dintorni “Il sasso nello stagno” (http://ilsassonellostagno.wordpress.com/). 
Nel 2008 la salentina Lupo Editore pubblica Ritratto di ragazza allo specchio (17 racconti che l’autrice considera poco più di un’esercitazione), che segna il suo esordio letterario; 

Nel 2010 ed il 2011 con le sue composizioni poetiche rientra in antologie di autori vari: 
La Donna; Il Sogno; La Solitudine, per edizioni Il Ginepro per il collettivo Poesiaèrivoluzione; 
Incerti SOS, Antologia Aperta 5 per le Edizioni del Calatino; 
Una poesia nel cassetto, per l’Associazione Culturale Darmatan Flanerì; 
Una piccola poesia volume III per la Casa Editrice Kimerik; 
Parole in fuga volume 7Luoghi di parole volume 4Il Federiciano 2011, per Aletti Editore. 

Nel 2012: 
- per le Ed. Smasher esce la sua prima silloge poetica, A sensi congiunti, un breve poemetto edito con una nota curata dal critico e scrittore veneziano Roberto Ranieri; 
- viene segnalata la silloge inedita scritta con Cataldo A.Amoruso “Coro per voce sola” al Premio Firenzelibri della Maremmi Editore; 
- per L’Officina delle Parole di Lecce rientra nel catalogo d’arte e poesia SalentoSilente (2012) ed è tra i poeti dell’evento leccese Silenziosi Inganni (2013);

Nel 2013:
- nei primi mesi firma la prefazione di “Questo è il mio martirio – tavole e testi di S.Angeli” (Lulù edizioni) con l’operatore culturale ed artista Costantino Piazza, con il quale collabora attivamente, e de “La cromatica carne” di A.Taravella per Libro Aperto Edizioni; è tra gli autori selezionati per il contest Le Orme di Eros che inaugura la nuova collana Orme Rosse delle Ed.Smasher; 
- ha scritto recensioni per alcuni testi poetici ed è stata membro di giuria in premi nazionali di poesia indetti nel territorio ionico; suoi versi sono presenti in rete in alcuni importanti collettivi di poesia.







Nota per il lettore: i seguenti due testi poetici e il frammento della poesia Epilogo sono tratti dalla raccolta di Angela Greco ARABESCHI INCISI DAL SOLETerra d’ulivi, Lecce, 2013
In copertina: Interpretazione di Arabeschi incisi dal sole, opera di Kostia (2013) 
Composizione grafica di  Elio Scarciglia.

  





In questo quando d’ombra e presagio


in questo quando d’ombra e presagio
trattienimi parola sul limite oscuro:
è una cicatrice d’alabastro la pelle agli occhi del giorno
dove lasciare polvere di trascorsi e sabbia
assente d’orma che non siano i miei fantasmi

scivolami addosso nelle pieghe
di un’ora di pioggia e pagine cancellate
raccontami di cieli sottosopra nello specchio
di quanto è stato tolto al ramo e gettato nello scarico
imbiancato da rimorsi e ripartenze

e poi – soltanto allora, però -
ingannami col ci saremo ancora
all’imbrunire di quel sogno (non più nostro)
mentre accanto al corpo la croce
già esige chiodi e non più mattini.




Risposte


scivola tra dita bianche “C’era una volta”
d’incertezza e domani al petto allattati
ché perso d’essere fanciullo è il tempo
di luce per il tuo oggi di piccole mani
e d’attesa ancora mugola - fino a quando?
di fiati sorrisi umili di cielo senza stelle
si confondono a tarda ora culle e croci
con filo dorato di paglia intessute
e nell’affanno del giorno che presta mano
a notte fonda nel ricamo del tuo sonno di sogni
vedo stracciati fogli e figli senza colore
in una veglia di silenzio e preghiera
che non sia un rosso scuro terra
ho chiesto una risposta che (ancora) non c’è




Un frammento da: Epilogo


io sono il sud
bianco di calce
giallo di polvere
e terre bruciate
di paesaggi azzurri
rive e cieli schiaffeggiati
da distanze indomabili
racchiusi nella conchiglia
che nascosta batte
al sole più alto

... ... ... ... ... ... ... ... ... 











Sulla poesia di Angela Greco – Qualche nota per “Arabeschi incisi dal sole”

La poesia come urgenza, come necessità vitale, veste nei poeti del nostro sud umili e antichissimi panni, essa porta in se stessa, insieme a una sorta di intrinseca e solare inerzia, quella naturale capacità di accogliere i pensieri e i sentimenti così come si accoglie il sole meridiano. Cose antitetiche queste, che solo nell’anima del nostro sud è possibile trovare, ma la nostra è un’anima contraddittoria che alla fortuna delle sue molte e antiche radici coniuga un silenzioso orgoglio che proprio da tali radici è originato, ed è questa forse la contraddizione che  più fortemente caratterizza la nostra anima (che ci caratterizza). 
In Angela Greco c’è – a suo modo – tutto questo. C’è anzitutto la poesia come urgenza, come necessità vitale, una poesia che veste umili (e antichissimi) panni. E questo appare con chiarezza in Prologo: “i miei sono solo grafemi / in successione caduti / senza peso né posa / minimi myosotís a bordo strada / che ripetono / il loro canto azzurro di cinque petali”. Umiltà, si è detto, in vera e propria comunione – o forse in amicale complicità – con la natura. Tutto ciò che, nel far poesia di Angela, è in apparenza mera descrizione di un ambito paesaggistico, di una complessa e assai variegata “atmosfera”, vengono rese attraverso le più ardite e sorprendenti metafore, e sono proprio queste a determinarne il senso, il tragitto e il significato, a farne un evento puramente poetico dove il lirismo appare attenuato, mentre si accentua la contiguità col proprio più profondo e intimo sentire, nel libero fluire di un logos che, pur percepito in termini di pura poesia, mantiene la sua duplice natura di pensiero e sentimento. Ed è questa duplice natura ad amplificare la sensibilità emotivo-percettiva, nell’Autrice come nel lettore. Si scelga a mo’ d’esempio, per questo, la poesia: Pensiero di scirocco.
È inoltre evidente come la durezza della realtà, “el amargo sabor de la vida”, il senso dell’assurdo, siano parte integrante di questa poesia che, attraverso ossimorici accostamenti intersecanti il ricco tessuto metaforico, dà luogo a stilemi metrici che – spesso anche in un medesimo testo – si affidano a misure varie (tanto da sfiorare talvolta, almeno in apparenza, il verso libero). Tali stilemi istituiscono un’architettura versuale straordinaria e unica, uno stile deciso e decisivo, in sé definito e riconoscibile. Insomma una cifra stilistica e un cifrario molto ricchi e variegati, i quali, in definitiva, rimandano inevitabilmente alla nostra Autrice. A verifica di queste ultime affermazioni, si legga, ad esempio, la poesia: In un tempo che disarticola lune e sogni.  
Ma far poesia, oltre che “dire” la vita, è viverla pienamente in ogni suo aspetto e modo – percorrendone anche i cosiddetti inferni – non a caso (v. Le tue parole), per l’Autrice, si tratta di: “Rischiare d’esserci nella forma del corpo / dare materia all’ombra per restare vivi / nonostante l’incepparsi di qualcosa che non siamo noi / assaporare il giorno presente e stendere al sole l’ineffabile / gioia fiorita di segni incomprensibili non più taciuti / ma riavvolti in nastri d’asfalto ancora da percorrere”. Vivere dunque quali che siano le condizioni e il prezzo, senza soverchie illusioni, certo, ma anche (v. Apro parole e finestre al vento) senza aprioristiche rese. E dunque “che questo oggi insista pure / nella sua stretta visione d’essere / e nel silenzio sempreuguale / dei suoi intrecci obbligati // io rincorro la primavera / prima che sfugga”.
A proposito delle sue “origines indéracinables” la nostra Autrice può dire in maniera reiterata e orgogliosa, riflessiva e dolente: “io sono il sud / bianco di calce / giallo di polvere / e terre bruciate /di paesaggi azzurri / rive e cieli schiaffeggiati / da distanze indomabili / racchiusi nella conchiglia / che nascosta batte / al sole più alto (…)” e se si legge per intero la poesia Epilogo si ritrova vivissima la realitas dell’anima del sud. Tuttavia, malgrado le inestirpabili, genetiche tipicità presenti in questo suo – e nostro – essere il sud, c’è anche, in questa donna che così scrive di sé, una universalità, una ampiezza di sguardo e di sentimento, una capacità di darsi un destino altro da ogni e qualunque rassegnazione, che il suo essere donna e il suo essere poeta (e così il suo vivere e il suo far poesia) sono capaci di travalicare i confini da lei stessa tracciati in questa breve raccolta, assegnandole un ruolo indubitabilmente universale sia, appunto, come donna che come poeta.
Antonino Caponnetto 
















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10 commenti:

  1. La pubblicazione di questo post - dedicato all'ultima raccolta poetica, appena pubblicata, di Angela Greco - è dovuta semplicemente alla grande bellezza, all'intensità dei versi alla forza di un dettato poetico che in questo corpus di sole diciannove poesie ho colto con una chiarezza che definirei abbagliante. Il solo dispiacere che ho, in questo caso, riguarda il fatto che ho dovuto limitare il numero dei testi da proporre ai lettori-visitatori del nostro blog. Ho dovuto limitarmi alle poche poesie di cui l'editore, in quanto detentore dei diritti, autorizza la pubblicazione. Tuttavia questo fa parte delle regole da rispettare, e la sola cosa che posso augurarmi e che in molti possano leggere presto l'intera raccolta. Devo però ringraziare Angela, che da poco ho incontrato su FB, per la sua grande disponibilità nel condividere iniziative, realizzare progetti, promuovere l'arte, la scrittura, la poesia. E ringraziarla per la sua sempre amichevole, cordiale, affabile umanità.

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  2. oh che bel regalo incontrar_mi qui!!
    in effetti dispiace anche a me non seguire la bella esternazione che su questo tuo blog permetti agli Autori, ma, come tu stesso hai detto, è una raccolta brevissima questa mia ultima nata e, peraltro, da pochissimi giorni giunta in cartaceo a casa, e che qui si presenta in anteprima assoluta in altri luoghi dal mio, ripondendo alla mia grandissima voglia di parlarne, far conoscere, condividere e crescere insieme tra la poesia e il dire degli amici, che sempre mi permettono di scoprire la stima e l'affetto che hanno per me! GRAZIE di cuore, Antonino!!!

    Angela Greco

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  3. Ho avuto già modo di " ascoltare" queste anteprime di Angela e ribadisco che scelgo la parola, ascoltare perchè l'argomento e le situazioni sono così congeniali all'Autore, che ce le restituisce con un tono perentorio ma preciso, quasi confidenziale nell'intimo, così da sembrare liberatorio. Ha un tono, sfinito, che rappresenta benissimo quando sincero, il lavoro di lasciarsi su un foglio.
    Un bravissima all'Autore, e un grazie per la condivisione di queste iniziative sempre più coraggiose visto il momento.
    complimenti.

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    1. Grazie Romeo per il tuo ascolto e per la tua presenza a me carissima nei luoghi della poesia! Sentire che argomento e situazioni risultino a me congeniali mi rende felice, perché significa che questo mio esserci realmente loro dentro riesco anche a trasmetterlo, magari fino al respiro più profondo. Il momento, secondo me, è di quelli che ti inducono per istinto di sopravvivenza ad appigliarti con tutte le forze a ciò che si ha di più vero, a ciò che è capace di dirti ancora che sei vivo e darti ancora un valido motivo per procedere in modo edificante verso un incerto domani. Ed è un invito, questo mio, a coloro che sono capaci di dire ed hanno anche il dono della Poesia, ad esserci, a far sentire quella voce che ancora è capace di cambiare in meglio ciò che ci circonda. Un abbraccio immenso

      Angela Greco

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  4. Entrare in punta di piedi nelle parole.Avvicinarle,gustarle,seguirle.
    La poesia di Angela Greco,è come lo spessore di superficie dell'acqua.Sembra tale ma poi precipita con lo sgorgare di ogni cosa che l'autrice accoglie e descrive con grazia e spontaneità.Angela Greco non sembra inseguire la poesia,sembra piuttosto inseguita da essa. Ciò ogni volta che si rivela nell'appartenenza alla sua terra,al tempo,al sogno.Se nell'espressione completa della poesia,è nostro desiderio trovare tutto e nel tutto, abbracciare noi stessi,Angela Greco ci apre una strada generosa nella grandezza della parola ,che mira solamente a stabilire una sintesi tra noi e tutto il resto. Non un macrocosmo intellettuale,ma solo una meravigliosa conchiglia del sud.Sufficiente a colmare l'animo del lettore,dell'universo nella sua pienezza .

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    1. Giungo con entusiasmo e stima a dire anche qui a te, Sonia, il mio grazie per le parole che hai avuto per me! Mi piace molto il tuo modo di leggere e "vedere" i versi e chi li scrive, andando poi a dire con grazia e precisione il tuo punto di vista, davvero edificante per chi legge! Un abbraccio d'amicizia

      Angela

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  5. sento il calore ed il colore del nostro sud leggendo questi versi che non leggo ad alta voce per trattenerne l'intima necessità della restituzione di questo grande valore che è la poesia, questa in special modo. Sono contento, Angelo, di questa lettura, contento perché in essa trovo la tua grande solarità e nel suo svolgersi, il sogno mai esaurito del nostro magnifico sud.
    Grazie a te e ad Antonino per tutto.

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  6. Versi intensi, alta poesia. Grazie ad Antonino per averci fatto conoscere questa per noi nuova voce!

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  7. ritrovo in Angela echi e luci tutti salentini conqualche venatura bodiniana (io sono il sud/bianco di calce/giallo di polvere/e terre bruciate/di paesaggi azzurri/rive e cieli schiaffeggiati/da distanze indomabili/racchiusi nella conchiglia/che nascosta batte/al sole più alto). Scrittura interessante, spero che prima poi in qualche reading possa incontrare Angela!

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  8. Giorno lieto che inizia con queste vostre care voci, Seb, Lavocedellapoesia, Giancarlo, per le quali vi ringrazio! Sebastiano, che mi conosce personalmente, dice qualcosa che fa parte realmente di me: questo sole del Sud, del Salento anche, della mia Puglia in generale, mio fino in fondo che tanto mi rende felice, quando emerge e identifica, riscalda e parla anche a distanza! Bodini è una pietra miliare per me, anche se lui ha dovuto vivere il distacco dalla sua terra per poterla poi amare al meglio; io, come i miei genitori, non ho mai dovuto né voluto scegliere altre terre che non fossero la mia per viverci e crescere anche mia figlia e questo lo considero un grandissimo privilegio. Per quanto concerne un reading, perché no? avvisatemi, se ne organizzate uno o organizziamone uno partendo anche da qui e incontriamoci in carne e poesia! Un abbraccio a ciascuno e ancora grazie anche ad Antonino, prezioso.

    Angela

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