venerdì 14 giugno 2013

HANS MAGNUS ENZENSBERGER - VIER GEDICHTE AUS: «KIOSK» / QUATTRO POESIE DA: «CHIOSCO»






Hans Magnus Henzensberger  -  © MARKUS KIRCHGESSNER PHOTOGRAPHY




     Hans Magnus Enzensberger, nato l’11 novembre 1929 a Kaufbeuren, una piccola città della Baviera, il più anziano di quattro fratelli, fa parte dell’ultima generazione di intellettuali la cui scrittura è stata plasmata da esperienze dirette in seno al Terzo Reich. Sono suoi contemporanei Günter Grass (nato nel 1927), Martin Walser (1927) e Jürgen Habermas (1929). Nel 1931 gli Enzensberger si trasferirono a Norimberga, la città madre del nazismo. Julius Streicher, il fondatore ed editore di Der Stürmer , era loro vicino di casa. Hans Magnus, entrato a far parte della Gioventù hitleriana da adolescente, ne fu buttato fuori quasi subito. “Sono sempre stato un buon compagno. Ma non posso restare allineato. Non è nel mio carattere. Sarà forse un difetto, ma non posso farne a meno.” 

     Subito dopo la guerra, ha lavorato per la RAF in una base fuori Norimberga, prima come traduttore, poi come commerciante al mercato nero (“un corso accelerato nei principi del capitalismo”) e infine come barman per gli ufficiali. All’inizio della sua carriera, Enzensberger è stato spesso paragonato a ai “giovani arrabbiati” inglesi, Osborne e Pinter - ma erroneamente perché la drammaturgia non ha mai costituito un suo particolare punto di forza. Era assai più convincente quando esprimeva la sua rabbia attraverso la poesia. 
     Enzensberger, oltre che scrittore, poeta e traduttore, è anche editore (lo scrittore Christian Enzensberger è suo fratello minore). Ha scritto anche sotto gli pseudonimi di Andreas Thalmayr e Linda Quilt. Vive attualmente a Monaco.
Ha condotto studi di letteratura e filosofia presso le università di Erlangen, Friburgo in Brisgovia, Amburgo e alla Sorbona di Parigi, dove ha conseguito il dottorato nel 1955 con una tesi sulla poesia di Clemens Brentano. Fino al 1957 ha lavorato come scrittore radiofonico a Stoccarda. Ha partecipato a diverse riunioni del Gruppo 47. Nel decennio 1965-1975 ha pubblicato la rivista Kursbuch. Dal 1985 pubblica a Francoforte la prestigiosa collana di libri Die Andere Bibliothek (L’altra biblioteca) che attualmente conta circa 250 titoli. Enzensberger è inoltre il fondatore del mensile TransAtlantik. I suoi libri sono stati tradotti in più di 40 lingue. In Italia è conosciuto, oltre che per essere stato citato in Caro diario di Nanni Moretti (come modello di intellettuale che rifiuta di assoggettarsi al mezzo televisivo), soprattutto per il suo libro per bambini Il mago dei numeri, diventato un best seller anche per gli adulti. 
     In molte delle sue poesie Enzensberger adotta un registro ironico e sarcastico. Per esempio, la poesia Blues della Classe Media è composta da un elenco di luoghi comuni tipici appunto della classe media, intervallati dalla frase “non ci possiamo lamentare” ripetuta svariate volte, e si conclude con “ma che stiamo aspettando?”. Molte di queste poesie inoltre trattano in modo polemico tematiche socio-economiche.
     Enzensberger ha vissuto molti anni nella Cuba di Fidel Castro, ma anche in diversi altri luoghi, fra cui l’Italia.
Benché il nostro Autore sia principalmente un poeta e un saggista, egli ha realizzato anche opere teatrali, cinematografiche, radiodrammi, reportages, traduzioni, romanzi e libri per bambini. 
( Fonti per la bio-bibliografia: Varie )




























































Nota:
Tanto i testi originali da noi qui presentati quanto le loro traduzioni fanno parte della raccolta di Hans Magnus Enzensberger Chiosco, traduzione di Anna Maria Carpi, Einaudi, Torino, 2013. Più precisamente le poesie qui proposte appartengono alla prima delle quattro sezioni in cui il libro stesso è suddiviso: quella intitolata Geschichtsklitterung (ovvero: Manipolazione Storica).
A. C. 

















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9 commenti:

  1. Come si legge nella sua IV di copertina, il libro citato costituisce << Una raccolta poetica che alterna interni ed esterni, situazioni più intime (come una bellissima poesia sul padre) e quadretti sociali che illuminano le trasformazioni della realtà contemporanea più di cento discorsi. Ma nel libro c’è un terzo polo che intreccia interiorità e politica in una chiave straniante, biologica: è la sezione intitolata «Divertimenti sotto la calotta cranica», dove lo sguardo sull’uomo è dato dal punto di vista dei meccanismi neurocerebrali, della macchina umana, in un incrocio di cultura umanistica e scientifica che altre volte ha caratterizzato la poesia e le riflessioni di Enzensberger, ma che mai come in questo caso è riuscito a far affiorare in maniera così icastica quella «giungla interna arcaica» che si cela «sotto il tumulto degli organi».
    Tra reminiscenze dei due grandi maestri della poesia novecentesca tedesca, Brecht e Benn, Enzensberger ha elaborato un libro-conversazione segnato da una grande felicità linguistica e da uno spiccato sense of humour. Fra paradossi della mente, dei corpi e della vita, questa raccolta procede per continui scatti di intelligenza che un po’ divertono e un po’ atterriscono, e dopo i quali qualsiasi problema diventa diverso da come sembrava prima >>.

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  2. La lettura di poesia tedesca mi crea sempre una certa reticenza nel dire poi ciò che penso; temo sempre di cadere in qualche "manipolazione storica" appunto e cadere, in tal modo, o nella retorica o nella infelice sciocchezza. Non nascondo d'essere fortemente influenzata dai suoni, sempre troppo duri, della lingua d'origine e, quindi, anche nella migliore delle traduzioni, conservare sempre un'ombra di dubbio sulle parole...L'inno alla stupidità ha qualcosa che mi attira e che mi porta a ri-leggere e a dire che mi piace. La lode, in compenso, è per questo luogo capace sempre di mostrare anche a volte in controtendenza poesia a menti "aperte" - e il che è notevole -. Grazie Antonino della lettura interessante. Un abbraccio. (Angela Greco)

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  3. Molto interessante questo autore che non conoscevo! mi piace la chiarezza della scrittura e trovo affascinante l'esposizione. Credo che si può scrivere in un certo modo e di certe argomentazioni solo avendo vissuto un determinato tipo di vita che annoda e stringe sempre più il legame autore-testo che, come per un genitore il figlio, cambia lo scorrere della vita stessa.
    Ottima lettura Antonino e ti ringrazio per queto. Lunga vita a Ensensberger!

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  4. Non concede spazio alcuno al sentimentalismo la poesia di Enzensberg, è molto cerebrale ed in maniera ipercritica, pur se umoristica, punta alla ricostruzione di una logica etica nel sociale, con un metodo quasi scientifico. Non saprei dire , con tutta onestà se sia questo tipo di poesia," così ambiziosa", quella che promuoverei, ma già al solo pensiero che Enzensberg sia un intellettuale anticonformista che rifiuta di assoggettarsi al mezzo televisivo e ad " allinearsi " passivamente , me lo fa apprezzare. Ne ammiro il coraggio. nunzia binetti

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  5. E' vietato dar fuoco a persone. Sì, asciutto ed efficace. Umorismo e impegno civile. Conscevo questo autore, certo non tutta l'opera, ma alcuni suoi testi mi avevano già colpito. Ti sono grata per questo invio con "saluto mattutino". Vera

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  6. "E vietato dare fuoco"... direi all'ironia autorevole della consapevolezza,del vero,dell'innacettabile.
    La crudezza che sdi percepisce in questi versi è celata da intuizioni lessicali ma prima di tutto esistenziali.
    Si nota una sottile sfida emotiva al vero,alla ragione,al cuore che ha occhi e parole efficaci per la poesia
    dentro la verità e le sue constatazioni.Poesia che diventa testimone ufficiale di un sentire che non può essere espresso in modo più totalizzante del verso stesso,poichè quest'ultimo è un processo a divenire a differenza del semplice dire le cose,smaltendole tuttavia, nella rabbia e nell'onestà del ricordo.

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  7. Una personalità complessa. Acuto osservatore, ironico e irridente , non risparmia dalla critica neppure se stesso : "Anche a me piace fare acquisti dalle Parche" Gustosa la satira politica nei "Dati di fatto privilegiati" che mette in luce le incongruenze e contraddizioni di certo repertorio legislativo italiano , datato (ma non ne sono tanto sicura )che si presta alle più disparate interpretazioni. Una lettura interessante, grazie.

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  8. E'una notevole scoperta, per questa opportunità ti ringrazio Antonino, un autore che non conoscevo e che da questo assaggio di arguzia e controllo, ho voglia di approfondire nel particolare.
    E' un bellissimo lavoro. >Bravo e ancora grazie ( romeo raja )

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