martedì 28 agosto 2012

Miguel Hernández - Nanas de la cebolla (Ninnananna della cipolla), musicata e cantata da Joan Manuel Serrat







Miguel Hernández Gilabert (Orihuela, 30 ottobre 1910 – Alicante, 28 marzo 1942), poeta e drammaturgo di particolare rilevanza nella letteratura spagnola del XX secolo. Sebbene tradizionalmente lo si inquadri nella generazione del ’36, Miguel Hernández è più vicino alla generazione precedente, fino al punto d’essere considerado da Dámaso Alonso come il «geniale epigono della generazione del ’27». Fu il secondo figlio maschio di un’umile famiglia di pastori di Orihuela. Pastore di capre fin dalla più tenera età, Miguel riceve i primi insegnamenti scolastici tra il 1915 e 1916 nel centro di insegnamento «Nuestra Señora de Monserrate» e tra il 1918 e il 1923 completa l’istruzione primaria nelle scuole dell’Ave María; nel 1923 passa a studiare per il diploma nel collegio di Santo Domingo de Orihuela, retto dai gesuiti. Nel 1925 abbandona gli studi per volontà paterna, dedicandosi esclusivamente al mestiere del pastore, anche se poco tempo dopo frequenterà studi di diritto e letteratura. Mentre accudisce al gregge, Miguel legge con avidità e scrive le sue prime poesie. A quei tempi, il canonico Luis Almarcha fa amicizia con Miguel e mette a disposizione del giovane poeta i libri di San Juan de la Cruz, Gabriel Miró, Paul Verlaine, Virgilio ed altri. Le sue visite alla Biblioteca Pubblica sono sempre più frequenti; forma un improvvisato gruppo letterario insieme ad altri giovani di Orihuela intorno al panificio del suo amico Carlos Fenoll. I principali partecipanti a quelle riunioni sono, oltre a Miguel e a Carlos Fenoll, il fratello di questi Efrén Fenoll, Manuel Molina e José Marín Gutiérrez, futuro avvocato e saggista che adotterà lo pseudonimo di «Ramón Sijé» e al quale Hernández dedicherá la sua celebre Elegía. A partire da questo momento, i libri sono la sua principale fonte di istruzione: Miguel diventa totalmente autodidatta. I grandi autori del “Siglo de Oro”: Miguel de Cervantes, Lope de Vega, Pedro Calderón de la Barca, Garcilaso de la Vega e, soprattutto, Luis de Góngora, diventano i suoi principali maestri. Dopo questo promettente inizio va a Madrid per la seconda volta in cerca di lavoro, questa volta con migliore fortuna, poiché riesce ad esser nominato collaboratore nelle Missioni Pedagogiche e più tardi viene scelto come segretario e redattore della enciclopedia Los toros, dal suo direttore e principale redattore, José María de Cossío, il quale diventa il suo più fervente ammiratore. Collabora inoltre con assiduità alla Revista de Occidente e mantiene una appassionata relazione con la molto spigliata pittrice Maruja Mallo, che gli ispira parte dei sonetti di El rayo que no cesa. Viene presentato a Vicente Aleixandre, fa amicizia con quest’ultimo e con Pablo Neruda; questa è l’origine della sua breve tappa all’interno del Surrealismo, che ha respiro passionale e ispirazione tellurica. La sua poesia di questo periodo si fa più sociale e manifesta nei suoi chiari risvolti un coinvolgimento e un impegno politico con i più poveri e i diseredati. Nel dicembre del 1935 muore il suo fraterno amico di tutta la vita, Ramón Sijé, al quale Miguel dedica la sua straordinaria Elegía, che provoca il raro entusiasmo di Juan Ramón Jiménez, espresso in un articolo pubblicato sul quotidiano El SolAllo scoppio della Guerra civile spagnola, Miguel Hernández si arruola al fianco dei repubblicani. Entra a far parte del 5º Reggimento ma passa ad altre unità sui fronti della battaglia di Teruel, Andalusia ed Estremadura. In piena guerra civile, riesce a raggiungere Orihuela, restandovi solo il tempo necessario per sposarsi, il 9 marzo del 1937, con Josefina Manresa. Dopo pochi giorni deve ritornare al fronte di Jaén. Nella primavera del 1937 partecipa al II Congreso Internacional de Escritores Antifascistas celebrato a Madrid e Valencia, e più tardi viaggia in Unione Sovietica come rappresentante del governo della Repubblica. Ne ritorna in ottobre per scrivere il dramma Pastor de la muerte e numerose poesie raccolte più tardi nell’opera El hombre acecha. Nel 1938 nasce il suo primo figlio, Manuel Ramón, che muore da lì a pochi mesi e al quale il padre dedica la poesia Hijo de la luz y de la sombra e altre, in seguito raccolte nel Cancionero y romancero de ausencias. Nel gennaio del 1939 nasce il secondo figlio, Manuel Miguel, al quale il poeta dedica dal carcere le famose Nanas de la cebolla. Scrive un nuovo libro: Viento del pueblo. Destinado alla 6ª divisione, passa a Valencia. Mentre nell’aprile del ’39 il generale Francisco Franco dichiara conclusa la guerra, Hernández termina di pubblicare a Valencia El hombre acecha. Senza attendere la rilegatura delle copie del libro, la commissione depuratrice franchista, presieduta dal filologo Joaquín de Entrambasaguas, ordina la distruzione completa dell’edizione. Tuttavia, due esemplari si salvano permettendo così la riedizione del libro nel 1981. L’amico Cossío si offre di accogliere Miguel a Tudanca, ma il poeta decide di tornare a Orihuela. Però a Orihuela corre molti rischi, per cui decide di andare a Siviglia passando per Cordova, con l’intenzione di attraversare la frontiera del Portogallo a Huelva. La polizia di Salazar lo consegna alla Guardia Civile. Dal carcere di Siviglia viene trasferito al penitenziario di Torrijos (Madrid). Pablo Neruda dalla Francia di adopera per la sua scarcerazione. Tuttavia per un motivo inspiegabile (si parla dell’intervento di un cardinale), a metà settembre del 1939 viene scarcerato, si parla anche di un errore burocratico o di una disposizione male interpretata. Miguel si reca comunque all’ambasciata cilena per ottenere asilo politico e partire per il continente americano, ma c’erano già diciassette repubblicani in attesa di partire, e dal momento che “probabilmente era compromesso” a causa delle sue poesie contro il generale Franco, l’ambasciatore gli nega il visto. Tornato ad Orihuela, è denunciato e rinchiuso nella prigione della piazza del Conde de Toren a Madrid, è giudicato e condannato a morte nel marzo del 1940. Cossío e altri intellettuali amici intercedono a suo favore, facendogli commutare la pena di morte a trenta anni di reclusione. Passa alla prigione di Valencia nel settembre del 1940, e nel novembre al Penitenziario di Ocaña (Toledo). Nel 1941, è trasferito nel Riformatorio per Adulti di Alicante, dove si ammala prima di bronchite e poi di tifo, a cui si aggiungono poi le complicanze della tuberculosi. Muore nella infermeria della prigione alicantina alle 5.32 della mattina del 28 marzo del 1942, a soli 31 anni. Si racconta che non poterono chiudergli gli occhi. Su questo il suo amico Vicente Aleixandre compose una poesia. Miguel fu sepolto nella nicchia numero 1009 del cimitero di Nuestra Señora del Remedio di Alicante due giorni dopo la morte, il 30 marzo. 
Opere di poesia: Perito en lunas, Murcia, La Verdad, 1933 (Prólogo de Ramón Sijé); El rayo que no cesa, Madrid, Héroe, 1936; Viento del pueblo. Poesía en la guerra, Valencia, Socorro Rojo Internacional, 1937 (Prólogo de Tomás Navarro Tomás); El rayo que no cesa, Buenos Aires, Espasa-Calpe, 1949 (Prólogo de José María Cossío. Incluye poemas inéditos); Seis poemas inéditos y nueve más, Alicante, Col. Ifach, 1951; Obra escogida, Madrid, Aguilar, 1952 (Incluye poemas inéditos); Cancionero y romancero de ausencias (1938–1941), Buenos Aires, Lautaro, 1958 (Prólogo de Elvio Romero); Antología, Buenos Aires, Losada, 1960 (Selec. y Prólogo de Mª de Gracia Ifach. Incluye poemas inéditos); Obras completas, Buenos Aires, Losada, 1960 (Ordenada por E. Romero. Prólogo de Mª de Gracia Ifach); El hombre acecha, Santander, Diputación, 1961 (Facsímil de la primera edición de 1939 perdida en imprenta); Obra poética completa, Madrid, Zero, 1979 (Introducción, estudio y notas de Leopoldo de Luis y Jorge Urrutia); 24 sonetos inéditos, Alicante, Instituto de estudios Juan Gil-Albert, 1986 (Edición de José Carlos Rovira).
Opere di teatro: Quién te ha visto y quién te ve y sombra de lo que eras, Madrid, 1929; El labrador de más aire, Valencia, Nuestro Pueblo, 1937; Teatro en la guerra, Alicante, Socorro Rojo Internacional, 1938.
Video-reportages online: Miguel Hernández, el poeta del pueblo. Vicente A. Canales (1993); Con Miguel Hernández en Orihuela. Víctor Casaus; Del yugo y del canto. J. Mallarach (Orihuela 1976); Miguel Hernández, Elegía a Ramón Sijé. Recita Edith Checa; Canción del Esposo Soldado, di Adolfo Celdrán. 
Poesie musicate: Cantando a Miguel Hernández, de la colección La palabra más tuya. (CD, Fundación Autor, 2006); Poemas de Miguel Hernández musicados y cantados por distintos autores, recopilados por Fernando González Lucini; Al Borde del Principio. Homenaje a Miguel Hernández por Adolfo Celdrán, Movieplay-Fonomusic, 1976; Miguel Hernández, por Joan Manuel Serrat 1972. Poemas de Miguel Hernández. Arreglos y Dirección Musical: Francesc Burrull; El niño yuntero, musicalizado por el cantautor chileno Víctor Jara en su álbum El derecho de vivir en paz en 1971. También una de las últimas canciones de Jara, Vientos del pueblo, donde canta sobre la posibilidad de una guerra civil o un régimen fascista en su país, está inspirada por un poema homónimo de Hernández. 


Joan Manuel Serrat i Teresa (Barcellona, 27 dicembre 1943), cantautore spagnolo, è una delle figure più importanti della canzone moderna sia in lingua catalana che in castigliano. Alcuni dei suoi pezzi di maggior successo sono poesie, messe in musica da Serrat, di alcuni dei migliori poeti in entrambe le lingue, come Antonio Machado o Miguel Hernández, anche se alcuni dei suoi testi originali potrebbero essere considerati capolavori poetici. Nato nel quartiere barcellonese del Poble Sec, in una famiglia operaia, nel dopoguerra, studiò ingegneria industriale e al contempo imparò a suonare la chitarra. Nel 1964 partecipò ad un programma di Radio Barcellona dove cantò uno dei suoi pezzi. Poco dopo, gli fu offerto un contratto per la registrazione del suo primo disco.
Serrat è stato, insieme a Lluís Llach uno dei primi esponenti della cosiddetta Nova cançó catalana. Da quando, alla fine degli anni Sessanta cominciò a cantare in castigliano e apparire in riviste di “fan” e partecipare ad alcuni film, molti dei suoi fedeli da sempre cominciarono a considerarlo un traditore della causa catalanista… 
Discografia: Ara que tinc vint anys (Edigsa, 1967); Cançons tradicionals (Edigsa, 1968); Como ho fa el vent (Edigsa, 1968); La paloma (Zafiro/Novola, 1969); Dedicado a Antonio Machado, poeta (Zafiro/Novola, 1969); Serrat 4 (Edigsa, 1970); Mi niñez (Zafiro/Novola, 1970); Mediterráneo (Zafiro/Novola, 1971); Miguel Hernández (Zafiro/Novola, 1972); Per al meu amic (Edigsa, 1973); Canción infantil (Zafiro/Novola, 1974); ...Para piel de manzana (Ariola, 1975); Res no és mesquí (Edigsa, 1977); 1978 (Ariola, 1978); Tal com raja (Ariola, 1980); En tránsito (Ariola, 1981); Cada loco con su tema (Ariola, 1983); Fa vint anys que tinc vint anys (Ariola, 1984): En directo (Ariola, 1984); El sur también existe (Ariola, 1985); Sinceramente teu (con María Bethania, Raimundo Fagner, Gal Costa, Caetano Veloso e Toquinho) (Ariola, 1986); Bienaventurados (Ariola, 1987); Material sensible (Ariola, 1989); Utopía (Ariola, 1992); Nadie es perfecto (Ariola, 1994); Banda sonora d’un temps d’un país (Ariola, 1996); El gusto es nuestro (con Ana Belén, Miguel Ríos e Víctor Manuel) (Ariola, 1996); Liliana, Historia de Babar y Viaje a la luna (racconti con musica, Audivis Ibérica, 1997); Sombras de la China (Ariola, 1998); Cansiones (Ariola, 2000); Versos en la boca (BMG, 2002); Serrat sinfónico (BMG, 2003); (BMG, 2006); Dos pájaros de un tiro (con Joaquín Sabina) (2007).














NANAS DE LA CEBOLLA

 
(Dedicadas a su hijo, a raíz de recibir una carta de su mujer, 
en la que le decía que no comía más que pan y cebolla)


La cebolla es escarcha
cerrada y pobre.
Escarcha de tus días
y de mis noches.
Hambre y cebolla,
hielo negro y escarcha
grande y redonda.

En la cuna del hambre
mi niño estaba.
Con sangre de cebolla
se amamantaba.
Pero tu sangre,
escarchada de azúcar,
cebolla y hambre.

Una mujer morena
resuelta en luna
se derrama hilo a hilo
sobre la cuna.
Ríete, niño,
que te traigo la luna
cuando es preciso.

Alondra de mi casa,
ríete mucho.
Es tu risa en tus ojos
la luz del mundo.
Ríete tanto
que mi alma al oírte
bata el espacio.

Tu risa me hace libre,
me pone alas.
Soledades me quita,
cárcel me arranca.
Boca que vuela,
corazón que en tus labios
relampaguea.

Es tu risa la espada
más victoriosa,
vencedor de las flores
y las alondras
Rival del sol.
Porvenir de mis huesos
y de mi amor.

La carne aleteante,
súbito el párpado,
el vivir como nunca
coloreado.
¡Cuánto jilguero
se remonta, aletea,
desde tu cuerpo!

Desperté de ser niño:
nunca despiertes.
Triste llevo la boca:
ríete siempre.
Siempre en la cuna,
defendiendo la risa
pluma por pluma.

Ser de vuelo tan lato,
tan extendido,
que tu carne es el cielo
recién nacido.
¡Si yo pudiera
remontarme al origen
de tu carrera!

Al octavo mes ríes
con cinco azahares.
Con cinco diminutas
ferocidades.
Con cinco dientes
como cinco jazmines
adolescentes.

Frontera de los besos
serán mañana,
cuando en la dentadura
sientas un arma.
Sientas un fuego
correr dientes abajo
buscando el centro.

Vuela niño en la doble
luna del pecho:
él, triste de cebolla,
tú, satisfecho.
No te derrumbes.
No sepas lo que pasa 
ni lo que ocurre.








NINNANANNA DELLA CIPOLLA


(Dedicata al proprio bambino appena ricevuta una lettera dalla moglie, 
in cui essa gli diceva che altro non mangiava che pane e cipolla.)


È brina la cipolla
misera e chiusa.
È brina dei tuoi giorni,
delle mie notti.
Fame e cipolla,
è gelo nero e brina
grande e rotonda.

Nella culla di fame
stava il mio bimbo.
Con sangue di cipolla
si alimentava.
Però il tuo sangue,
inzuccherata brina,
cipolla e fame.

Una bruna signora
dissolta in luna
si sparge filo a filo
sulla tua cuna.
- Ridi bambino,
ti porterò la luna
quand’è il momento.

Lodola di mia casa,
tu, ridi forte.
il riso nei tuoi occhi
è luce al mondo.
Oh, ridi tanto
che l’anima al sentirti
vinca lo spazio.

Mi libera il tuo riso,
mi mette ali.
Solitudini scioglie,
carcere abbatte.
Bocca che vola,
cuore che nelle tue
labbra lampeggia.

Il tuo riso è la spada
più vittoriosa,
vincitore dei fiori
e delle lodole.
Rivale al sole.
Futuro alle mie ossa
e al mio amore.

Aleggiante la carne,
lesta la palpebra,
iridata la vita
come non mai.
Che luccichio
aleggiando si libra
su dal tuo corpo!

Mi destai non più bimbo:
tu non destarti.
Quanto triste ho la bocca:
tu, ridi sempre.
Sempre alla cuna,
il riso difendendo
piuma per piuma.

Così ampio è il tuo volo,
così disteso,
che la tua carne è il cielo
appena nato.
Se io potessi
risalire agl’inizi
della tua strada!

L’ottavo mese ridi
con cinque zagare.
Con cinque assai minute
feroci lame.
Con cinque denti
con cinque gelsomini
adolescenti.

La frontiera dei baci
saran domani,
quando tu nei tuoi denti
sentirai un’arma.
Sentirai un fuoco
scorrere sotto i denti
cercando il centro.

Vola, bimbo, alla doppia
luna del petto
ch’è triste di cipolla,
tu soddisfatto.
Che tu non cada
né sappia quel che scorre
né quel che accade.



                                 da: ULTIMOS POEMAS (1941- 1942) 
                                  traduzione di Antonino Caponnetto