martedì 4 settembre 2012

Jorge Luis Borges - Cinco poemas extraídos de « La cifra » / Cinque poesie tratte da « La cifra »







« Soy ciego y nada sé, pero preveo 
que son más los caminos »

« Son cieco e nulla so, però presumo
ci siano molte strade »

( J. L. Borges, The Unending Rose )



Jorge Francisco Isidoro Luis Borges Acevedo, noto come Jorge Luis Borges (Buenos Aires, 24 agosto 1899 – Ginevra, 14 giugno 1986), scrittore, saggista, poeta, filosofo e traduttore argentino. Il futuro scrittore nacque prematuro (all’ottavo mese di gravidanza) nella stessa casa di via Tucumán 840 a Buenos Aires dove era già nata sua madre. Figlio di Jorge Guillermo, avvocato e insegnante di psicologia - in lingua inglese - all’Instituto del Profesorado en Lenguas Vivas e di Leonor Acevedo Haedo. Pochi anni dopo, la famiglia si trasferì nel quartiere Palermo, che diventerà un luogo topico della sua opera. Jorge - che sin da piccolo manifestò i sintomi di quella cecità che nei Borges era ereditaria da ben 6 generazioni - venne educato in casa, oltre che dal padre e dalla nonna materna, da un’istitutrice inglese e si rivelò ben presto un bambino precocissimo: a sette anni scrisse il suo primo racconto - La visiera fatal - e a nove tradusse il racconto di Oscar Wilde Il principe felice (pubblicato su El País a firma di Jorge Borges: si ritenne che la traduzione fosse ovviamente del padre). Nel 1908 venne iscritto alla quarta classe elementare della scuola pubblica.
Nel 1914 egli si trasferì con i genitori, la sorella Norah (nata nel 1901) e la nonna materna - quella paterna li raggiunse in seguito - a Ginevra dove restò fino al 1918. Il soggiorno svizzero, durante il quale frequentò il Collège Calvin (rue Theodore de Beze, Ginevra, fondato da Giovanni Calvino nel 1559), fu un periodo di intensi studi (tra cui le lingue latina, francese e tedesca) e ampie letture di autori europei. Nel 1918, dopo la morte della nonna materna, si trasferì con la famiglia dapprima a Lugano e, l’anno successivo, a Maiorca. Qui, prima di trasferirsi a Siviglia e poi a Madrid scrisse i suoi primi due libri rimasti inediti: uno di poesie (Los ritmos rojos di celebrazione della rivoluzione russa) e uno di prose (Los naipes del tahurLe Carte del Baro). Nel 1919, durante il soggiorno a Siviglia, per la prima volta venne pubblicata, sul numero 37 della rivista Grecia, una sua poesia, Himno del mar (Inno al Mare).
 Il 24 gennaio del 1921 fu pubblicato il primo numero della rivista letteraria spagnola Ultra, la quale, come appare evidente dal nome, era l’organo di diffusione del movimento ultraista. Tra i collaboratori più noti si ricordano lo stesso Borges, Rafael Cansinos-Assens, Ramón Gómez de la Serna e Guillermo de Torre che sposerà nel 1928 Norah Borges.
Il 4 marzo del 1921 la famiglia Borges - composta dalla nonna paterna, Frances Haslam, che si era unita a Ginevra nel 1916; i genitori, Leonor Acevedo e Jorge Guillermo Borges e la sorella Norah Borges - si imbarcò nel porto di Barcellona sulla nave (la “Reina Victoria Eugenia”) che li avrebbe riportati a Buenos Aires. Al porto li aspettava Macedonio Fernández, la cui amicizia Borges erediterà dal padre. Una volta a Buenos Aires egli scrisse nella rivista Cosmópolis, fondò la rivista murale Prisma (della quale però furono pubblicati solo due numeri) e scrisse anche su Nosotros, diretta da Alfredo Bianchi.
Nel 1922 egli andò a trovare Leopoldo Lugones insieme a Eduardo Gonález Lanuza, per consegnargli il secondo (e ultimo) numero di Prisma. Borges fonda la prima serie della rivista Proa con Macedonio Fernandez e altri scrittori. Nell’agosto del 1924 seconda serie della rivista Proa con Ricardo Güiraldes, autore di Don Segundo Sombra, Alfredo Brandán Caraffa e Pablo Rojas Paz. Nel 1931 uscì il primo numero di Sur, rivista fondata e diretta da Victoria Ocampo; in questo primo numero Borges collaborò con un articolo dedicato a Coronel Ascasubi.
Nel 1923, il giorno prima del secondo viaggio in Svizzera, Borges pubblicò il suo primo libro di poesie, Fervore di Buenos Aires (Fervor de Buenos Aires), in cui si prefigurava, come disse lo stesso Borges, tutta la sua opera successiva. Fu un’edizione preparata in fretta e furia in cui erano presenti alcuni refusi ed era priva di prologo. Per la copertina sua sorella Norah realizzò un’incisione, e ne furono stampate all’incirca trecento copie; le poche che ancora si conservano sono considerate dei tesori dai bibliofili: in alcune sono addirittura rinvenibili correzioni manoscritte realizzate dallo stesso Borges. L’unica copia appartenente alla Biblioteca Nazionale Argentina è stata rubata nel 2000 insieme ad altre prime edizioni di Borges.
Più tardi egli scrisse, tra le altre, sulla rivista Martín Fierro, una delle riviste chiave della storia della letteratura argentina della prima metà del XX secolo. Nonostante la sua formazione europeista, Borges rivendicò con le tematiche trattate le sue radici argentine, e in particolare “porteñas” (cioè di Buenos Aires), nelle opere come Fervore di Buenos Aires (1923), Luna di fronte (Luna de enfrente) (1925) e Quaderno San Martín (Cuaderno de San Martín) (1929).
Sebbene la poesia fosse uno dei fondamenti della sua opera letteraria, il saggio e la narrativa furono i generi che gli procurarono il riconoscimento internazionale. Dotato di una vasta cultura, costruì un’opera di grande solidità intellettuale sull’andamento di una prosa precisa e austera, attraverso la quale poté manifestare un distacco talora ironico dalle cose del mondo, senza per questo rinunciare al suo delicato lirismo. Le sue strutture narrative alterano le forme convenzionali del tempo e dello spazio per creare altri mondi di grande contenuto simbolico, costruiti a partire da riflessi, inversioni, parallelismi. Gli scritti di Borges prendono spesso la forma di artifici o di potenti metafore con sfondo metafisico.
Tra i suoi amici di questo periodo si ricordano José Bianco, Adolfo Bioy Casares, Estela Canto e altri, soprattutto nel novero del circolo della rivista Sur.
Nel 1938 muore il padre, cieco da anni. La vigilia di Natale dello stesso anno, in seguito a una ferita alla testa, dovuta a un banale trauma in casa, Borges va in setticemia e rischia la vita. Durante la convalescenza, per aver prova di esserne ancora in grado, scrive Pierre Menard, autor del Quijote. Nel 1946 Juan Domingo Perón venne eletto presidente, sconfiggendo così la Unión Democrática. Borges, che aveva appoggiato quest’ultima, manifestò la sua avversione al nuovo governo, tanto che fu costretto ad abbandonare la sua posizione di bibliotecario.
Per questo motivo egli dovette superare la sua timidezza e iniziare a tenere conferenze. Nel 1948 sua sorella Norah e sua madre vennero incarcerate, accusate di aver dato scandalo nella loro vita pubblica. Norah Borges (e la sua amica Adela Grondona) vennero portate al carcere del Buon Pastore (carcere femminile), mentre a Leonor Acevedo furono concessi gli arresti domiciliari vista l’età avanzata.
Nel 1950 Borges venne eletto presidente della SADE e, un anno dopo, uscì in Messico Antiguas Literaturas Germánicas (trad. it: Brume, dei, eroi), scritto in collaborazione con Delia Ingenieros.
In seguito alla Revolución Libertadora che depose Perón, Borges fu nominato direttore della Biblioteca Nazionale Argentina, incarico che ricoprì dal 1955 fino alle sue dimissioni del 1973, dovute al ritorno al potere proprio di Perón. Lo stesso anno fu eletto membro dell’Accademia argentina delle Lettere. Nel 1956 divenne professore di letteratura inglese all’Università di Buenos Aires e presidente dell’Associazione degli Scrittori argentini. In questo periodo egli fu molto criticato per la sua adesione al nuovo governo, soprattutto da Ezequiel Martínez Estrada e da Ernesto Sabato. Con quest’ultimo le diatribe proseguirono fino al 1975.
Borges ricevette una gran quantità di riconoscimenti. Tra i più importanti: il Premio Nazionale di Letteratura (1957), il Premio Internazionale degli editori (1961), il premio Formentor insieme a Samuel Beckett (1969), il Premio Cervantes insieme a Gerardo Diego (1979) e il Premio Balzan (1980) per la filologia, linguistica e critica letteraria. Tre anni più tardi il governo spagnolo gli concesse la Grande Croce dell’Ordine di Alfonso X il Saggio. Nonostante il suo enorme prestigio intellettuale e il riconoscimento universale raggiunto dalla sua opera, Borges non fu mai insignito del Premio Nobel per la Letteratura.
Nel 1973, prima della nuova vittoria del peronismo, Borges continuò a ricordare il primo governo di Perón come “gli anni dell’obbrobrio”. Nel 1975 morì sua madre, a novantanove anni. A partire da questo momento Borges effettuò i suoi viaggi insieme a María Kodama, una sua ex-alunna, divenuta sua segretaria e infine, a poche settimane dalla morte, sua seconda moglie, sposata per procura in Uruguay.
Nel 1980 firmò una petizione di sollecitazione a favore dei desaparecidos, promossa dal quotidiano Clarín. Nel 1982 condannò l’invasione argentina delle Isole Malvinas.
Morì il 14 giugno 1986 nella città di Ginevra, in seguito a un cancro al fegato.
Come da lui disposto, i suoi resti riposano al cimitero di Plainpalais (nella parte sud di Ginevra) sotto una lapide grezza di color bianco. Sulla parte superiore si legge semplicemente “Jorge Luis Borges”; più in basso è scritta in inglese antico la frase “And ne forhtedon na” (Giammai con timore), proveniente dal poema epico del X secolo La battaglia di Maldon, insieme a un’incisione circolare raffigurante sette guerrieri che, impugnati gli scudi e sfoderate le spade, si gettano in combattimento e quindi verso la morte. Sotto sono incise una piccola croce del Galles e le date “1899/1986”. Dietro la lapide sono riportati due versi della Saga di Völsunga (XIII secolo): “Hann tekr sverthit Gram okk / legger i methal theira bert” (Egli prese la sua spada, Gram, e pose il nudo metallo tra i due), al di sotto dei quali è raffigurato un drakkar vichingo. Più in basso compare la scritta “De Ulrica a Javier Otalora”.

Borges è ritenuto uno dei più importanti e influenti scrittori del XX secolo, ispirato tra gli altri da Macedonio Fernández, Rafael Cansinos Assens, dalla letteratura inglese (Chesterton, Kipling, Stevenson, Wells, De Quincey, Shaw), dalla germanica (Schopenhauer, Heine, Kafka) e dal Taoismo. Narratore, poeta e saggista, è famoso sia per i suoi racconti fantastici, in cui ha saputo coniugare idee filosofiche e metafisiche con i classici temi del fantastico (quali: il doppio, le realtà parallele del sogno, i libri misteriosi e magici, gli slittamenti temporali), sia per la sua più ampia produzione poetica, dove, come afferma Claudio Magris, si manifesta “l’incanto di un attimo in cui le cose sembra stiano per dirci il loro segreto”.
Oggi l’aggettivo «borgesiano» definisce una concezione della vita come storia (fiction), come menzogna, come opera contraffatta spacciata per veritiera (come nelle sue famose recensioni di libri immaginari). 
Borges ha lasciato la sua grande eredità in tutti i campi della cultura moderna, persino in quella pop, e molti sono gli scrittori che si sono ispirati alle sue opere.
Tra questi ci sono scrittori come Julio Cortázar, Italo Calvino, Osvaldo Soriano, Umberto Eco, Leonardo Sciascia, John Barth, Philip K. Dick, Gene Wolfe, Paul Auster, Roberto Bolaño ecc.
Inoltre Borges ha influenzato anche autori di fumetti come Alan Moore e Grant Morrison (che lo cita indirettamente in un episodio della Doom Patrol), cantautori come Francesco Guccini, Roberto Vecchioni e Elvis Costello e artisti come Luigi Serafini, autore del Codex Seraphinianus.
Umberto Eco, nel romanzo Il nome della rosa dà il nome di Jorge da Burgos a uno dei protagonisti, bibliotecario cieco, chiarendo poi (nelle “postille”) che il nome va riferito esplicitamente a Borges.
Nonostante fosse il favorito d’obbligo di ogni edizione del Premio Nobel dagli anni cinquanta in poi, l’Accademia di Stoccolma non lo premiò mai, preferendogli a volte autori meno conosciuti e popolari. Secondo insistenti voci la ragione andava cercata nelle idee politiche del grande scrittore che, senza mai essere un attivista (si iscrisse soltanto nel 1960 e con intento dichiaratamente “donchisciottesco”), nutriva simpatie conservatrici. Non gli perdonarono le idee tradizionali, filo-occidentali, e l’atteggiamento cosmopolita, refrattario al folclore (ma non alla madrepatria) e alle forzature moderniste. In particolare una cena al tavolo di Pinochet. Avvisato della vittoria quasi sicura se avesse rinunciato a quel viaggio in Cile per un giro di conferenze e per ritirare una delle sue 23 lauree honoris causa, rispose che allora era un’ottima idea partire. Notoria invece la sua antipatia viscerale per Peron e il suo movimento, cui si devono anche l’incarcerazione della madre e della sorella. Diverse tappe della sua carriera pubblica sono segnate dal conflitto col peronismo. Alcune di queste:
- la sua nomina a Direttore della Biblioteca Nazionale avviene proprio dopo la caduta di Peron (1955);
- il rifiuto da parte del quotidiano La Nación di pubblicare una sua poesia (Il Pugnale) di chiaro intento tirannicida;
- la sua presidenza dal 1950 al 1953 della Società degli Scrittori Argentini, di cui la dittatura impose la chiusura; Borges stesso ricorda gli ultimi seminari che poté tenere, di fronte a poliziotti che annotavano i passi salienti delle sue esposizioni.

Opere di Borges 
NARRATIVA: 
Storia universale dell’infamia (Historia Universal de la Infamia1935), Adelphi (ISBN 88-459-1332-5);
Finzioni (Ficciones1944), Einaudi (ISBN 88-06-17367-7);
L’Aleph (El Aleph1949), Adelphi (ISBN 88-459-1420-8);
Brume, dei, eroi (Antiguas Literaturas Germánicas1951) (in collaborazione con Delia Ingenieros);
L’altro, lo stesso (El otro, el mismo1964), Adelphi (ISBN 88-459-1742-8);
Il Manuale di zoologia fantastica (El libro de los seres imaginarios1967) (in collaborazione con Margarita Guerrero), Einaudi (ISBN 88-06-11452-2);
Il manoscritto di Brodie (El informe de Brodie1970), Adelphi (ISBN 88-459-1449-6);
Il libro di sabbia (El libro de arena1975), Adelphi (ISBN 88-459-1841-6);
Il libro dei sogni (Libro de sueños1976);
I congiurati (Los conjurados1985) Mondadori (ISBN 88-04-42038-3);
Venticinque agosto 1983 e altri racconti inediti, Mondadori (ISBN 88-04-33731-1);
POESIA:
Fervore di Buenos Aires (Fervor de Buenos Aires1923);
Luna di fronte (Luna de enfrente1925);
Quaderno San Martín (Cuaderno de San Martín1929);
L’artefice (El hacedor1960), Adelphi (ISBN 88-459-1507-7);
Elogio dell’Ombra (Elogio de la sombra1969) Einaudi (ISBN 88-06-14868-0);
L’oro delle tigri (El oro de los tigres1972), Adelphi (ISBN 88-459-1932-3);
La rosa profonda (La rosa profunda1975);
La moneta di ferro (La moneda de hierro1976).
SAGGISTICA:
Inquisizioni (Inquisiciones1925), Adelphi (ISBN 88-459-1628-6);
Evaristo Carriego (1930), Einaudi (ISBN 88-06-15192-4);
Discussioni (Discusión1932);
Storia dell’eternità (Historia Universal de la Eternidad1936), Adelphi (ISBN 88-459-1333-3);
Altre inquisizioni (Otras inquisiciones1952), Adelphi (ISBN 88-459-1538-7);
Testi prigionieri (Textos cautivos1986) (testi apparsi nella rivista El Hogar tra il 1936 e il 1939), Adelphi (ISBN 88-459-1386-4);
Cos’è il buddismo (Qué es el budismo?1976), Newton (ISBN 88-8289-904-7);
Nove saggi danteschi (Nueve ensayos dantescos1982), Adelphi (ISBN 88-459-1653-7);
L’invenzione della poesia. Le lezioni americane, Mondadori (ISBN 88-04-52803-6);
Prologhi. Con un prologo ai prologhi (Prólogos con un prólogo de prólogos1975) Adelphi (ISBN 88-459-2025-9).
Con Adolfo Bioy Casares:
Sei problemi per don Isidro Parodi (Seis problemas para don Isidro Parodi1942 Trad. it., Roma, Studio Tesi, 1990);
Due fantasie memorabili (Dos fantasías memorables1946);
Un modello per la morte (Un modelo para la muerte1946. Trad. it. Un modello per la morte, Pordenone, Studio Tesi, 1991);
Cronache di Bustos Domecq (Crónicas de Bustos Domecq1967. Trad. it., Torino, Einaudi, 1975);
Il libro del cielo e dell’inferno (Libro del cielo y del infierno, 1960);
Nuovi racconti di Bustos Domecq (Nuevos cuentos de Bustos Domecq, 1977);
Dos fantasías memorables e Un modelo para la muerte furono inizialmente pubblicati a proprie spese in un’edizione privata di 300 copie. I primi lavori a stampa commercializzati furono pubblicati nel 1970.

Opere su Borges
Blanchot Maurice, L’infinito letterario: L’Aleph, in ID Il libro a venire, Torino, Einaudi, 1969;
Matamoro Blas, Jorge Luis Borges o el juego trascendente, Buenos Aires, Peña Lillo Editor, 1971;
Paoli Roberto, Borges e gli scrittori italiani, Napoli, Liguori, 1997;
Barili Amelia, Jorge Luis Borges y Alfonso Reyes: la cuestión de la identidad del escritor latinoamericano, México, Fonde de cultura económica, 1999;
Campa Riccardo, L’ombra etimologia del mondo, Bologna, Il Mulino, 2004;
Eco Umberto, L’abduzione in Uqbar, in ID Sugli specchi e altri saggi, Milano, Bompiani, 2004;
Pauls Alan, El factor Borges, Barcelona, Editorial Anagrama, 2004;
Savater Fernando, Borges, Roma-Bari, Laterza, 2005;
Manguel Alberto, Con Borges, Milano, Adelphi, 2005;
Rodríguez Amaya Fabio (a cura di), Reencuentros con Borges. Per speculum in enigmatae, Sestante-Bergamo University Press, 2006;
Tatián Diego, La conjura de los justos. Borges y la ciudad de los hombres, Buenos Aires, Las cuarenta, 2009. 

( Fonte principale per le notizie bio-bibliografiche: Wikipedia )





A Jorge Luis Borges abbiamo già dedicato un post su questo blog (si veda: JORGE LUIS BORGES - DOS POEMAS ).



























AVVERTENZA: Le poesie in lingua originale e le loro traduzioni in italiano sono tratte dal libro: 
Jorge Luis Borges, LA CIFRA, a cura di Domenico Porzio, Mondadori, Milano, I edizione ottobre 1982.











4 commenti:

  1. A chiusura de “L’Artefice”, Jorge Luis Borges pose una sua metafora: « Un uomo si dà il compito di disegnare il mondo. Col passare degli anni, egli popola un’intero spazio con immagini di province, di regni, di montagne, di baie, di navi, di isole, di pesci, di dimore, di strumenti, di astri, di cavalli, di persone. Poco prima di morire, scopre che questo paziente labirinto di linee traccia l’immagine del suo volto ».
    Quale tratto del suo volto, quale momento del suo vivere, quale incrinatura nel suo sentire lo scorrere del tempo velano - e disvelano - le parole, i versi e le nostalgie de “La cifra”, penultima raccolta di poesie pubblicata nel 1981, cinque anni prima che egli morisse a Ginevra, nel 1986? Questo penultimo libro, intriso com’è di accennate allusioni diaristiche, dettato, come la cecità gli imponeva, lungo i due anni all’incirca precedenti la pubblicazione, questo, più di tutti i precedenti, è il libro dell’amore dichiarato, della gioia ricevuta, del ringraziamento dovuto. È il libro della riconoscenza e delle maledizioni, dello stupore per l’eternità che ci abita…

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  2. La lettura di Borges narratore ha cambiato la mia vita. Leggendolo sono stato folgorato da illuminazioni. Mi son trovato a pensare: ecco! allora è questo, allora è così. Un mio amico filosofo mi spiegò che aveva avuto la stessa impressione di disvelamento del vero leggendo Hegel.
    Queste poesie "europee" (lontane dall'argentinismo assoluto dell'Evaristo Carriego e di altre opere) mi sembrano poesie di pacificazione, i nostoi di questo gigante del Novecento (il gigante assoluto, secondo il mio sentimento e la mia faziosa opinione) alle radici - arabe non meno che carolinge - della cultura come oggi la conosciamo.
    Confesso che mi imbarazza molto trovare, in questo blog, il mio nome nello stesso indice d'autori in cui si trova quello di questo poeta che ha davvero ridisegnato il mondo. E la mia non è certo falsa modestia!

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  3. "Il cosmo,il caos"- Jorge Luis Borges ha chiaro nel suo intimo ragionamento,l'incontro delle partiumane. fino ad un unico divenire emblematico con qualcosa che va oltre,che completa.Basta leggere "Il complice" o "il sogno" per addentrarsi
    nell'universo che si ramifica in passaggi senza fondo,senza tempo,quasi ad individuare la natura di un uomo che non è il solito singolo protagonista,ma è il tutto.Sintesi e tesi,come "il calice e la cicuta","l'inganno e la menzogna.
    Così ne "Il terzo uomo",si assiste alla nomina di una figura di completamento che regga la verità,che tuteli le situazioni,i casi.E' quella di Borges,una poesia di grossa portata,perchè preclude gli schemi,forte di una visione molto allargata del vero.Di questo autore si determina la direzione dell'ordine di tutte le cose,la genesi di una verità essenziale e mai parziale dell'esistenza.Attraverso la sua opera ci si completa di significati che non sono nuovi,forse solo incompresi,tralasciati,restii all'assioma uomo.

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  4. Ancora un incontro, bellissimo, con la grande Poesia. "...mi domando che ombre getteranno/ questi oziosi versi. " Il Poeta è il primo ad essere consapevole che la poesia stabilisce un incontro , un legame con un ' altra persona, anche se non si sarà mai incontrata . ( Il terzo nome) Oggi è qui con noi, con la magia dei suoi i versi , a riportarci alla memoria con leggerezza, a volo di rondine , pagine di storia e di vita di un popolo, mentre egli osserva Ronda, tranquilla città della Spagna meridionale, e lo scorrere tranquillo del fiume che l' attraversa,il Guadalevin (Ronda). Ci dice qual è la vera bellezza (Blake) , che può trovarsi nei segreti dell' infinito ,nelle conquiste dell' intelligenza, nel profondo dell' animo. "Sono il poeta" , ci dice nella poesia "Il complice", e in questi versi osserviamo quanto grande può essere la comprensione del suo animo sensibile di poeta verso tutta l' umanità, nella sua grandezza e nella sua miseria. Ancora grazie Antonino , una bellissima lettura.

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