venerdì 17 agosto 2012

NATALIA BONDARENKO - SEI POESIE, DALLA RACCOLTA « UTOPIE (TASCABILI) »






Natalia Bondarenko nasce a Kiev (ex Unione Sovietica) in una famiglia d’artisti. 
Nel 1990 si trasferisce in Italia. Attualmente vive a Udine. 
Scrive da sempre nella sua lingua madre, in particolare ha scritto sceneggiature per spettacoli universitari, poesie, racconti e romanzi. Ha tradotto in italiano opere poetiche e narrative di autori russi e ucraini. 
Direttamente in lingua italiana scrive solo da alcuni anni, riscuotendo un notevole successo. È vincitrice del concorso di poesia (edizione Cinque marzo, 2009) e finalista del concorso ‘Parole e Poesia’, 2012. Diploma di merito: 18° Concorso Nazionale di Poesia Inedita “Ossi di Seppia” (Taggia – IM), 2011.
Suoi lavori sono inseriti nelle antologie di diverse case editrici italiane: Edizioni Delta 3; Edizioni Il Fiorino (Modena); Historica Edizioni; Giulio Perrone Editore (Roma). Sono state pubblicate presso opuscolo letterario ‘Inutile’ N°23 e N°42; rivista internazionale di poesia ‘Pi-greco’; rivista trimestrale ‘Psicologia e lavoro’ n°157; racconto Pensare ad arte – in italiano e in friulano.
Nel 2010 sono usciti il suo primo libro di poesie in lingua italiana Profanerie private, (Guarnerio Editore, Udine), poi L’amore del giglio (Samuele Editore, Pordenone); nel 2012 – Utopie tascabili (Dnipro Edizioni, Ucraina) in lingua ucraina e Terra altrui (Samuele Editore, Pordenone).
Fra le partecipazioni più importanti: ‘Festa della poesia, 2010’, organizzata da Pordenonelegge dove ha rappresentato il Friuli Venezia Giulia; festa “Le Strade della Poesia” (Guardia Lombardi, 2011) e Trieste International Slam, 2011, Giornata Internazionale della Poesia (Club Unesco di Udine, 2012).

« I versi di Natalia Bondarenko si collocano con grande naturalezza e senza nessuna forzatura in una linea poetica ben precisa. La poetessa, partendo da strutture che affondano le radici nella lingua russa, riesce ad esprimere direttamente in italiano versi di grande qualità, di solido spessore e di estrema vitalità.
Non c’è timore ad ammettere che la sua poesia arriva a collegarsi, in una linea ideale di continuità, con tutto quel versante del novecento che fa capo ad una idea poetica di innovazione e di sperimentazione, sfiorando in alcuni punti, tangenzialmente, l’avanguardia italiana. L’antilirismo, la semplicità apparente del verso vengono da lì, non ci sono dubbi. La sapiente costruzione di strutture sintattiche lineari, moderne e leggere, portano come complemento la profondità del senso… » 
Francesco Di Lorenzo (dalla recensione del libro Profanerie private)

« La poesia di Natalia Bondarenko è nuda e cruda, quando dolce sulla punta della lingua, quando amara in fondo al cuore. È come quel sorriso che due amanti occasionali si scambiano dopo una notte d’amore, sapendo sotto sotto che non s’incontreranno mai più. Eppure sono estremamente contenti di aver (rac)colto quell’attimo di felicità che gli dei, con la loro santa (e fottutissima) maliziosità, hanno nascosto dentro di noi: metà nell’uomo e metà nella donna.
Natalia condivide con il lettore i suoi più intimi sentimenti, e lo fa con sincerità, senza troppi fronzoli linguistici. È chiaramente visibile la sua sete spirituale ma altrettanto fisica, il suo voler toccare con la mano anima e corpo. Per lei la poesia è un corollario di sentimenti, come i suoi quadri impregnati di fantasia quasi palpabile. I sentimenti si susseguono quando con discrezione, quando ben espliciti, ma mai sono banali o ridondanti… » 
Viorel Boldis (dalla recensione del libro “Terra altrui”)

Natalia Bondanenko è reperibile in rete sul sito http://profanerieprivate.blogspot.com/ (presente anche fra i link amici di questo blog) 

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PROSSIMO IMPEGNO DI NATALIA SARÀ IL FESTIVAL DEL LIBRO PORDENONELEGGE
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Di questa Autrice e della sua Poesia ci siamo già in precedenza occupati ( si veda: 
NATALIA BONDARENKO - SETTE POESIE  e  NATALIA BONDARENKO - SETTE POESIE INEDITE ).





Dalla raccolta « Utopie (tascabili) »



***

Oggi la mia pigrizia va a cavallo.
Zoppicando, ma va. 
Il sigaro tenta sempre di spegnersi,
i crampi
spostano le gambe una sull’altra, 
il prosecco sa di tappo. Che sballo!
Sai,
pensare a te – è un lavoro usurante.



(dal poemetto “Terra altrui”, Samuele Editore)




***

Vorrei essere anch’io 
tutta tua
con un anello sulla zampa
pieno di dediche per sempre, 
stare nel mio cortile, 
volare sempre basso, 
ingrassare per bene 
per essere cucinata nel giorno 
del (tuo) ringraziamento.



***

Ti piaceva osservare le donne che leggono libri.
Le trovavi eroticamente  attraenti 
e desiderabili

Ho provato anch’io a leggere i libri, prima
quelli con tante pagine, poi più piccoli e poi,
ancora più piccoli. 
Di diverso colore, di lingue sconosciute, 
di autori vari, ma continuavo  lo stesso 
ad essere invisibile.
Allora ho incominciato a leggere gli opuscoli,
i giornali e le riviste scandalistiche, 
per finire a leggere 
AAA donna vera cercasi!!!  

Ed eccomi, 
qua, ai fornelli a calcolare il sale da mettere
aspettandoti, stremato ed insopportabile, 
tornare a casa dopo esserci stato con la donna
che un po’ come me, per accontentarti
fingeva di leggere.



***

Lo stambecco mi guardò a lungo
immobile
in faccia
dritto
appena dietro ad un sasso grigio 
e, poi, 
sparì portandosi per sempre 
il resto di quel tempo feriale
con la discesa lunga del ritorno
in solitaria 
e con lo zaino pieno di silenzi
compreso quel pensiero 

sulle corna.



***

Dalla maledizione del sesso 
alla benedizione di un figlio
lo spazio - è di una notte; 
io
che amo la luna  fallace, 
conto le stelle che rubano il sonno 
e, camminando sull'erba piangente, 
abbraccio la nascita del giorno.
Io 
sto in mezzo, 
gongolando



(dal poemetto “Terra altrui”, Samuele Editore)



***

L’incognita farfalleggia
davanti al mio naso,
per caso
dò una sforbiciata alle sue ali -  
si compie la fine della menzogna.  
Se ne andava via lo stesso.
Moriva il giorno dopo…
l’incognita (intendo).



(dal libro “Profanerie private”Guarnerio Editore)



















9 commenti:

  1. Come dice Sebastiano A. Patanè a proposisto di Natalia, della sua Poesia, della sua poetica: "Se è vero che la poesia è vita, allora questo è uno dei modi più opportuni per descriverla, senza addobbi e fronzoli, cruda, ruvida, se vogliamo, ma reale. Così, come la scrive Natalia Bondarenko, senza vernice, con le parole del giorno, le stesse parole di sempre ma incrociate secondo la costruzione di una personale poetica.
    Già mi affascinava Lee Master nello Spoon river, per quel suo raccontare asciutto, piano, quasi narrativo senza, tuttavia, abbattere la poetica. E mi affascina Sanguineti che trova un oggetto che non correla in quanto non metaforico, bensì reale, e quindi che riporta a se stesso. Oggi, la scrittura della Bondarenko, mi appare come il risultato dello smantellamento totale della sintesi retorica, della scrittura enfatica, divenendo elevazione della parola pura, della parola proveniente da una osservazione del reale catalizzato dall’espressione poetica. La forza che ne viene fuori è devastante e riempitiva: disarma totalmente la vita “lirica” e riempie vuoti trattenuti dall’appartenenza a schemi determinati e determinativi. La sua scrittura la colloca in una posizione di sperimentalista post moderna, lontana dai futurismi majakovskijani e più vicina, forse, alla poetica di Evtusenko o della Szymborska, ma il suo riferimento principale rimane Sanguineti che aggirando le teorie eliottiane inserisce un “parlato” più ampio alla scrittura, a volte più della scrittura stessa. E così la Bondarenko, con la sua forte personalità artistica, seziona il quotidiano senza urgenza ma con riflessioni che rasentano un certo tipo di minimalismo". E dopo aver fatto il dovuto accenno al 'antilirismi' di cui molto si parla per la Poesia di questa Autrice, Sebastiano aggiunge: "Raccontarsi è, per la poetessa, fondamentale, perché è nel racconto leale di noi stessi che ritroviamo l’umanità. Le storie dell’uomo girano attorno a dei luoghi comuni a tutti e conoscerli nella loro interezza può servire a migliorare la conoscenza della vita e a meglio evitare gli errori. Natalia Bondarenko si racconta senza remore e ci insegna a non nasconderci, a dirci agli altri, a credere, senza pregiudizi ad un prossimo che, per quanto difficile, è pur sempre umano e quindi fragile."

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    1. Mi scuso per la mia imperdonabile gaffe: non ho precisato la fonte da cui provengono le considerazioni di Sebastiano A. Patanè da me poste tra virgolette nel precedente commento. Si tratta di una nota critica posta a introduzione di alcune poesie della nostra Autrice, pubblicata da WordSocialForum, blog curato da Antonella Taravella attraverso uno staff di cui lo stesso Sebastiano ha il pregio di far parte. Il titolo del post è "Natalia Bondarenko e il suo antilirismo" e il link è il seguente:
      https://wordsocialforum.wordpress.com/2012/07/02/natalia-bondarenko-e-il-suo-antilirismo/

      Antonino Caponnetto

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    2. Natalia Bondarenko mi ha affascinato fin da subito con questo suo "raccontarsi" attraverso la poesia, una poesia che esula dagli schemi formali dirigendosi con determinazione verso la comunicatività quotidiana ed entrando, così, nella "polis" vissuta momento per momento e senza filtri. Una sorta di real-time della poesia, dove la descrizione non risente di alcun tipo di forzatura formale e quindi è pura come pure e vere sono le storie che si vivono ogni giorno per la strada, in cucina nel letto...
      Doppio grazie ad Antonino in primis per il dono che ci lascia attraverso questa splendida poetessa ed in secondo luogo, per aver ritenuto valida la mia nota su questa autrice, tanto da citarmi. Grazie di cuore veramente.
      Sebastiano

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  2. E' un'autrice davvero interessante, a quanto dicono i suoi versi. Catturare la poesia al balzo con la semplicità del suo scrivere è da sapienti e talentuosi. Belle impronte quelle di certi suo passaggi dal retrogusto amaro e a volte cinico che il lettore non può prevedere ad inizio lettura. Sa sorprendere, nella scarna semplicità che non cade mai nel retorico ma si veste puntualmente di nuovo. Mi è rimasta subito impressa la manciata di versi sulla donna che cucinava per un'illusione e non per un uomo.

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  3. Apprezzo molto l'ironia, anche in poesia, ce n'e' troppo poca ancora. L'ironia poi che tocca il proprio personale vissuto scaturendo in versi compiuti, di chiara lettura, con un buon gioco linguistico e' veramente arte che mi affascina. Trovo la Bondarenko estremamente interessante. Complimenti a lei a ad Antonino per l'ennesima ottima pubblicazione.

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  4. Sì, come dice sopra Claudia, Natalia ha il dono dell'ironia, e specie in una dimensione -quella più intimistica, quella più fragile e indifesa, quella che non si sa bene se sia pensiero o anima- dove in silenzio deflagra spesso la "tragedia", dove l'essere davvero arriva al confine fra il vivere e un non vivere più. La dimensione dell'amore resta classicamente il luogo dell'incanto e delle cadute più fragorose, e qui non è difficile essere patetici e persino involontariamente ridicoli, ma Natalia ha uno "spirito" che traspare forte, e giusto in quel suo registro privilegiato che è il distacco -necessitato- dell'ironia. Natalia sta dentro e fuori dal "teatro d'amore", è protagonista e spettatrice, attrice e autrice del "testo" che sa mettere in scena con una dignità forte, un senso e un sentimento del linguaggio che le permette di utilizzare il timbro disinvolto di una "chiacchierata", il lessico prosastico di quella che si chiama lingua del quotidiano, ma Natalia è un'anima senziente, è voce le cui corde risuonano nel profondo, per questo fa molto bene Antonino a sottolinerane la liricità, una liricità che aggredisce nelle chiuse soprendenti, negli stacchi semantico-lessicali capacità di determinare un attrito graffiante, le scintille splendenti eppure umbratili di quel sentimento del dolore che non è un dolore che accade agli altri, non è un dolore letterario ma è una ferita, sempre la stessa, e che incisa o no nella condizione umana, è sempre una ferita individuale, è sempre il dolore di una vita che ha un Soggetto, un Io che non conosce astrazione ma il concreto, acuto, tagliente, dolore di essere. A volte un essere fibre doloranti di un universo che sembra escluderci più che accoglierci. Una poesia, quella di Natalia, che a mio avviso -nonostante la diversa lingua madre di formazione- forse ha alcune "cose" da insegnare a tanta vuota e retorica e inutile poesia paludata ed ufficiale. Grazie Antonino. E grazie a Natalia.
    Francesco Palmieri

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  5. non solo ironia, ma c'è tanto di un manuale della coppia ..imperfetta: come riequilibrare un rapporto sentimentale dall'usura , come tenere per mano l'altro, ecc ecc

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  6. Il puntiglio della lingua: un'aderenza che ne scandaglia e sfrutta le potenzialità, sebbene lingua parlata, tuttavia lessico raffinato, già nei titoli: profanerie, utopie, ma anche terra altrui, titoli densi di magnetismi; l'ironia è una specie di judo esistenziale, consente di utilizzare le spinte, le irruzioni, le pressioni della vita e volgerle a proprio vantaggio, forse anche un respingente, attutisce i colpi.
    Questi versi si leggono senza ripensamenti, senza doverci tornare per cercare varchi o appigli nel senso, qui il senso segue la direzione delle parole, è come incollato addosso, e la lettura è un piacere, non ci si ferma a metà strada; pur non appartenendo nella maniera più assoluta alla poesia usa e getta, ma a quella di buona qualità usa e riusa, leggimi e ritornaci su ancora.

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  7. Non avevo mai letto nulla di questa poetessa prima d'ora: anch'io sono rimasta colpita dalla amara ironia che traspare dalle sue poesie e che esce di colpo da un linguaggio lessicalmente essenziale, con poche giuste e azzeccate parole; mi sono rimasti impressi in particolare i versi segnati da consapevole tristezza, anche se la chiarezza interiore non la porta a compiangersi o a farsi compiangere, venendo accettato tutto cio' che e' accaduto o accade, a priori, come uno dei mali della vita che, se un giorno ha promesso qualcosa, poi deve aver lasciato ben poco.L'ho trovata interessante, e ringrazio moltissimo Antonino per il fatto di condividere e far conoscere a piu' lettori queste voci nuove estremamente interessanti.





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