giovedì 9 agosto 2012

ANNAMARIA GIANNINI - « TRACI(A)MANDO » - SETTE POESIE INEDITE





Notizia autobiografica: 

A proposito di me, la domanda più difficile cui rispondere è: di dove sono? Vivo a Roma da quasi due anni, sono nata per caso a La Spezia, cresciuta fino a sei anni nella splendida La Maddalena, in Sardegna, poi a Cattolica e Rimini fino al mio quarantacinquesimo anno. Amo dire che le donne di casa mia sono tutte sarde, gli uomini tutti marinai. Mio padre mi ha insegnato l’amore per il mare e le parole, da mamma ho preso la forza delle rocce. Spero di aver trasmesso tutto questo a mia figlia. Scrivo perché non so vivere senza farlo. Forse sono un po’ folle e amo scrivere palindromi (anche poesie lunghissime). Il mio motto è anche il palindromo più bello che abbia mai scritto: E LÌ, VERO, CATONE DISSE MOTTO: SOPPORTARE L’ERA TROPPO SOTTOMESSI DENOTA CORE VILE. 
Ho pubblicato di recente un racconto su una ragazza partigiana “La collina di Adele” sull’antologia “Il cuore delle donne” edito da Rosa Anna Pironti e sono stata ospitata con le mie poesie palindrome da Stefano Bartezzaghi su “Lessico e Nuvole” - La Repubblica. Ho incontrato da poco una poetessa speciale che mi ha preso per mano (me e il mio scrivere). Un grande onore è stato vedere una ninna nanna pubblicata da CarteSensibili, “La ninna del vento” in occasione della giornata mondiale della poesia 2012, dove l’incipit richiesto era, appunto, il vento. Le mie parole accostate a quelle di poeti che amo leggere. 


Di Annamaria Giannini ci siamo più volte occupati (si veda:  ANNAMARIA GIANNINI - «INFINE, TU» - SETTE POESIE INEDITE e ANNAMARIA GIANNINI - «DA SPINA IN VERBO» - SETTE POESIE INEDITE ).





Traci(a)mando


Stanno chiamando estate
i fiori, le ferite,
lo stesso rosso intenso
di sangue e bacio
dato alla pianta grassa

(mille parole al vento
non fanno figli, non sono foglie)

eppure piove
stiamo, a viso alto
calice la bocca
cuori a straripare
su ogni sasso

noi bambini a distendere nodi
a benedire la terra
dal cielo confuso dei marciapiedi

(silenzio) 





Di_stanze 



contemplando un’unghia a scavare il cuore

Nelle radici di un vecchio melo
che senza la cura delluomo
ha riempito uno spicchio di mondo

sei tu

Delle allodole il precipitare
per poi riavere il cielo

sono io

poi piangere d’istinto, come le nuvole
alla distanza apparecchiata
e le posate inutili 





Spighe di grano 



Supponiamo che sia giunto il tempo
di cercare sillabe nuove
negli anfratti inesplorati

le pronunceranno i figli
ognuno nelle mani una tavola di legno
per impastare acqua, farina e sale

un morso del pane a terra
un sorso del vino nel bicchiere
per i sorrisi che per strada abbiamo perso

li respiriamo spighe di grano
al vento che rimargina, al vento che riapre 





Dei Passi 



non siamo polvere
ma soffi di creta, respiriamo
come fanno gli oleandri
che la poca acqua riversano sui fiori

basta un petalo a ridestare i sogni

noi, nulla da perdere
da formiche a dinosauri
corse di lampioni a questa luna
_infanta_ tra le contadine

il nome della strada
lo cantano i passi
e_ nascosti dallerba_
i grilli, tanti 





Di_aria 



eccoci nel grido del fiume prima di tracimare
nelle rose scomparse e le spine, quante

le ferite piovono fino a dissetare i semi
e sarà prato dalle macerie al cielo

le briciole a cantare il senso del pane
i davanzali aperti ai merli
foglie mai più strappate a scivolare, aria

un nido sottotetto per la stessa rondine 





Fiabe 



e di favole dette prima del sonno
ho conservato l’azzurro sul cuscino
il respiro delle lenzuola aperte
al volo di unicorni ed alle fate smilze

la fiamma del drago, la scopa della strega
armi usate contro vetri infranti
per farli specchi a dirmi di esser bella

che importanza ha la fantasia
tra la semina del grano e il morso al pane?

tu credevi nelle fiabe

mi hai presentato a corte e aperto i cancelli
tra le nuvole del viale dritto a casa 





Svegli_aprile 



Il caffè lo bevo amaro
giro nella tazza il cane nel giardino
i piatti nel lavabo raccontano la cena
una ruga di cuscino sulla faccia
piano si spiana

Spinge il sole tra le costole
questo aprile















17 commenti:

  1. Al suo terzo passaggio su questo blog, e dopo averne già detto qualcosa, mi sento di aggiungere al già detto che quella di Annamaria Giannini è una Poesia dalla struttura essenziale, e tuttavia ricca di immagini dense di sfumature, di musicalissimi ritmi, di significati sempre nuovi e diversi, eppure antichi e universali. Una Poesia che, com’era alle origini, è perfino cantabile. Eppure la sua grande levità è non tanto giustapposta quanto piuttosto intimamente connessa a contenuti che spesso, molto spesso, sospingono il verso e il suo lettore fino alle strette porte della commozione, se non di un intimo, segreto, silenzioso pianto. Così, lasciando agli amici lettori e commentatori il compito e il piacere di citare gli splendidi, sempre sorprendenti, plurisignificanti versi di Annamaria, chiudo con una citazione tratta dalla poesia “La dicha” (ovvero: la felicità, la buona sorte, la fortuna), che è invece di Jorge Luis Borges: « (…) / Non c’è nulla di antico sotto il sole. / Tutto succede per la prima volta, però in un modo eterno. / E chi legge le mie parole, ora le sta inventando. ». In questi versi di J.L.B. c’è, per me lettore, tanta di quella verità, anche e soprattuto rispetto alla Poesia mai prevedibile di Annamaria Giannini, che non posso evitare di dedicare questi versi sia alla Poeta che alla sua Poesia.

    A. C.

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  2. Lo ammetto : la poesia di Annamaria mi conquista come poche. " noi bambini a distendere nodi
    a benedire la terra
    dal cielo confuso dei marciapiedi"- Parole che riguardano ognuno di noi,che c'inseriscono in coreografie note e benevole,come :
    "Delle allodole il precipitare
    per poi riavere il cielo
    sono io"...Impossibile,non rimanere coinvolti,avvolti,piacevolmente ritrovati da emozioni che spesso abbandonano,senza volerlo.
    L'originalità della poesia di questa intensa autrice,è la sua grazia riservata,il suo garbo autentico,il suo palpabile fare poesia,perchè dentro ha poesia: "le briciole a cantare il senso del pane
    i davanzali aperti ai merli
    foglie mai più strappate a scivolare, aria"..-Tutto ha un ruolo perfetto e dignitoso.Le cose grandi meravigliano in quelle piccole.Come il pane nelle briciole e,le briciole siamo tutti noi.
    Troppo spesso,si parla di poesia,Annamaria la fa e la dona con assoluta modestia ;quella dei migliori.

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  3. Soffia fra questi versi il vento leggero della nostalgia, dei ricordi legati alla propria terra ,alle proprie origini, un legame forte , sempre presente. " non siamo polvere, ma soffi di creta..." "e di favole dette prima del sonno/ ho conservato l' azzurro sul cuscino.." Ne ha conservato tutto l' incanto e il ricordo, insieme a quello delle cose semplici, importanti, come il pane ottenuto dalla fatica e "il vino nel bicchiere/ per i sorrisi che per strada abbiamo perso ". Perchè non mancano "le spine e le ferite" ma "basta un petalo a risvegliare i sogni..." E' anche , la sua, la poesia delle piccole cose, come il caffè del mattino e "una ruga di cuscino sulla faccia/ che piano si spiana", perchè anche di queste cose sono fatti i nostri giorni. Una semplicità che incanta e e rende la poesia di Annamaria vicina al nostro sentire.

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  4. "spinge il sole tra le costole questo aprile" Leggere una poesia di Annamaria Giannini e' una gioia, leggerne sette d'un fiato e' una felice grande finestra che si apre su panorami di sogni, fantasia e vita concreta di una donna con l'evidente dono del saper poetare, e del saperlo fare in modo significativo con versi che rimangono impressi nel ricordo del lettore. Complimenti Annamaria.

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  5. "Stanno chiamando estate
    i fiori, le ferite,
    lo stesso rosso intenso
    di sangue e bacio"

    Non vorrei aggiungere altro, sono questi splendidi versi a tracciare il profilo poetico di Annamaria Giannini, una grande cura nella scelta delle parole, un'essenzialità nella costruzione del verso, ha saputo dare ampio respiro alla sua ispirazione.

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  6. sono incantata da questi commenti, che si aprono sulle mie parole con una comprensione che mi stupisce. Sempre sorpresa quando qualcuno si sofferma a leggermi,il riuscire a comunicare il mio intimo, senza in fondo svelarlo appieno mi commuove, e credetemi è la verità di chi non si sente poeta, ma alla poesia si affaccia con l'umiltà di chi sa di non sapere,ma senza quella conoscenza che insegue non sa vivere bene. Grazie a tutti, e ad Antonino un grazie speciale per dare spazio a chi importante non è e trattarlo come lo fosse, e forse nella sua continua ricerca lo è davvero.

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  7. I poeti ti riportano ad una vita antica, fatta di terra d'acqua e di aria, quasi ad allertarci contro i pericoli nascosti dietro al nulla sfacciatamente esibito dei nostri giorni. Grazie.

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  8. grazie a te Ciro, il primo a esortarmi a scrivere...grazie, Ti voglio bene

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  9. anna è una bella persona che fa belle poesie, e sinceramente è un binomio che ho trovato in pochi. La fantasia e il pane, la dolcezza e la forza, la determinazione e lo smarrimento, potrei continuare solo che anna è molto di piu' di quello che possiamo leggere, che bello, chissa' cosa ci aspetta nelle prossime righe.Grazie.

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  10. Grazie a te, che sei spudoratamente di parte...perchè vuoi che tratto bene Viego ( lllllnga storia fatta di cani, bambini e pupazzi). Bella tu, e anche se può sembrare poco "professionale" questo conversare, è qui che scopro i versi più belli, nella vita vera che ha poco di onirico e contiene vagonate di poesia.

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  11. ma che belle Annamaria!
    Condivido i bei commmenti che mi precedono, quello di Sonia Tri in particolare. Arricchiscono la mia stessa sensazione di una poesia di "grazia" particolare, legata alle cose minute ma grandi nel contenerci e nello stupirci. Ecco è una poesia di stupore, che sa trasmettere con un lessico elegante, semplice ma puntuale e una costruzione del verso chiara, mai banale, anzi molto interessante. Bello davvero. Ringrazio e un caro saluto

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  12. Riprendo da Antonino, cirando Borges : '' E chi legge le mie parole, ora le sta inventando.'' Leggerti è tuffarsi nei mille significati, nelle luci e nelle penombre delle parole;emozioni che acquistano nuove sonorità interiori ad ogni lirica - alcune persino dimenticate, dai sentori antichi, alcune struggenti e stridenti, alcune silenziose e lievi. Grazie, Annamaria.

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  13. Supponiamo che sia giunto il tempo
    di cercare sillabe nuove...
    ma sono già qui le sillabe nuove, nella semplicità del lessico, nello sguardo ricco di stupore delle briciole a cantare il senso del pane, nella generosità dei davanzali aperti ai merli, in quella visione infantile della fiamma del drago, della scopa della strega, nella intatta femminilità richiamata dai - vetri infranti per farli specchi a dirmi di essere bella - (e per questo non ci sono solo gli specchi, lo dice la deliziosa fotografia che invita alle poesie....)
    E' il mondo del cane nel giardino e dei piatti nel lavabo, il mondo della poesia concreta e della vita adesso, nella quale a me piace entrare, il mondo dei cuori che straripano su ogni sasso.

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  14. Entro e trovo commenti di Margherita ( poeta che adoro e che annovero tra i preferiti), di paolo p., di Alba Gnazi,e tutti a percepire insieme a me stupori bimbi per cose che ogni giorno ci troviamo davanti agli occhi, e che grondano per me poesia, tanto che una ragnatela non fatica a sembrarmi una cattedrale.Grazie davvero,e rinnovo qui ancora una volta un grazie a Daniela Casarini, che con pazienza infinita mi ha preso per mano
    e portato dove di casa sta Poesia.

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  15. mi associo al commento di Michela Zanarella! in quei pochi versi c'è Annamaria tutta, per intero. Quello non è in nucleo di una poesia, ma il pesante nucleo della sua anima poetica che riesce a penetrare e ad irrorare il corpo di forti sentimenti. Annamaria è riuscita ad aprire quella porta che collega la sua voce al cielo e ci fa piovere addosso le sue parole cariche di magia. E sono felice che commentatori-poeti di quel calibro ti riconoscono il giusto merito.
    Grazie, grazie davvero!

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  16. Trovo interessanti tutte le poesie. In maniera particolare " Spighe di grano" e le ultime due.Sembra di vedere, dietro una curva, il tempo che passa e un pagliaio luminoso sotto il cielo terso d'aprile. Non sempre l'età ci peggiora.Adriano Pierulivo.

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  17. Oh Adriano, mi era sfuggito il tuo commento...grazie davvero.
    E tu Sebastiano, sai già cosa penso della tua attenzione e quanto mi onora.

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