martedì 31 luglio 2012

Emile Edang - « Io ti prometto un varco » - Quattro poesie





Notizia autobiografica: 

Mi chiamo Emile Edang. Sono nato in Camerun, vivo in Italia dal mese di agosto del 2009. Studio Comunicazione Turistica e dell’Impresa all’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”. Fin da bambino, mi sono sempre sentito poeta nell’anima, ascoltando spesso il grido solitario del vento o contemplando, nei pomeriggi silenziosi, le forme strane disegnate dalle nuvole. Il passo decisivo però si compie una decina d’anni fa, in un particolare momento difficile della mia adolescenza. È stato lì che, sulla mia via di Damasco, sono stato illuminato dalla luce della Poesia e, da quel momento, scrivere per me è diventato come respirare: una necessità. 


Di Emile Edang ci siamo precedentemente occupati (si veda: EMILE EDANG - QUATTROPOESIE  ,  EMILE EDANG - «JE ME VIS DANS CES LIGNES» - QUATTRO POESIE   EMILE EDANG - «ETRE JEUNE ICI» - QUATTRO POESIE ).









1 - Poésie d’Afrique (nostalgie) 


Voix suave de la foret
Souffle dense de ma mère
Enchante-moi de ta paix
Comme le vent de la mer 

Je suis ton fils d’Afrique
Exilé solitaire
Au-delà des tropiques
A travers toute la terre 

J’ai porté comme bagage
Ta sagesse millénaire
Les proverbes et adages
Qu’ont conté nos grands pères 

Le bois mort qui crépite
Dans la nuit de la brousse
Le pilon qui excite
La marmite de couscous 

O voix sèche des savanes
Cris féroces des félins
Dans mon cœur une cabane
Raconte un orphelin 




Poesia d’Africa (nostalgia) 


Dolce voce della foresta
Soffio intenso di mia madre
Incantami della tua pace
Come il vento del mare 

Sono il tuo figlio d’Africa
Esule solitario
Al di là dei tropici
Attraverso la terra intera 

Ho portato come bagaglio
La tua saggezza millenaria
I proverbi e gli adagi
Che i nostri nonni raccontavano 

Il legno morto che crepita
Nella notte della boscaglia
Il pestello che eccita
La pentola del cuscus 

O secca voce delle savane
Gridi feroci dei felini
Nel mio cuore una capanna
Un orfano racconta 




2 - Soupir de la nature 


Sur locéan du temps
Les vagues du souvenir
Déferlent de temps en temps
Pour marquer lavenir 

Quand le vent sétend
Dans laile de loiseau
Le soleil se détend
Sur le miroir des eaux 

La foret du vivant
Parcourant la nature
Comme un troupeau fervent
Qui contemple lazur 

Jai un rythme trépident
Qui en moi danse en chœur
Une allégresse vive dans
La vallée de mon cœur 




Sospiro della natura 


Sull’oceano del tempo
Le ondate del ricordo
Si frangono ogni tanto
Per segnare il futuro 

Quando il vento s’espande
Nell’ala dell’uccello
Il sole si distende
Sullo specchio dell’acque 

La selva del vivente
Percorre la natura
Come fervente mandria
Contemplante l’azzurro 

Io ho un ritmo frenetico
Che danza in me all’unisono
Ho una gioia vivissima
Nella valle del cuore 




3 - Je crève d’amour 


Regard d’aigle
Dis-leur tout
Ces jours qui m’ont vu courbé
Et quand l’ombre errant du vent
Me transportait entre firmaments
Que les années sont passées
Comme une armée déchainée
Emportant comme butin
Enchainé mon destin
Dis-leur que je rêve
Que d’amour je crève
Comme une proie
Dis-leur le silence de mes lèvres
Qui chante le frisson de mon cœur en fièvre 

Cent mille fois dis-leur aigle
Regard fauve du soleil
Toi qui traverse les ères
Et qui n’oublie jamais
Que je suis chaque vague
Chaque flot d’espoir en rage
Dans l’âme mise en cage
Des opprimés de tous les âges 




Muoio d’amore 


Sguardo d’aquila
Di’ loro ogni cosa
Quei giorni che piegato mi vedevano
E quando l’ombra errante del vento
Mi trasportava su nel firmamento
Di’ che gli anni son passati
Come eserciti scatenati
Che han portato con sé come bottino
Incatenato il mio destino
Di’ loro che io sogno
E che d’amore muoio
Come una preda
Di’ loro il silenzio delle mie labbra
Che canta il brivido del mio febbrile cuore 

Centomila volte di’ loro aquila
Oh tu sguardo feroce del sole
Tu che attraversi i secoli
E che non scordi mai
Che io sono ogni ondata
Ogni flutto di speranza esacerbata
Nell’anima ingabbiata
Di tutti gli umiliati di ogni tempo 




4 - La foi, le poème le plus beau 


Je ne te promets pas les dunes
Les étoiles du ciel
Je ne te promets pas la lune
Ni l’arc-en-ciel
Je te promets un pas
Sur ta route existentielle
Une expérience ici-bas
Une lueur, un grain de sel
Un souffle, un cœur qui bat
D’un amour éternel
Je ne t’envoie pas dans les nues
Pour t’abreuver de miel
Je ne te promets pas une nuit
Aux couleurs artificielles
Je te promets ma voix tel un souffle nouveau
Je te promets la voie d’un monde plus beau
Je te promets à la fois la croix et le flambeau
Je te promets la foi comme le poème le plus beau 




La fede, la poesia più bella 


Non ti prometto le dune
Né le stelle del cielo
Non ti prometto la luna
Né l’arcobaleno
Io ti prometto un varco
Lungo la strada della tua esistenza
Un’esperienza quaggiù
Una luce, un grano di sale
Un respiro, un cuore che batte
Di un amore eterno
Non t’invierò tra le nuvole
Per dissetarti di miele
Non ti prometto una notte
D’artificiali colori
Ti prometto la mia voce come un soffio d’aria nuova
Ti prometto la strada verso un mondo più bello
Ti prometto, ad un tempo, e la croce e la fiamma
Ti prometto la fede come la più stupenda poesia 















7 commenti:

  1. Nel caso della Poesia di Emile Edang, ho accennato più volte e genericamente al verso lungo francese, ora mi trovo di fronte a quattro poesie dove l’originale francese è costituito da versi naturalmente tronchi (fatto banalmente evidente in questa lingua) il cui metro varia, con qualche rara anarchia, dal senario al settenario al quadrisillabo, all’alessandrino… e per di più vi troviamo anche le rima, spesso baciata, e a volte mantenuta su tre o quattro versi consecutivi. Questo dà, al di là dei densissimi contenuti di questa Poesia, una misura della necessità interiore e poetica, in Emile Edang, di affidarsi alla musicalità e al ritmo del verso così come un bambino si affida alle sue prime lallazioni. Tuttavia bisogna sottolineare che questo avviene soprattutto nelle poesie che esprimono l’amore, l’appartenenza alla propria terra originaria, la nostalgia legata a un nostos ostacolato, ma non certo impossibile. Nel rivolgersi alla propria terra, alla sua terra-Madre, egli – che è comunque orfano di Lei, perché così si sente – usa un tono da innamorato-amato, e tutto ciò che pertiene alla scelta di sé, come poeta e come essere umano, egli lo promette alla sua amata, mentre lo ripromette a se stesso…

    A. C.

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  2. dolci melodiosi intensi versi d'amore e nostalgia.... G.S.

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  3. Nella capanna di Emile,c'è posto per chi ha bisogno di ascoltare.Di confondersi con le parole ed essere parola.
    Ancora una volta,torno all'importanza delle "parole di carne",quelle che si devono palpare con mano ed accudire
    con lo stesso amore con cui si cura una creatura viva.Non basta saper scrivere,bisogna saper dare vita alle parole,
    ed Emile lo fa in modo spontaneo,permettendo alla sua poesia di vivere,al suo amore di vibrare,alla sua solitudine di respirare.
    "Ti prometto la mia voce come un soffio d’aria nuova
    Ti prometto la strada verso un mondo più bello
    Ti prometto, ad un tempo, e la croce e la fiamma
    Ti prometto la fede come la più stupenda poesia " Emile promette tutto quello che dovrebbe promettere un poeta,un uomo.
    Pone ognuno nella pienezza della propria esistenza ed attende in un territorio che partendo dalla sua Africa,non ha confini,ne pensieri diversi da quelli di ogni uomo libero.

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  4. Lascio un commento "sentimentale": stupore e gioia, forte coinvolgimento ogni volta che leggo qualcosa di Emile, che e' poi quello che vorrei provare sempre di fronte all'arte.

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  5. Superbes poemes! J'y retrouve tout le " rythme trépident Qui en moi danse en chœur, Une allégresse vive" et une légèreté qui '"Enchante de ta paix Comme le vent de la mer ..." Superbe le choix des mots qui arrivent droites au coeur : Aucun couleur artificiel ....

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  6. E' sempre forte nella poesia di Emile il richiamo della sua terra, il suo sentirsi figlio d' Africa; egli si sente profondamente partecipe di quella lussureggiante natura : " La selva del vivente / percorre la natura..../ Io ho un ritmo frenetico / che danza in me all' unisono." Commovente è il suo bisogno d' amore ,che sembra protendersi verso tutta l' umanità; il poeta lo sente come un' onda nella quale confluiscono i sentimenti di speranza "di tutti gli umiliati della terra." E' sempre un piacere leggere i versi di questo poeta , così dotato di particolare, profonda sensibilità.

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  7. la sento voce d'Africa questa poesia, un pò magica, un pò crudele, madre e matrigna ma sempre poesia fatta d'elementi e d'amore. Ottima scrittura e ottima traduzione!

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