giovedì 7 giugno 2012

SONIA TRI - «GUARDA LE MIE PAROLE...» - DIECI POESIE INEDITE








Notizia autobiografica:  

Sono nata nel 1969 a Pordenone. Qui si è svolta e si svolge tutta la mia vita. Di particolare importanza per la mia crescita emotiva, gli anni della malattia, che cambiano il corso delle cose e lasciano un nuovo desiderio di comunicazione. Ciò porta alla collaborazione con riviste per l’infanzia e ad un nuovo modo d’intendere e scrivere la poesia. Nel tempo libero mi diletto anche in piccoli lavori di prosa, grazie ai quali si crea un primo contatto con il pubblico. 








Di questa Autrice ci siamo già in precedenza occupati ( si veda: SONIA TRI - OTTO POESIE INEDITE  e  SONIA TRI - «SE IL SOLE SCIOGLIESSE...» - ANCORA OTTO POESIE INEDITE )









Guarda le mie parole.
Ti stanno di fronte,
non nascondono nulla.
Anch’io temo la notte.
Un tempo
dormivo con la luce accesa
per scongiurare la morte
e riempire il silenzio
di folla benevola.
Osserva ciò che dico
nello specchio
dove il tuo viso si rade.
Percettibili borse,
sotto agli occhi,
si riempiono
di tutto quello che ci serve
per continuare
il nostro cammino assieme.
Per piangere di ricordi
che cavalcano gli anni.
Durasse tutto un millennio
o un giorno solo ancora,
non si prosciugherebbe 
il nostro mare.







Non distogliere l’alba
dal suo sguardo
alle cose.
Le vede tutte
per la prima volta
e si stupisce
di come la notte
abbia lasciato
ogni seme
alla sua terra.







Lezioni d’inverno


Penso a come mi
racconti l’eternità.
Tante volte,
con le labbra
bagnate di vino
 e lacrime.
Porte
di castelli in aria,
spalancate
per fare entrare Dio,
che non ci degna.
Ma da lontano
la sua voce irrompe
Anche se Natale è passato
ed è inverno tra le stelle.
Come sulla neve fresca della valle,
sulle ossa spoglie
di questi alberi immensi
che ci chiamano
senza voce.







Paris 1993 (I)



Di notte,
tornavano a Montmartre.
Ti ricordi
l’odore del pittore
che mi fece il ritratto?
Di muffa e tempere,
come i suoi quadri.
Ci disse che Parigi
di notte,
perde la memoria.
Il tempo si ferma
come su una tela.
Un ricordo,
prima ancora
di ricordare.







Paris 1993 (II)


La Senna scorre
sotto i ponti
di Parigi.
Non conta più
i giorni.
Sembra la vecchia
della metropolitana.
Infagottata nella sua vita
di lana sporca,
a cui abbiamo offerto
la baguette,
questa mattina.
Ci ha benedetti,
ma era senza denti.







Ho visto un mare calmo
leccato da un cane.
L’ho visto
dentro le scarpe
di un bambino.
Senza coralli,
l’ho guardato luccicare
e l’ho sentito respirare
come dentro una conchiglia
donata.
Poi,ferma alla sua riva
ho scoperto una pozzanghera
coraggiosa.







Ho osato passi nudi
nella stanza dei ricordi.
Ho staccato quadri dalle pareti
per portare via con me
paesaggi che non vedrei più.
Ed ho spalancato le finestre
perchè entrasse aria,
qualcuno guardava dentro.
Quando l’ho salutato
ha pianto.







Penserai di me,
che c’è stato un tempo
migliore.
Un’estate di gelsi
e sassi bianchi
vicino all’acqua dei laghi.
Penserai di me
che il cielo
si stacca dal muro
e gli uccelli non sanno
dove volare.
Che piango di notte,
quando nessuno
mi vede
e la notte non 
ci fa caso
perchè è sola
da sempre.
Che tutto ha un senso
comunque
e vive e ama.
Questo voglio
tu pensi di me







Lasciami fondere
con il colore omogeneo
di quest’ora del giorno.
Vorrei capire
la sensazione muta
d’acqua
che non conferma
le verità dei colori.
Così il verde si scioglie
e si scioglie l’azzurro.
Ricordo Monet
che tentava
d’immortalare
la metamorfosi
cromatica
delle ore.
E noi,
ad ammirare
la sua opera,
ne facciamo parte
in ogni attimo.







La notte non parla.
Guarda,ascolta e tace
sempre.
Incontra poeti,
uomini delusi
ma anche amanti
e spettatori di stelle
che non sanno
cos’altro fare.
Ricorda tutto
come fosse 
la prima volta
di ogni cosa
e beve
vino e pensieri,
contando
i rintocchi
di vecchi campanili
per non perdere
l’abitudine
delle ore.










4 commenti:

  1. Poesia coinvolgente e coinvolta, quella di Sonia Tri; Ma si possono aggiungere innumerevoli e lusinghieri aggettivi per definirne la bellezza, la profondità, la limpidezza, la gioia, la tristezza. Ma sempre la fiducia, malgrado e contro tutto. La fede nelle risorse dello spirito come la fede nelle proprie umili forze...
    E se la possibilità che io mi commuova davanti a una poesia è per me un dato di fatto, è ormai un dato di fatto che questo mi accada assai spesso - e improvvisamente - davanti ai versi di Sonia...

    Antonino

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  2. La fede nelle risorse dello spirito come la fede nelle proprie umili forze...


    Il segreto, forse, sta tutto qui. Brava Sonia

    Federica Galetto

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  3. Il Poeta traccia traiettorie che spesso si srotolano come gomitoli di pensiero, cerca, nelle scelte lessicali, nella versificazione, nell'omissione o nell'eccesso, di colorare il ritmo che sempre - sempre - sente pulsare dentro. E' questa la Poetica, la cifra che quantifica e qualifica pensiero e modalità d'espressione, le istruzioni per l'uso - ma occorrono davvero? -, la Musica sottesa a tutte le composizioni e che dice, di ogni poeta: io sono Sua. E' quanto trovo qui - e che ho trovato anche al primo incontro con l'opera di Sonia Tri - : liriche intense, suggestive, dai toni chiaroscurali; liriche come dichiarazioni pensose d'intenti,che scoperchiano sensazioni sul filo della memoria e che accompagnano e suscitano - o re-suscitano - il risveglio di identità e percorsi passati. Liriche decise e decisive; zone di luce tinteggiate come, appunto, un quadro di Monet e poi inquietudini, ipotesi, ricerche e ritorni. Liriche che 'hanno' e che 'sanno' : e che, ora faccio anche un po' mie. Grazie. A.

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  4. Mi piace la semplicità, la limpidezza delle espressioni , incisive , a scolpire pensieri ricordi sentimenti. Davvero brava Sonia.
    "Guarda le mie parole" - Un amore capace di attraversare gli anni , visto attraverso uno specchio, fra le rughe del volto e la quotidianità dei gesti.
    "Lezioni d' inverno" - Un Fede difficile da fare entrare nel cuore, quando qualcuno ce ne parla "con le labbra bagnate di vino e lacrime" , per un Dio "che non ci degna". Più facile ascoltare la sua voce che "irrompe...nel silenzio delle stelle e delle valli innevate..."
    "Ho osato passi nudi" - Una partenza e i ricordi staccati dalle pareti per portarli via con sè. Ma qualcosa si lascia: il cuore. E' lì, affacciato alla finestra..."Quando l' ho salutato, ha pianto"

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