martedì 19 giugno 2012

SEBASTIANO A. PATANE' LEGGE "DOLORE" DI FEDERICA GALETTO




Federica Galetto nasce a Torino. Poetessa, scrittrice, traduttrice, appassionata di lingua e letteratura inglese e americana, scrive sul blog letterario “La stanza di Nightingale” http://lastanzadinightingale.blogspot.it/ sul quale pubblica testi poetici di autori italiani e stranieri che traduce personalmente. Nel luglio 2010 pubblica per i tipi di Lietocolle Editore la sua prima raccolta poetica “Scorrono le cose controvento” e nel  2011 la sua prima raccolta di Poesie in lingua inglese “Ode from a nightingale”, Masque Publishing, l’e-book “Silent is the House” (bilingue, Inglese-Italiano), Errant Editions 2011. Sue poesie, racconti e traduzioni sono stati  pubblicati su diverse riviste e blog letterari, antologie edite da Perrone Editore, Mondadori, Lietocolle, L’Arca Felice, fra le altre. Vincitrice del Premio “La vita in Prosa” edizione 2011 e Verba Agrestia 2011. È Direttrice della collana “Collages” della Errant Editions Small digital Publisher. Vive e lavora in Piemonte, in un piccolo villaggio del Monferrato. “Stanze del nord” è la sua seconda raccolta poetica edita da Onirica Edizioni, 2012. 





Di Federica Galetto ci siamo già in precedenza occupati ( si veda:  FEDERICA GALETTO - TRE POESIE ). 



Sebastiano A. Patanè, nasce a Catania nel 1953 sotto l’acquario di febbraio. Fin da giovanissimo coltiva la passione delle lettere che comincerà a sviluppare con impegno negli anni ’80 quando fonda il centro culturale e d’arte “Nuova Arcadia”, salotto di poesia e sede di numerosi reading. Presente in diverse riviste ed antologie nazionali ed internazionali del periodo, alla fine degli anni ’80, primi ’90, dopo la separazione dalla moglie, abbandona la scrittura e comincia a viaggiare per il mondo. Quindici anni dopo, nel 2008, riprende a scrivere con l’intenzione di non smettere più. 


Sue poesie sono rintracciabili su diversi autorevoli blog tra cui Poetarum SilvaLa stanza di NightingaleLarosainpiùIl giardino dei poeti e Neobar. Nel 2010 la Clepsydra Edizioni di Anila Resuli ha pubblicato “Poesie dell’assenza” in E-book. 












Dolore





Dolore,
o mio dolore
non rimanere invano
ritraendoti
rauco
il midollo in testa
la pelle sottile in controluce
ché giacevi
come gatto bulimico
sopraffino detentore
d’erba medica
ghiotta inaffidabile bestia
accucciata senza respiro
o movenza attratta
dall’esile incandescenza spirata
dai molli giunti
sopra le sedie lasciando tracce
della bava e del vento rotto
perché sapendo
urtare quei rami sul selciato
caduti e atterriti d’ansia
divoravi
lettere e parole
merce contraffatta e lacrime
come se mai avessi visto prima
come se mai avessi vissuto
Tu dolore sgrana
dalle orbite insulse di occhi
quel candore esausto e prendi
prendi(mi) dentro le braccia più strette
a gonfiare di perle ai minimi
termini                    (fausses, fausses , sont les perles)
D’illeso convoglio partire
per difender le notti
stese ad asciugare
nei limbi tortuosi del fardello che trascino
Allora dolore, vieni
a spezzare
le inconsistenti armi che sono
i pensieri
triboli rei d’esistere
per me maniaca del vero
in questa notte
come un tormento sfilato ai sogni
(dal cui unico lato s’esce senza tornare)
per dire che siamo tanti
aggrappati
fuori dai finestrini
stracciati dalla furia di te
istrionico  
bugiardo
evirato
mo-los-so
mo
loss(o)
MOLOSSO















4 commenti:

  1. Il dolore, la cognizione del dolore, la rappresentazione del dolore attraverso le sue innumerevoli maschere, attraverso i quotidiani mostri da esso generati... E' ancora Sebastiano A. Patanè che, a suo rischio e pericolo, si confronta in veste di lettore con un testo assai complesso e appunto "pericoloso" (ma dagli esiti intensissimi e davvero elevati) di Federica Galetto. In questo video, dove l'immagine che campeggia ha lo stesso titolo della poesia di Federica, dove la voce di Sebastiano riesce a SEMPRE a padroneggiarsi, malgrado l'intensità e la drammatica forza del testo stesso, malgrado i possibili smarrimenti emotivi suggeriti del corredo musicale. Il risultato è, per me, assai rilevante e prezioso. Ma ascoltate (e leggete)... Perché, ancora una volta, "così è, se vi pare".

    Antonino Caponnetto

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    1. Grande Antonino...grazie davvero!!!

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  2. Non posso che ringraziare ancora e di cuore per l'ospitalità che Antonino Caponnetto ha voluto concedere nel suo spazio alla mia Poesia. Ovviamente, un ringraziamento va anche a Sebastiano che come sempre ha saputo interpretare egregiamente i miei versi, immergendosi totalmente nel testo, sfoderando le sue notevoli e preziose capacità recitative e di "poeta che legge il poeta" a livelli davvero di grande impatto. Un caro saluto

    Federica Galetto

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  3. Una poesia dalle immagini molto complesse che parlano di un dolore di cui chi scrive si vuole liberare, consapevole della sua inutilità, quasi fosse finto, voluto, perpetuato nel pensiero. Spezzare allora i pensieri dolorosi per difendere la notte e affondare, senza ferite dolenti nel sogno, partendo in "illeso convoglio ". Alla fine sembra quasi essere di conforto il pensiero che il dolore è un male comune da cui nessuno sfugge. Non sono certa di ave ben decodificato immagini e metafore, diciamo che ci ho provato...:-))

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