sabato 2 giugno 2012

GUILLAUME APOLLINAIRE : L'AMOUR, LE JEU, LA MORT - Cinq poèmes dans la traduction en italien








La muse inspirant le poète, 1909, Henri Rousseau dit Le Douanier (Portrait de Marie Laurencin et de Guillaume Apollinaire)



Guillaume Apollinaire, nom de plume di Wilhelm Albert Włodzimierz Apollinaris de Wąż-Kostrowicky (Roma, 1880 – Parigi, 1918), poeta, scrittore, critico d’arte, drammaturgo francese. Figlio naturale di un ufficiale svizzero, Francesco Flugi d’Aspermont, che non lo riconobbe mai, e di una nobildonna polacca, Angelica de Wąż-Kostrowicky, Apollinaire si trasferì in Francia giovanissimo. Ebbe un’adolescenza instabile e disordinata, trascorsa tra vaste letture e numerosi viaggi, ma con studi non regolari. Conobbe e frequentò artisti d’avanguardia a Parigi, tra i quali Giuseppe Ungaretti, Max Jacob, Pablo Picasso. Partecipò alle discussioni sul cubismo in gestazione e, nel 1913, scrisse un saggio su questa scuola artistica. Allo scoppio della prima guerra mondiale, sceglie di arruolarsi come volontario, definendo la guerra “un grand spectacle”, ma nel 1916, ferito a una tempia, fu costretto a subire un difficile intervento chirurgico. L’interesse per il moderno lo portò a sostenere anche il futurismo di Filippo Tommaso Marinetti e la pittura metafisica di Giorgio De Chirico. Dato il suo carattere estroso ed irrequieto fu sospettato di essere l’autore del furto del dipinto della Gioconda avvenuto il 20 agosto del 1911 al Museo del Louvre; in seguito a tali sospetti (di cui fu oggetto anche Pablo Picasso), fu arrestato ed incarcerato, salvo poi risultare del tutto estraneo ai fatti ed in seguito rilasciato. Il 1910 inaugurò la vita letteraria del trentenne Guillaume con i sedici racconti fantastici intitolati L’eresiarca & C., mentre nel 1911 pubblicò le poesie del Bestiario o corteggio di Orfeo e nel 1913 Alcools, raccolta delle migliori poesie composte fra il 1898 e il 1912. Quest’opera rinnovò profondamente la letteratura francese, ed è oggi considerata il capolavoro di Apollinaire insieme con Calligrammes (1918). Questi ultimi sono dei veri e propri componimenti scritti in modo da formare un disegno che rappresenta il soggetto della poesia stessa. Per quanto riguarda la prosa, ricordiamo Il poeta assassinato (1916), raccolta di novelle e racconti che si articolano tra l’epico e l’autobiografico, ispirati alle esperienze sul fronte francese della Grande Guerra, dove combatté col grado di sottotenente e, come abbiamo detto, venne ferito; il dramma Les mammelles de Thyrésia (rappresentato nel 1917), nell’introduzione del quale per la prima volta compare la definizione di dramma surrealista. Morì di “spagnola” il 9 novembre 1918, nel suo attico parigino. La sua morte venne scoperta dall’amico Giuseppe Ungaretti. Fu sepolto nel cimitero di Père Lachaise, a Parigi. 




AVVERTENZA: i cinque testi poetici, che qui presentiamo nella sola traduzione in italiano, sono tratti dal libro: Guillaume Apollinaire, POESIE, traduzione di Giorgio Caproni, introduzione e note di Enrico Guaraldo, testo francese a fronte, BUR POESIA, Milano, 2001. 




         Di questo Autore ci siamo già in precedenza occupati ( si veda: APOLLINAIRE - LE PONT MIRABEAU )













da: 
ALCOOLS



                                                                                                                                                              



da: 
ALCOOLS



        
                                                                                                                                                       



da: 
CALLIGRAMMES









da: 
CALLIGRAMMES








da: 
LE GUETTEUR MÉLANCOLIQUE

















3 commenti:

  1. Fernande Olivier, che fu compagna di Pablo Picasso, si lamentava spesso di Apollinaire, per la cattiva abitudine di comparire all'ora dei pasti senza essere stato invitato. Ma per la sua gentilezza, il suo spirito e fascino gli si perdonava questa mancanza di tatto! «Affascinante, colto, artista, e gran poeta.., di una sensibilità non direi raffinata ma fresca, infantile, aveva un grande fascino. Paradossale, teatrale, enfatico, semplice e ingenuo a un tempo», scrisse di lui la Olivier.
    Su Apollinaire così si espresse Jean Metzinger: «La sua conversazione era un incanto. Le sue frasi più quotidiane testimoniavano delle doti che erano l'essenza stessa della poesia e di cui gli imitatori in seguito fecero un sistema».
    Tutto questo contrastava abbastanza con il suo aspetto disordinato, i suoi vecchi abiti dalle tasche sformate dai manoscritti, la poca pulizia, la golosità eccessiva e una buona dose di avarizia. Fu Picasso a fargli incontrare la pittrice e scultrice Marie Laurencin, una ragazza magra e ossuta, dall'espressione vivace e spiritosa, conosciuta quando lei lavorava con Braque all'Accademia Humbert, e a cui Apollinaire dedicherà alcune assai importanti poesie.

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  2. La parola d'ordine di Apollinaire,è:disordine.Quello spontaneo del suo vivere,quello ricorrente delle immagini che crea con le sue parole.C'è di fondo,un movimento perpetuo e familiare dell'esistenza se non espressa come "guerra",sempre come "lotta"insistente,viva.
    La stessa che si avverte da un corno da caccia o dal fragore di una granata.Apollinaire mescola ordinatamente,ciò che disordinatamente,vive.

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  3. Una vita breve , ma intensa. In queste poesie posso chiaramente riconoscere una fantasia fervida e un carattere sanguigno. Non manca una nota tragica nella poesia "Esercizio" , ricordo di guerra. "...Parlavamo di ieri, non di avvenire/ E così si prolungava l' ascesi/ che li esercitava a morire.

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