sabato 30 giugno 2012

ANNAMARIA GIANNINI - «DA SPINA IN VERBO» - SETTE POESIE INEDITE






Notizia autobiografica: 

A proposito di me, la domanda più difficile cui rispondere è: di dove sono? Vivo a Roma da quasi due anni, sono nata per caso a La Spezia, cresciuta fino a sei anni nella splendida La Maddalena, in Sardegna, poi a Cattolica e Rimini fino al mio quarantacinquesimo anno. Amo dire che le donne di casa mia sono tutte sarde, gli uomini tutti marinai. Mio padre mi ha insegnato l’amore per il mare e le parole, da mamma ho preso la forza delle rocce. Spero di aver trasmesso tutto questo a mia figlia. Scrivo perché non so vivere senza farlo. Forse sono un po’ folle e amo scrivere palindromi (anche poesie lunghissime). Il mio motto è anche il palindromo più bello che abbia mai scritto: E LÌ, VERO, CATONE DISSE MOTTO: SOPPORTARE L’ERA TROPPO SOTTOMESSI DENOTA CORE VILE. 
Ho pubblicato di recente un racconto su una ragazza partigiana “La collina di Adele” sull’antologia “Il cuore delle donne” edito da Rosa Anna Pironti e sono stata ospitata con le mie poesie palindrome da Stefano Bartezzaghi su “Lessico e Nuvole” - La Repubblica. Ho incontrato da poco una poetessa speciale che mi ha preso per mano (me e il mio scrivere). Un grande onore è stato vedere una ninna nanna pubblicata da CarteSensibili, “La ninna del vento” in occasione della giornata mondiale della poesia 2012, dove l’incipit richiesto era, appunto, il vento. Le mie parole accostate a quelle di poeti che amo leggere. 


Di Annamaria Giannini ci siamo già occupati (si veda:  ANNAMARIA GIANNINI - «INFINE, TU» - SETTE POESIE INEDITE ).






Da spina in verbo 

 
Il confondersi di un ramo sciolto in gemma 
narra d’ogni virgola il ricamo a rosso acceso 

Poeta è chi riesce a rispondere sul foglio 
ai morsi della vita -dente a dente- 
a fil di spada il segno si ripassa 
marchiato a fuoco sulla pelle 
l’eco di un fiore sbucciato dal dolore 

La mano asciuga una lacrima d’addio 
- il verso ha ali grandi e non rimane- 
l’occhio vede attraverso la sua coltre 
e l’oltre appare appannandosi di fiato 






P_assaggio 

 
Di verde mi sorprendi 
come s’intreccia al seno respirando
 il campo quando primavera lascia 
e rimangono da definire solo i contorni 

la luna una perla esagerata 
strappa salamelecchi ai gatti 
e muso all’erba il cane cerca i grilli 
si chiude il cerchio, dentro sono io 

ritirarsi, i muri salutano lo sguardo 
l’eco di due parole sconosciute 
a rimbalzare i cuscini sprimacciati 
nel gioco antico della poesia di notte 
che fugge all’alba e non la trovi più 






Di pioppi e di respiri 

 
dona il fianco alla radice 
resta per le prossime foglie 
senza croci al seno nutri il legno 
basta una pioggia buona a consolarlo 

così i passi si fermano eppure andando 
rimangono le orme a lato. non calpestarle
il ramo scioglie un colore e lo fa gemma

ancora la radice 
vicino al burrone scende e fa sua la roccia 
senza cadere, alla distanza esatta per respirare il mare 

noi siamo tutto. non solo un albero 
che nella terra si confondono i respiri 
sai che l’organismo più immenso è un bosco di pioppi?






Al greto (grata) 

 
Voglio ascoltare il riverbero del fiume 
quando un crepuscolo ti offre la cornice 
e tutte le talee sono fuggite 

si dilata lo spazio nella solitudine
ritrovando posto per gli oggetti 
accantonati nel donare gli angoli 

fili d’aquiloni le catene al ventre
se la grazia nell’incedere rimane
 la libertà lasciata torna indietro 
nel possedere nulla tutto è tuo 

le mani ansimano sulla creta al greto 
inventando memorie in coda al vento 
il sangue versato si sposta sui papaveri 
che la morte è una sola e la vita tante 

di un filo d’erba mi ruba l’incanto 
negli anni saggi delle cose piccole 
sussurrami di carne consapevole 
senza gridare il sangue 

ho sorsi di bellezza figli da sempre amati 
senza sapere






La spesa degli anni 

 
Ho sostato a ogni bosco di querce 
ho cercato nei quattro cantoni 

sono ancora qui tutti gli anni spesi 
nel sottoscala con chiavistelli aperti 
dove ogni tanto frugo per salutare i morti 
riannodando il profumo ad ogni fiore 

è un soliloquio che mi porta al tetto 
a controllare i ritorni alla grondaia 
se sento respirare un nido nuovo 
ritrovo un senso alle briciole del pane 

di creta il cielo giostra tutto intorno
i biglietti alla prima nuvola signori 
la memoria si consola ad ogni giro 
prendete posto sui cavalli vuoti 


ancora ho tanti dubbi sotto le unghie 
però ho imparato a scegliermi le sottovesti 
senza trasparenze alle ferite 






Mare e... 

 
è buffo, riesci a tornare senza disegnare assenze 
come se in te fossero racchiuse tutte le stagioni 
il bianco rubato alla neve e una rosa 
interrompe l’edera per deliziare il muro 

un mare che unisce i gesti alle parole 
sa di scoglio che si frantuma all’onda 
stanco di pietra prova a volare 

il mondo è grande e il tempo non è tanto 
sbrighiamoci, cambia la luna stanotte 
e noi siamo maree 






Fino a dove 

 
guardami, nei baci delle fragole 
quando s’allunga l’ombra al prato 
e i coltelli sembrano soldati 

l’abitudine della tovaglia bianca 
tre fette di pane nel cestino 
la mezza che rimane a fine cena 

siamo parole della stessa storia 
pudore nel sillabarci come fiabe
da raccontare a un bimbo quando è sera
















8 commenti:

  1. Annamaria Giannini ancora una volta (mi) sorprende con una dichiarazione di poetica "sui generis", col primissimo testo di questo post: ecco, se lo guardiamo bene, già a partire dal titolo "Da spina in verbo", ci appare subito davvero importante, perché ci rivela il cosiddetto credo poetico dell'Autrice. Notiamo che i primi due versi sono in corsivo (carattere di cui in questi commenti non disponiamo): "Il confondersi di un ramo sciolto in gemma / narra d’ogni virgola il ricamo a rosso acceso // Poeta è chi riesce a rispondere sul foglio / ai morsi della vita -dente a dente- / a fil di spada il segno si ripassa / marchiato a fuoco sulla pelle / l’eco di un fiore sbucciato dal dolore // La mano asciuga una lacrima d’addio / - il verso ha ali grandi e non rimane- / l’occhio vede attraverso la sua coltre / e l’oltre appare appannandosi di fiato". Direi che la chiarezza espressiva, come la chiarità e la forza, spesso davvero potente, delle immagini costituiscono una delle grandi costanti per questa Poesia con la maiuscola. A me questo testo rievoca la potenza, la forza, la bellezza di certe poesie di Antonio Machado. Ma non cercherò di dirvene i motivi. Ricorderò qui solo che Machado era un poeta dell'impegno e della lotta, ma anche della riflessione profonda e della sofferenza condivisa, dell'amore per il proprio Paese, della grande sottilissima ironia e dell'esilio finale. Se mi permetto di farlo "somigliare" un po' - e molto più che un tantino - ad Annamaria, è perché in questa Poet(ess)a e nella sua Poesia ritrovo "modus sui" tutti quanti gli elementi che mi fanno ammirare e amare profondamente tutto ciò che la Poesia è, e non soltanto quella machadiana...

    A. C.

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  2. Grazie mille per questo commento che mi ha commosso, come il paragone con un Poeta che amo moltissimo. Tanta la strada che ancora devo fare, ti risponderò con versi suoi:

    Hace algún tiempo en ese lugar
    donde hoy los bosques se visten de espinos
    se oyó la voz de un poeta gritar
    "Caminante no hay camino,
    se hace camino al andar..."

    Qualche tempo fa in questo luogo
    dove oggi i boschi si vestono di spine
    si sentì la voce di un poeta gridare
    "Viandante non c'è cammino
    la via si fa con l'andare..."

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  3. ecco, quando intendo leggere poesia, questa è la poesia che amo leggere.
    Poeta, Annamaria, che scopro solo ora e mi pare conoscere da sempre.
    Grazie ad Antonino.

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  4. molto lievi ma intense allo stesso tempo le poesie...la citazione nel commento mi pare sia il cantante catalano Serrat, un testo dedicato a Machado...molto bello :-)

    grazie

    a presto


    Antonio Bux

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  5. Sono una lettrice affamata di Poesia. Qui... tante e genuine, le cose che ho 'visto'e 'assaporato'. La purezza del linguaggio, asciutto, essenziale, veicolo di nostalgie, passioni, riflessioni e sentimenti fuori dal tempo. La cadenza metrica, le strofe poderose e brevi, a recare d'immediato il messaggio: e con una ricchezza stilistica frutto di 'lima' e amore - allitterazioni, assonanze, sinestesie ... Niente lasciato al caso, nell'assoluta libertà dell'estro. Poesia, per l'appunto: finalmente e splendidamente Poesia. Grazie ad Antonino - ancora una volta - e alla Poetessa.

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  6. quando si pensa e si sente, con il cuore fresco e genuino, le parole colano latte bianco e petali di rose....
    Alessia D'Errigo

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  7. Verissimo! I versi da me citati sono di Serrat in "Cantares", dedicata a Machado, che viene così bene rappresentato in queste parole che nella mia testolina gli avevo probabilmente affibbiato questi versi, mandati a memoria in passato nel tentativo di imparare lo spagnolo. Niente come la musica e la poesia per avvicinarsi a una lingua, a parte andare a vivere sul posto.
    A Alessia, Alba, Confessogoliae..a tutti voglio far sapere che è un onore per me essere qui e letta da voi.

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