venerdì 25 maggio 2012

PATRIZIA PAGNONCELLI - «UN MONDO VERO...» - ANCORA SEI POESIE




Paris - La Seine au coucher du soleil


San Pietro al tramonto da Ponte Umberto I





Patrizia Pagnoncelli nasce il 25 Aprile del 1946 in una famiglia dalle due nazionalità: padre romano e madre parigina. Una vita segnata dalle due anime e dalle due patrie: in fondo anche la Francia, la sente come sua. Studi regolari: liceo scientifico e poi la facoltà di lingue e, nel periodo universitario, critica letteraria, giornalismo. Purtroppo la tesi sperimentale affidatale dal docente l’allontana dall’Italia per un lungo periodo e così il giornalismo esce dalla sua vita. Poi, l’insegnamento. Una bellissima esperienza: immergersi nella realtà dei ragazzi credendo fermamente che l’interscambio culturale serva a tutti per crescere ed essere sempre informati sull’evolversi del mondo. 
Infine la decisione di lasciare la scuola e di ritirarsi in campagna, in un bellissimo posto puro e selvaggio, che spesso è l’ispiratore dei testi che scrive, poiché adora la natura in tutti i suoi aspetti, conoscendone a fondo le regole e le meraviglie. Patrizia Pagnoncelli resta sempre una persona leale, anche se purtroppo oggi la lealtà non paga. Le sue poesie parlano di questo: delle trasformazioni percepite nella società, della necessità di difendere e salvaguardare la “comunanza”, e dell’imprevedibilità della natura. È arrivata tardi alla pubblicazione, e la decisione  è venuta nel momento in cui la propria voce doveva essere ascoltata, anche se è ardua la strada intrapresa, perché la poesia è così difficile da divulgare, ma certo proprio questa è una sfida che ha ritenuto interessante. Dover affrontare ogni cosa nello spirito della gara, è stato un atteggiamento costante nella sua vita di ex sportiva. La poesia per lei è essenzialmente comunicazione, quindi il piacere massimo è far leggere le sue parole. 
Patrizia ha pubblicato tre raccolte di poesie: - CHIARO E SCURO, Ed. Studio 64; - CALEIDOSCOPIO, Ed. Albatros Il Filo – collana Le Cose – Nuove Voci; - AL DI LÀ DEL VETRO, Ed. Albatros – collana Le Cose – Nuove voci. 


Di questa Autrice, sul nostro blog, ci siamo precedentemente occupati ( si veda: PATRIZIA PAGNONCELLI - SEI POESIE ). 











Antitesi bizzarra
Al di là del vetro:
grigio il cielo
di nuvole a strati
come se dietro
l’inverno soffiasse
i suoi freddi aliti
laddove
a valle
pennellate vivaci
rivestono alberi
che rinnovano
decisi se stessi.
Fosse possibile
All’uomo spento
Dall’oggi malsano
Vivere un momento
Di pari ottimismo
E
Rivestire di domani
Il suo io a piene mani. 

                   (già apparsa sulla rivista PAGINE)

 




ARCOBALENI




Creazione immaginifica
Solcano irripetibili
L’aere verso il monte.
Iridi concentriche
Selezionano le molecole
Umide e piene.
Prismi immediati
Svelano esatti
I segreti
Dell’astro vitale.
Arcobaleni
Racchiudono
In un settore caleidoscopico
La bufera scemante.
La costringono
Volitivi ed impietosi
Lontano dal monte.
Il sorriso disegnato
S’apre al cinguettìo
Della vita nuova. 

                   (da AL DI LÀ DEL VETRO)


 




Dimenticare il dolore
Che attanaglia l’anima
E ritrovare il sentore
Della vita di prima
Nel profondo oggi
Ammantato di ieri.

Ascoltare il ricordo
Come armonico andare
Verso l’orizzonte
In attesa.

Riaccendere
La lampada guida
Che è spenta
Consumata
Come candela antica.

E ritrovare
La sua luce vivida
Riprendere per mano
La serenità perduta
E con essa camminare
Lungo il sentiero segnato. 

                   (da CALEIDOSCOPIO)

 




Il castello antico
Si erge
Oltre il ponte levatoio
Alzato
Per porre limite all’orizzonte
L’altro da me
Osserva
Interessato
L’andirivieni dei pensieri
Liberi e volteggianti
In un valzer
Senza tempo
E dal ritmo marcato. 

                   (da CHIARO E SCURO)

 




Le voci vanno e vengono
Portate dal vento leggero
Della sera estiva.
Raccontano…espongono
Un mondo vero
Di vite piccine
Nel tramonto cangiante.
Concertano concrete
Rivelano arcani
A noi lontani. 

                   (da CALEIDOSCOPIO)

 




ZAGARE




Inebriante
Il profumo delle zagare
Sa di seducenti
Promesse
Snervante
La sua intensità
Che imprigiona
La mente
In un calesse
Magico
Ma veloce
Come il vento. 

                   (da CHIARO E SCURO)

 









3 commenti:

  1. Ho letto per la terza volta la nota critica riportata alla quarta di copertina del piccolo libro “Al di là del vetro” di Patrizia Pagnoncelli e credo proprio di essermi, alla fine, sentito offeso e adirato. Offeso nelle mie convinzioni più profonde riguardanti la Poesia, e offeso rispetto al valore che dò al farsi della Poesia attraverso i versi di Patrizia.
    Per me la Poesia, quella vera, è un lungo viaggio interiore, un’avventura del cuore e dello spirito, è una sfida che l’intelletto lancia a se stesso per superare i mille ostacoli che costantemente gli si pongono di fronte. È anche un’avventura e una scommessa contro i limiti del linguaggio e contro l’inesprimibile, una lotta asperrima per dire l’indicibile. La Poesia, quella vera, è il coraggio che un essere umano, il Poeta, riesce a contrapporre alle infinite paure possibili, quelle che concorrono a formare la più grande e terribile di esse: la paura di vivere o l’istinto di morte. Questo io so, anche quando dimentico. Perciò nessun critico, per quanto paludato, venga a dirmi dell’immobilità del Poeta, quello vero, del suo osservare senza rischiare nulla, del suo restarsene “Al di là del vetro” a osservare eventuali realtà a lui distanti. Io credo, come ho già detto, che le cose, per il vero Poeta, non stiano così, come non stanno così per Patrizia Pagnoncelli, della cui sensibilità, della cui forza poetica ho esplicitamente già detto in un’altra occasione, del cui coraggio ho già implicitamente parlato.

    Antonino Caponnetto

    RispondiElimina
  2. Le voci per il poeta, non hanno direzioni o provenienza distinta.Esistono oltre le distanze e sono l'unica moneta di scambio con l'esistenza intera. "Un mondo vero di vite piccine",di pensieri che volteggiano e sono un indirizzo,come l'arcobaleno , una lampada accesa.In questa poesia,ci sono luoghi dove andare o dai quali partire,non è immaginario o astratto,ma autentico.Proprio come noi.Fatti di carne per ciò che si vede superficialmente.Di vento,luce,pensiero,intuizione,per quello che si vuole guardare con attenzione.

    RispondiElimina
  3. Poesia descrittiva e riflessiva insieme: L' arcobaleno svela nei propri colori i segreti del Sole, ma è anche "creazione immaginifica" ; vi sono limiti all' orizzonte, ma liberi volteggiano i pensieri , e il vento porta , nel " tramonto cangiante" le voci di un mondo vero, "di vite piccole" . Natura e umanità, in un leggero fluire di versi brevi e decisi

    RispondiElimina