giovedì 10 maggio 2012

GIANCARLO SERAFINO (A-3) - SETTE TESTI TRATTI DAL LIBRO: "POESIE SOCIALI E CIVILI"










Note critiche su questo Autore, interviste, suoi testi poetici si possono trovare su:
http://www.corrieresalentino.it/interviste/40021-poesie-sociali-e-civili-silloge-poetica-di-giancarlo-serafino

                                                                                                   Hanno detto di Giancarlo Serafino:

Maria Grazia Toscano (Corriere Salentino): «Poeta salentino, controcorrente, versatile ed affabile opera sul piano di un “logos interrogante”  che scandaglia l’analisi del valore esistenziale per cogliere il piacere del bello e del divino, sedimentare, filtrare e raccogliere  le  infinite energie provenienti dalla sua particolare sensibilità, infatti  le sue liriche sono profondi messaggi  nei quali l’eticità della vita emerge e si comunica con la determinazione  del tempo di cui si è eredi e quello futuro.La sua poesia può avere un’utilità morale, difatti, analogamente alla religione, alla legge ed alla politica, ad essa si può attribuire un valore etico, d’impegno civile e sociale, lì dove nella nostra civiltà tecnologica, materialistica, arida, che spinge ognuno di noi alla ricerca spasmodica di un proprio tornaconto economico, più che mai essa assume un ruolo centrale, volto a consentire all’uomo di riappropriarsi della sua dimensione spirituale, creativa e “fanciullina”. Essa nasce dall’esigenza di comunicare e dalla necessità di emanciparsi da uno stato di solitudine interiore. »
Antonio Spagnuolo (Il Denaro) [su: Giancarlo Serafino, “Poesie sociali e civili” – Ed. CFR – 2011 – pagg.72 - € 10,00]: «Un tema che propone interrogativi irrequieti e problematici, ricchi di immagini suggestive e tema redatto in poesia, sospesa alle illusioni del subconscio. Qui la tecnica della parola è di sorprendente luminosità, in un lungo colloquio, per il quale la profonda carica umana esalta il pensiero nella ricerca di una realtà quotidiana e sociale e civile , che nel contempo arricchisce e stordisce. “Paesaggi della realtà – scrive Gianmario Lucini nella prefazione – che accompagnano la nostra esistenza, anche quando volgiamo lo sguardo altrove e non vogliamo o possiamo vederla, questa realtà.” La misura è metafora anche quando ogni verità sembra sbandare, quando il pensiero si ferma. Un accordo affidato al segno della psiche, tra le innumerevoli impressioni del sociale, consapevoli di memorie o nostalgie che incombono sulla città, accomunando stagioni o proponendo particolari significazioni. Passaggi che riconoscono il riferirsi al comune pensiero nettamente distinto dalla incursione della fantasia. » 
Anna Maria Curci (Cronache di Mutter Courage): « Si fa presto a dire “poesia civile”. Il problema è percorrerne le strade scansando le partiture per trombone che si offrono solerti e le altrettanto zelanti banalità. 
Dosare Zivilcourage e arte della parola è impresa nella quale si rischia l’osso del collo. Giancarlo Serafino affronta il rischio nella sua raccolta Poesie sociali e civili. Presta la voce a chi voce, per statuto imposto dalle mode di sempre ovvero per condizione dis-umana, non ha: i bambini (degli) ultimi del mondo, i cani (dei) famosi, i naufraghi, i marchiati dalla lebbra dell’esclusione, i perenni inadeguati. » 


Sul nostro blog ci siamo già occupati di Giancarlo Serafino
[si veda: GIANCARLO SERAFINO - SEI POESIE  e  GIANCARLO SERAFINO (A-2) - QUATTRO POESIE]

Come detto nel titolo di questa "pagina", tutte le poesie qui presentate sono tratte dal libro:
Giancarlo Serafino, Poesie Sociali e civili, a cura di Gianmario Lucini, CFR Edizioni, Piateda (SO), 2011. 
Il libro si articola nelle quattro sezioni: Girotondo, Cena dei cani, Imperfettamente, Tre poesie, con note di Enzo Rega (per Cena dei cani), di Antonio Spagnuolo (per Imperfettamente) e con due note dell'Autore (a pie' della pagina contenente il testo eponimo della sezione: Girotondo, e - a mo' di esplicazione introduttiva - alla sezione: Tre poesie)



















4 commenti:

  1. Riportiamo le parole con cui Antonio Spagnuolo chiude la sua introduzione alla sezione: "Imperfettamente", la più corposa del libro di Giancarlo: "Serafino sbalordisce per le maschere e per le ombre che si appropriano del variopinto sfogliarsi del vento, e la sua mente diventa appesantita dai bagagli che riportano lamenti e torpori.
    Anche se il verso corre con delicatezza intorno a un filo d'erba o carezzando un corallo, la mente affoga inesorabilmente nelle fanghiglie dei "resti umani che reclamano un mondo reale", saldamente ancorato al problema della sopravvivenza, nel coraggio di vivere per non morire.
    Nei paragoni un sottile lirismo produce simpatici equilibri e alcuni traguardi che dal civile corrono al canto nella misura in cui lo stile concede narrazioni e incantamenti."

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  2. Della poesia di Giancarlo,amo la forza,la logica,l'alternanza intonata di più voci complementari.Lo stato d'animo delle sue parole si manifesta con garbo ed ogni cosa appare chiara,inevitabile,mentre "la natura ride" .E' un riso che si percepisce,che non incarna una chiusa,ma allunga un sentire profondo che attraversa tutta la poesia e s'incarna.Giancarlo è spettatore di se stesso,nel meccanismo di Rubik , li trascina il lettore.Ingranaggi che piegano e liberano senza sosta,che descrivono il mondo reale,della gente reale ,culminando nel paradigma celeste appena accennato.Indugio di rispetto,forse pena,in cui il lettore beneficia di poter pensare e trova un posto dove stare.

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  3. "La nostra vita passa dallo stretto imbuto che stringe tutto il mondo" trovo di una bellezza disarmante questa espressione poetica...la poesia civile mi riporta ad un poeta che amo, Pier Paolo Pasolini. Complimenti Giancarlo, mi hai coinvolto totalmente con i tuoi versi.

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  4. delle poesie scelte dall'amico Caponnetto, preciso che "Girotondo" introduce una piccola silloge di altre 11 poesie,
    "Millie" è la prima della "Cena dei cani", esclusa "Ci vorrebbe Charlot"(tre poesie) le altre fanno parte della sezione "Imperfettamente" G.S.

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