sabato 17 marzo 2012

UNA POESIA DI CZESŁAW MIŁOSZ

Czesław Miłosz

                                     
                               
Tre conversazioni sulla civiltà


                                                         I
Sullo scuro rossore della collera
la risposta scortese
l’avversione per gli stranieri
si regge lo Stato.

Sui ruggiti del goal
le catapecchie intorno ai porti
l’alcol per i poveri
si regge lo Stato.

— Hermancja, se facendo girare il mio anello
sparissero quei quartieri che il nostro corteo
percorre in fretta, per non vedere gli occhi fissi nel vuoto,
se invece della costrizione quotidiana
o degli svaghi pelosi attinenti alla carnalità
tirata a lucido, fingendo di non puzzare affatto,
la gente a teatro rosicchiasse cioccolatini
e si commuovesse per l’amore del pastore Aminta
e di giorno leggesse la Summa, per fortuna troppo difficile,
nessuno sarebbe adatto alle caserme. Lo Stato crollerebbe.


                                                           II
Sì, è vero, il paesaggio è un po’ cambiato.
Dove c’erano boschi, ora ci sono pere di fabbriche e cisterne.
Avvicinandoci ai ponti alla foce d’un fiume ci tappiamo il naso,
la sua corrente trasporta nafta e cloro e composti di metile,
senza parlare delle secrezioni dei Libri delle Astrazioni:
escrementi, urina e sperma morto.
Una grande macchia di colore sintetico avvelena i pesci del mare.
Là dove il giunco e la canna coprivano il bordo della baia,
ora c’è la ruggine di macchine sfasciate, di ceneri e mattoni.
I poeti antichi ci parlavano del profumo della terra
e delle cavallette. Oggi scansiamo i campi.
Attraversa più in fretta che puoi l’area chimica degli agricoltori.
Sono estinti l’insetto e l’uccello. Lontano un uomo annoiato
trascina polvere col suo trattore, ha aperto l’ombrello da sole.
Chi stiamo piangendo? Chiedo. La tigre? Il leone? Lo squalo?
Abbiamo creato una seconda natura a somiglianza della prima,
perché non ci sembrasse per caso di vivere in paradiso.
[………………………]
                                                                                                     Berkeley, 1963





Czesław Miłosz, POESIE, a cura di Pietro Marchesani, Adelphi, Milano, 1983 



















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2 commenti:

  1. Czesław Miłosz, Šeteniai (Lituania),1911 – Cracovia, 2004. Poeta e saggista polacco, è stato, secondo Josif Brodsskij "uno dei più grandi poeti del nostro tempo e forse il più grande". Nel 1980 gli è stato conferito il Premio Nobel per la letteratura.

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  2. Una precisazione importante è che il testo della poesia non è stato qui riportato nella sua interezza (sono stati apposti infatti dei puntini di sospensione fra due parentesi quadre). Credo personalmente che questa sia stata una scelta di essenzialità, che a volte è perfino positiva...

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