lunedì 20 agosto 2012

Hans Magnus Enzensberger – Drei Gedichte von «Zukunftsmusik» (Tre poesie da «Musica del futuro»)





Hans Magnus Enzensberger, nato l’11 novembre 1929 a Kaufbeuren, una piccola città della Baviera, il più anziano di quattro fratelli, fa parte dell’ultima generazione di intellettuali la cui scrittura è stata plasmata da esperienze dirette in seno al Terzo Reich. Sono suoi contemporanei Günter Grass (nato nel 1927), Martin Walser (1927) e Jürgen Habermas (1929). Nel 1931 gli Enzensberger si trasferirono a Norimberga, la città madre del nazismo. Julius Streicher, il fondatore ed editore di Der Stürmer , era loro vicino di casa. Hans Magnus, entrato a far parte della Gioventù hitleriana da adolescente, ne fu buttato fuori quasi subito. “Sono sempre stato un buon compagno. Ma non posso restare allineato. Non è nel mio carattere. Sarà forse un difetto, ma non posso farne a meno.”

Subito dopo la guerra, ha lavorato per la RAF in una base fuori Norimberga, prima come traduttore, poi come commerciante al mercato nero (“un corso accelerato nei principi del capitalismo”) e infine come barman per gli ufficiali. All’inizio della sua carriera, Enzensberger è stato spesso paragonato a ai “giovani arrabbiati” inglesi, Osborne e Pinter - ma erroneamente perché la drammaturgia non ha mai costituito un suo particolare punto di forza. Era assai più convincente quando esprimeva la sua rabbia attraverso la poesia.

Enzensberger, oltre che scrittore, poeta e traduttore, è anche editore (lo scrittore Christian Enzensberger è suo fratello minore). Ha scritto anche sotto gli pseudonimi di Andreas Thalmayr e Linda Quilt. Vive attualmente a Monaco.
Ha condotto studi di letteratura e filosofia presso le università di Erlangen, Friburgo in Brisgovia, Amburgo e alla Sorbona di Parigi, dove ha conseguito il dottorato nel 1955 con una tesi sulla poesia di Clemens Brentano. Fino al 1957 ha lavorato come scrittore radiofonico a Stoccarda. Ha partecipato a diverse riunioni del Gruppo 47. Nel decennio 1965-1975 ha pubblicato la rivista Kursbuch. Dal 1985 pubblica a Francoforte la prestigiosa collana di libri Die Andere Bibliothek (L’altra biblioteca) che attualmente conta circa 250 titoli. Enzensberger è inoltre il fondatore del mensile TransAtlantik. I suoi libri sono stati tradotti in più di 40 lingue. In Italia è conosciuto, oltre che per essere stato citato in Caro diario di Nanni Moretti (come modello di intellettuale che rifiuta di assoggettarsi al mezzo televisivo), soprattutto per il suo libro per bambini Il mago dei numeri, diventato un best seller anche per gli adulti.

In molte delle sue poesie Enzensberger adotta un registro ironico e sarcastico. Per esempio, la poesia Blues della Classe Media è composta da un elenco di luoghi comuni tipici appunto della classe media, intervallati dalla frase “non ci possiamo lamentare” ripetuta svariate volte, e si conclude con “ma che stiamo aspettando?”. Molte di queste poesie inoltre trattano in modo polemico tematiche socio-economiche.
Enzensberger ha vissuto molti anni nella Cuba di Fidel Castro, ma anche in diversi altri luoghi, fra cui l’Italia.
Benché il nostro Autore sia principalmente un poeta e un saggista, egli ha realizzato anche opere teatrali, cinematografiche, radiodrammi, reportages, traduzioni, romanzi e libri per bambini.

































AVVERTENZA: Le poesie in lingua originale e le loro traduzioni in italiano sono tratte dal libro: Hans Magnus Enzensberger, MUSICA DAL FUTURO, traduzione di Anna Maria Carpi, Einaudi, Torino, 1997.














3 commenti:

  1. "La nostra condizione di abitanti del villaggio globale è segnata da un misto di nonsenso, di stupidità, di violenza e di odio non dichiarato per la pace. A soffrirne tuttavia non è più la coscienza, vecchio mito defunto della civiltà occidentale, ma solo i sensi, come la vista, bombardata da immagini continue, o l'udito, sopraffatto dal fracasso della retorica, dai disumani linguaggi specialistici. La 'Musica del futuro' evocata da Enzensberger in questa sua irridente rassegna della realtà contemporanea è perciò destinata a restare per molto tempo a venire, un desiderio irrealizzabile."

    (dalla quarta di copertina del libro: 'Hans Magnus Enzensberger, MUSICA DAL FUTURO', traduzione di Anna Maria Carpi, Einaudi, Torino, 1997.)

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  2. Non ho letto molto di questo poeta/scrittore, le poesie scelte nella triade proposta esprimono con sarcastica ironia e con apparente distacco quel che normalmente non si vede o meglio non si riesce a vedere, e cui non si pensa, presi dal fragore della componente piu’ eclatante della vita, la visibilita’, l’eccesso, la teatralita’, la perdita di valori: le poesie registrano con brutale riscontro il reale, togliendo in modo devastante, gli abiti, la scorza, la pelle alle persone e all’ambiente che le circonda, e alle percezioni di questi, mostrando in tutta la sua crudezza una umanita’ spogliata di qualsiasi sovrastruttura. Emblematica e’ la prima delle tre poesie, la Quarta Sinfonia: il cuore di Mahler non funziona bene ma e’ coperto dal frac, finte ricchezze si mescolano all’afrore d’urina, nei palchi tarlati c’e’scintillar di gioielli, finzione e realta’si mescolano in un insieme grottesco e sgradevole che mi fa venire in mente certi quadri di Grosz e di Maccari; intorno si muove una umanita’ povera, ai margini di una societa’ che non appare diversa…vermi senza valori, quella e’ la societa’.Agghiacciante e senza soluzione, in questa poesia mi pare l’immagine del “secolo” che –ladruncolo inosservato-“sgambetta incontro alla sua fine…”, mentre nessuno gli presta attenzione..In fuga di pensieri, gli uomini non vivono il presente, rispetto cui sono in qualche maniera sempre sfasati, vivendo in un mondo irrimediabilmente falso e artefatto, in cui non ci sono piu’certezze ne’ capacita’ di valutare.In Episodio, questo concetto viene ricalcato:l’umanita’ si muove in aereo o su un tapis roulant, non e’ in grado di valutare nulla, di collegare, di pensare, vive nella modernita’, una vita facile, ma le meraviglie non meravigliano e nessuno si accorge di non poter vedere piu’ nulla e di non riuscire a notare piu’ nulla.Mi pare magistrale, devastante,inquietante, modernissimo, con una tavolozza perfettamente adeguata al mondo in cui viviamo.

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  3. Un poeta attento a cogliere vizi e incongruenze nella società che lo circonda : il forte contrasto di realtà diverse che coesistono nella contemporaneità ,come la ricchezza e la miseria .Sottolinea questo coesistere di realtà diverse, nella prima poesia, lo svolgersi di uno spettacolo teatrale in cui lo spettatore vive contemporaneamente due realtà: l' oggi, fuori dalle scene e l' ieri, il passato, sulla scena di un' opera datata. E c' è in questo come un senso di smarrimento dell' uomo moderno, che vive con un senso di provvisorietà : al momento va tutto bene. E poi vedremo.

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